Damiana De Gennaro
Primo appuntamento con “Lingua/Parole”

Ombra/Metamorfosi

Inizia la rubrica curata da Paolo Fabrizio Iacuzzi dedicata alla giovane poesia italiana. Prendendo spunto dall’antologia “Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90”, si chiede ad alcuni giovani poeti di definire una parola comune alla loro generazione e una parola che identifichi la loro propria poesia

Nata nel 1995 a Vico Equense, Damiana De Gennaro è laureata in Lingue e culture comparate presso l’Università di Napoli “L’Orientale” con una tesi sulla poesia orientale classica. Ha scritto “Aspettando la rugiada” (Raffaelli 2017) e ha appena pubblicato “Shibuya Crossing” (Interno Poesia). Nell’antologia “Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90” (Interno Poesia 2018, […]

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Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Per Ilaria Occhini

Folgorato dall’attrice vista in tv, Roberto Mussapi le dedicò una poesia della raccolta “Gita Meridiana”. Da lì nacque un sodalizio. E quel volto mirabile, cantanto nei versi, per sempre renderà testimonianza di come teatro, poesia e arte dispensino incanti e nutrano memorie

Oggi è il 27 luglio, ci salutiamo per la sospensione del mese di Agosto. Sette giorni fa si celebrava l’allunaggio, la grande avventura dell’uomo nel cielo, e in queste pagine si tornava sul mio libro Il sogno della luna. Il giorno seguente, domenica 21, apprendevo della morte, quello stesso sabato, di Ilaria Occhini, una delle […]

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Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Sortilegi d’estate

Una telefonata, due dimensioni opposte, l’una urbana, l’altra marina. La voce amata all’altro capo del filo, un “messaggero ermetico” trasmette le parole mentre un viaggio memoriale si produce in contemporanea. Versi di un Mussapi “d’annata”…

Archeologia industriale. Anni Novanta, una cabina telefonica, in una grande città (Milano). Con la sua scheda l’uomo sta parlando alla donna, al mare. Estate, dal vetro della cabina vede il movimento urbano, il traffico, ma il miracolo delle voci lo porta là dove è lei, sulla spiaggia, davanti al mare. È un viaggio memoriale e […]

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Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Nel giusto della vita

Meraviglioso inno domestico di Mario Luzi, che canta l’opera del mondo percependone il miracolo. E affermando, in pieno Novecento, che tra poesia e vita esiste un’unione inscindibile. Come nei versi di “Augurio”, tratti da “Dal fondo delle campagne”

Prima di leggere il mio commento, che certo non nuoce e spero serva alla comprensione della figura del poeta, ma aggrava la perfezione dei versi, il lettore si butti subito su questi. Il prodigio miracolante di Mario Luzi, la poesia che non critica la vita ma la canta, una giovane donna, la mano che spande […]

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Raoul Precht
Periscopio (globale)

Sradicato Otero

Rileggendo Blas de Otero, poeta spagnolo della generazione del '36, morto quarant'anni fa: una testimonianza forte dell'inquietudine intellettuale in piena epoca franchista. La retorica come unico scudo contro la barbarie

Anche se quelle del 1898 e del 1927 sono le due generazioni poetiche più famose e celebrate, in Spagna, non mancano gli estimatori della generazione del ’36, i cui poeti si fanno cantori della cosiddetta “poesia sradicata”, secondo la fortunata definizione di Dámaso Alonso, inscindibilmente legata al malessere anche politico degli intellettuali in quella che […]

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Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Dylan Thomas prega

Dalla nascita di un bambino «che impara adesso il sole e la luna» alla nascita del mondo. È una visione e una rivelazione del divino la poesia del grande autore gallese qui tradotta da Roberto Mussapi. Un grido di vita che riconduce a «un mai nominato e sempre più travolgente Cristo»

Il lettore di queste pagine ha già incontrato la meravigliosa poesia da cui sono tratti questi versi, sempre nella mia traduzione. Ora ne isolo un blocco in cui leggendo si prova la meraviglia di una subitanea, improvvisa e assoluta scoperta del divino: mentre ha la visione il poeta (l’uomo), si inginocchia. La poesia inizia con […]

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Francesco Improta
A proposito di "Vivi e lascia morire”

La parola civile

Luca Perrone, con i suoi versi taglienti ed affilati come un bisturi, incide i bubboni della nostra società purulenta e cancerosa, mettendo in discussione l'ordine sociale con parole e immagini che hanno la forza dirompente di una carica esplosiva

Della generazione di trentenni (Ilaria Palomba; Gabriele Galloni; Melania Panico; Gabriele Borgna ecc.) che con il loro talento e il loro impegno hanno restituito alla poesia tutta la sua dignità e il suo antico primato, Luca Perrone, autore di Vivi e lascia morire (Infinito edizioni, € 10) è senza dubbio tra le voci più originali […]

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Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Il senso di Eros

Per Rilke il capriccioso dio dell’amore dal “fiammante viso” che come “il soffio dell’estate alla primavera spegne i canti” non è solo fanciullesco ma «ascolta l’ombra e si fa cupo… ausculta la morte, sente la brevità della nostra vita». Versi tradotti da Giaime Pintor che restano scolpiti nella memoria

Nella traduzione di Giaime Pintor, autore di quel libretto magico, l’esile bianco einaudiano Poesie, uscito quando ero ragazzo, entrato nella mia memoria profonda, questa poesia dedicata a Eros, che il sommo Rilke coglie, come coglie ogni divinità pagana o cristiana (ma nei suoi versi la distinzione tende a dileguare, splende e illumina il divino nell’umano) […]

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Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Un vento e paesaggi

Nei versi di Giuseppe Grattacaso (anche in quelli del suo nuovo “Il mondo che farà”) c'è, da un lato, la messa in scena del dramma del vuoto, dall'altro il tormento del mutamento tipico della grande poesia del Novecento. Da Eliot a Luzi

Nel 2013, recensendo su Avvenire La vita dei bicchieri e delle stelle di Giuseppe Grattacaso, che sostenevo libro felice, da leggere, scrivevo quanto fosse «difficile definire una poesia che pare di gusto e intonazione oraziana, ma contemporaneamente metafisica come i quadri di Morandi, dei quali però non condivide l’ossessività monotematica. Anzi, se comuni bicchieri animano […]

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Giuseppe Grattacaso
A proposito di “Haiku for a Season”

Il gioco di Zanzotto

Negli anni Ottanta Andrea Zanzotto, appena uscito da una terribile depressione, riprese a fidarsi delle parole grazie a degli haiku (un po' irregolari) scritti in inglese. Finalmente, lo Specchio li pubblica nella versione originale e nella traduzione che ne curò lo stesso poeta

Andrea Zanzotto scrisse una serie di brevi poesie in inglese tra la primavera e l’estate del 1984. Sono haiku, o come li definì lo stesso poeta, degli “pseudohaiku”, in quanto per la maggior parte non rispettano la tradizionale suddivisione in tre versi e per complessive diciassette sillabe. Zanzotto conservò questi testi senza renderli pubblici, solo […]

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