27
giugno
2022

racconti

Manuela D’Aguanno
Parole e ombre/18

Che ti guardi

"Che ti guardi? Sembra chiedermi con quell’aria da adulto. E chi guarda? Io non guardo proprio niente. Vorrei rispondergli io. Io che da adulto in quel momento ho solo l’età, mentre guardo (eccome!) il culo di sua madre (sua madre?)"

Fotografia di Enrico Graziani —– Che ti guardi? Sembra dire lui mentre fa un altro tiro. Che ti fumi? Vorrei dirgli io. Io che ho smesso da poco. Che fumavo cinquanta sigarette al giorno. Che ho detto basta alla schiavitù del tabacco. Che ti fumi? Vorrei dirgli io. Io che mi arrampicherei con le unghie per […]

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Roberto Todisco
Parole e ombre/17

La spesa

"Il supermercato a quest’ora è chiuso. Hai qualcuno a casa che ti aspetta forse? Chiese Luca. Fremeva, stupidamente non aveva calcolato un’eventualità del genere. Il ragazzo fece segno di no con la testa. Allora coraggio, accomodati. Ti offro la cena"

Fotografia di Ernesto Fiorentino —– Quella mattina Luca ebbe chiare due cose: la prima è che voleva uccidersi, la seconda che non avrebbe mai avuto il coraggio di farlo da solo. Per qualche minuto, mentre dal letto ascoltava i vicini fare colazione oltre il ballatoio, questa consapevolezza lo rasserenò. Furono proprio i vicini a dargli l’idea […]

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Pier Mario Fasanotti
La prima parte di una storia inedita

Dentro una cornice

«Senza rendersene conto Bertot aveva per un attimo sfiorato uno dei tanti capricci della comicità. Spenta la radio, era poi rimasto per più di un’ora con testa poggiata sui palmi delle mani. A riflettere. Grande errore...»

Teresio Bertot era un uomo pallido e gracile. E talvolta così assorto, o così smarrito, da parere uno di quegli uccelli che si stacca dallo stormo per fatica oppure solo per voglia di solitudine, in mezzo a folate di vento cattivo. Faceva il corniciaio e godeva di gioie equilibrate. Non mancava di ironia, ma per […]

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Leopoldo Carlesimo
Una “disavventura” namibiana

La diga di Santo

«Santo Lagreca era piemontese di nascita, ma di origini calabro-lucane. Uno dei figli dell’immigrazione Fiat anni Cinquanta. La moglie, Kathy, era una delle donne più in vista di Windhoek. Era ricca, la famiglia di Kathy era molto ricca. Santo, figlio di operai, non aveva un soldo»

Il canyon correva parallelo alla linea dell’orizzonte, tagliato nella parete di roccia chiara. Sotto, una larga striscia di sabbia gialla dava solo una lontana idea di quel che avrebbe dovuto essere il letto di un fiume. Angelo si avvicinò al ciglio della scarpata. Pochi passi sul duro sentiero di ciottoli. “Non c’è neanche un filo […]

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Flavia Ganzenua
Parole e ombre/16

Le cose che ho di lei

«Sono una femmina che va con altre femmine, che ne mangia e si fa mangiare il cuore, so di letti e lenzuola sfatti e so di nido e di latte. Nessuna fede è abbastanza larga o stretta, nessuna resiste tanto a lungo da lasciare il segno, un’aureola, intorno alle dita»

Fotografia di Lara Garofalo —– Ho gli occhi chiari di mia madre, il loro stesso colore, ma più distanti l’uno dall’altro, due fessure, e tenuti sempre giù, in basso, a scovare piste e tracce, a stanare passi e impronte, come affondano nel terreno e cedono via via alla stanchezza e alla resa, perché io sono […]

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Vins Gallico
Parole e ombre/15

Fuga di notizia

«Ecco laggiù un varco, sembrerebbe. E invece è soltanto l'illusione ottica. Non c'è nessun passaggio. L'uomo e il padre sbirciano attraverso la protezione. Per un istante l'uomo ha sperato di trovare l'anello che non tiene, quello della poesia di Montale»

Fotografia di Alessandro Romagnoli —– I vecchi a un certo punto tornano bambini e, superato quel crinale, bisogna trattarli come tali. Bisogna imboccarli, lavarli, rassicurarli, cambiarli, guidarli, a volte bisogna anche prenderli in braccio o sulle spalle. Probabilmente Enea non pensò tutto questo mentre la città gli bruciava alle spalle, ma agì d’istinto, spronato dall’urgenza e […]

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Attilio Del Giudice
L'ultima parte di “Arcane procedure"

La favola di Vito

«Certo, le cose del mondo (e dell’altro mondo) seguono percorsi strani, talvolta bizzarri ed ironici. Questo ragazzo doveva fare con Vito Aiello la stessa cosa richiesta dal vecchio: raccontare la sua vita»

Riassunto della prima parte: Vito Aiello si ammazzò a Torino in un albergo e si trovò  in un Aldilà, di cui non aveva alcuna cognizione. Fu scambiato per uno scrittore, lui non chiarì la sua condizione di non scrittore, pensando che l’equivoco potesse giovargli in qualche modo. Così fu costretto a seguire le procedure previste per […]

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Marco Rinaldi
Parole e ombre/14

Il mio papà

«Quando il mio papà si mette le dita nel naso la mamma gli fa gli occhi da pazza, ma lui c’è abituato. Di solito, nel naso ci mette il mignolo, ma se serve va su pure col pollice, tanto lui c’ha il naso bello largo e se lo può permettere»

Fotografia di Zhanna Stankovych —– Il mio papà fa tante puzzette perché c’ha i diverticoli, che è lì che l’aria si gonfia e poi certe volte diventa puzzolente, che è per quello che si chiamano “le puzzette”. Lui le fa fredde o calde, quelle calde puzzano, quelle fredde no, e lui ce lo dice prima: […]

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Arturo Belluardo
Parole e ombre/13

Psicopompo

«Mi manca. Tuo padre mi manca. La notte la mia mano lo cerca e lui è lì che russa. Apro gli occhi e non lo trovo. Chiudo gli occhi e ride. Come quando beveva tre Peroni. Si asciuga la bocca con il dorso della mano e ride»

Fotografia di Roberto Cavallini —– Questo è il primo Natale che passiamo senza mio padre. Ci siamo radunati tutti attorno a mia madre, a questo mucchietto d’ossa superstiti. Strano che tra lui, torreggiante ed egoista, e lei, sassolino implume e fumante di acido borico, sia morto prima lui. Una botta secca e malignazza, da far […]

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Massimo Morasca
“La sottile linea grigia”

Confine primordiale

Sfida a sua maestà North Sea, fino al traguardo della Long Coastal Race, solcando le onde che bagnano la costa belga tra Dunquerke e Ostenda, là dove terra e mare si fondono. Un’impresa ardua, anche in piena estate. Eppure, entrare in armonia con un elemento che armonico non è, è possibile…

«Patrick how many time to tack?» «Massimo it’s too soon, keep sailing!» Patrick è un uomo di mezz’età, fisico asciutto e agile, in silenzio con periodicità maniacale inforca gli occhialetti rossi e osserva la nostra rotta sul suo tablet. Non gli importa del mare che spesso spazza la coperta, un mare freddo di agosto, e […]

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