Ida Meneghello
Diario di una spettatrice

Godot in Iran

Il nuovo film di Jafar Panahi parla della dittatura in Iran con gli strumenti del teatro, tra realismo e paradossi comici. E con un omaggio (esplicito) a Beckett. Da non perdere

Quante letture è possibile dare del nuovo film di Jafar Panahi, Un semplice incidente, meritatissima Palma d’oro a Cannes? Mi limiterò a suggerirne qualcuna, chiedendo a chiunque ami il cinema di vederlo e di dare la propria personale lettura di questa pellicola, incluso il significato della scena finale che il regista e sceneggiatore iraniano lascia […]

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Danilo Maestosi
A proposito di "Michelangelo e i pensatori"

L’arte del dubbio

Il nuovo saggio di Nicola Fano mescola riferimenti all'arte, alla letteratura, al teatro e al cinema per analizzare la forza del dubbio. Tanto più importante in questo tempo di certezze...

Fascinoso e spaesante il viaggio nel quale ci sospinge e ci guida Nicola Fano nel suo nuovo saggio, Michelangelo e i pensatori. Edizioni Elliot, 136 pagine, 16,50 euro. Terza tappa di un itinerario partito da Caravaggio, continuato con le oscillazioni di Edipo e inframezzato da una deviazione per interrogare tra il vero e il falso il […]

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Ida Meneghello
Diario di una spettatrice

Aspettando Beckett

Nel film su Beckett di James Marsh con Gabriel Byrne, tra mogli, madri e amanti, il vero assente è proprio lui, lo scrittore irlandese al quale si vuole rendere omaggio

Ho aspettato Beckett come si aspetta Godot, ma lui non è arrivato. E non perché Gabriel Byrne sia del tutto improbabile nei suoi abiti di tweed irlandese, ma perché Beckett non c’è nel film Prima danza, poi pensa, nel senso che lo spettatore non lo intravede nel taglio di un’inquadratura, in un punto di vista […]

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Paolo Petroni
Al Teatro della Pergola

Surreale Arrabal

Da Breton a Tzara, da Ionesco a Beckett («che detestava l'etichetta "teatro dell'assurdo"»), dal franchismo («che mi impediva di respirare») al surrealismo, Incontro con lo scrittore spagnolo Fernando Arrabal per i suoi novant'anni

Fernando Arrabal, spagnolo nato a Melilla in Marocco nell’agosto 1932, drammaturgo, poeta, narratore, pittore e regista, ha compiuto da poco 90 anni ed è considerato la modernità fatta persona, grazie al successo della definizione che ne dette Mel Gussow: “incarnazione delle tre icone della modernità, Surrealismo, Dada, Patafisica” cui lui tiene ad aggiungere il Movimento […]

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Giuliano Capecelatro
Su “L’ultimo atto del signor Beckett”

Il romanzo di Beckett

La scrittrice francese Maylis Besserie ha dedicato un bel romanzo agli ultimi giorni di vita di Samuel Beckett. E nel lento abbandono del corpo c'è il segreto di tutta la vita (e di tutta l'opera) del grande scrittore dublinese

«Samuel Beckett è senz’altro esistito, e ha senz’altro finito i suoi giorni in una casa di riposo chiamata Tiers-Temps, a Parigi, città in cui viveva in esilio da una cinquantina d’anni. Ma il mio resta un romanzo». Un romanzo. Il primo, dopo una serie di testi radiofonici. Un’operazione audace: rievocare gli ultimi giorni, il declino […]

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Nicola Fano
In margine alla morte del grande regista

Ricordare Peter Brook

Shakespeare, spiritualità, vuoto: sono le tre parole chiave del teatro di Peter Brook. Ecco perché occorre ricordarlo: da lui e dalla sua lezione bisogna ripartire per dare ancora un senso al teatro

Peter Brook ha insegnato qualcosa al teatro anche con la sua morte. Questa circostanza è propria dei grandi la cui “improvvisa” assenza (è sempre improvvisa, la morte, anche se sopraggiunge a 97 anni) impone riflessioni, analisi, considerazioni necessarie; come a ricapitolare quale strada ci aspetta a partire da ciò che è stato. Quel che è […]

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Sergio Buttiglieri
Al teatro Metastasio di Prato

Giorni infelici

Il regista Massimiliano Civica riporta in scena (con Monica Demuru) "Giorni Felici" di Samuel Beckett. E, immancabilmente, ne fa un epilogo sulla morte e sulla caducità delle nostre esistenze

In questi giorni poco felici, al teatro Metastasio di Prato, una coppia innestata in un iconico cretto che tanto ricorda quelli di Burri, tenta un vano insignificante dialogo. Lei, sempre issata alla sommità del cretto, immersa sino alla vita e lui nascosto alla base che emette rumori primordiali. Un dialogo fra i due che tanto ci fa […]

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Giuliano Compagno
"Orizzonti verticali" a San Gimignano

Soghomon e Krapp

Tuccio Guicciardini e Patrizia de Bari hanno presentato un bello spettacolo su Soghomon Tehlirian, l'armeno che nel 1921 uccise il ministro turco per riscattare l'eccidio del suo popolo; Giancarlo Cauteruccio torna su Beckett: due facce dello stesso (attualissimo) Novecento

Giunto alla nona edizione, “Orizzonti verticali” rinsalda felicemente l’incontro tra scena e letteratura. Per un festival di teatro, arti e lettere, ciò non sarebbe una novità, infatti la differenza è che Tuccio Guicciardini e Patrizia de Bari hanno realizzato nel tempo le loro intenzioni, difficili, di coniugare i linguaggi e di offrire a essi una […]

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Giuliano Compagno
In difesa di un progetto stracciato

Il caso Cauteruccio

Giancarlo Cauteruccio, uno degli artisti più significativi della sperimentazione teatrale degli ultimi decenni, è rimasto senza casa, perduta la memoria storica dei suoi spettacoli. Possibile che Firenze non abbia un luogo adatto alla sua ricerca?

La prima immagine di Teatri di Luce rompe il buio della pista deserta del Tenax, laddove all’inizio degli Ottanta la periferia nord-est di Firenze si era aperta alle emergenze musicali e artistiche. Ed ecco che subito s’intravede la sagoma di un magnifico adottato: si chiama Giancarlo Cauteruccio. Nel 1975 si era trasferito in Arno da […]

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Flavio Fusi
Vivere al tempo del covid

Aspettando Eliot

Il mondo è in attesa. Prima che venga sconfitta la pandemia, prima che l'inquilino scaduto lasci la Casa Bianca, prima che la politica torni a rappresentare gli uomini, prima che il tempo torni a mettersi in movimento e si riesca a riconoscersi umani

“Vivere è aspettare”, scrive Samuel Beckett. Aspettiamo, dunque, in questa grigia giornata stillante di pioggia lenta. Nel mesto autunno abbiamo chiuso le finestre e sbarrato i balconi che a primavera se ne stavano spalancati e ariosi. Questo nostro breve interludio di vita è diventato l’inizio di una lunga attesa. Attendiamo che le catene si allentino […]

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