Sandra Petrignani
Camera con vista

Elogio dell’attore

Toni Servillo è il mattatore del nostro tempo, anche se non si cura di esserlo. Sexy, mostro di bravura con nonchalance, passa infaticabile da Goldoni a Eduardo alla sperimentazione musicale al cinema di denuncia, travalicando i ruoli. Ma del grande De Filippo ha disatteso la malinconia...

Se dovessimo cercare oggi fra gli attori italiani qualcuno in grado d’interpretare il ruolo del “mattatore”, che tanto è andato di moda a cavallo fra ‘800 e ‘900 e su su fino a noi con le ultime incarnazioni in Carmelo Bene, Gassman, Albertazzi, non vedrei migliore incarnazione che in Toni Servillo, perché Servillo è un […]

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Angela Scarparo
Chi critica i critici?

Il mancusianesimo

Ossia l'arte di lamentarsi della produzione culturale italiana presente, confrontandola solo con i classicissimi del passato o coi i mostri di Hollywood. Insomma, l'arte in cui eccelle una celebre notista del "Foglio"

Si aggirano, da un po’ di tempo, per le pagine della nostrana e cosiddetta informazione culturale italiana, dei mostri. Persone a due, a volte anche a a tre, quattro teste. Tante, a seconda dei portafogli da cui escono gli stipendi che percepiscono, o i complimenti che ricevono. Capaci contemporaneamente di lamentarsi di tutto e di […]

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Paolo Petroni
Un film che fa discutere

Da Birdman a Salvini

Dietro al successo di opere come quello di Iñárritu c'è il racconto, tutto contemporaneo, di una società che preferisce l'irrazionalità e i bisogni primari

Alessandro Boschi, che è critico acuto e intelligente, resta talvolta però troppo nell’ambito del suo specifico, che naturalmente viene prima del resto. Ma il resto poi c’è, c’è comunque. Inutile quindi chiedersi, basandosi sulle qualità filmiche, (clicca qui per leggere la sua “Visione contromano”) perché abbiano successo il film di Martone su Leopardi o Birdman di […]

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Giuliano Compagno
Dopo il premio a Sorrentino

Estetica del dandismo

Il Golden Globe ci fornisce l'occasione per tornare a parlare de "La grande bellezza" e della sua capacità di inquadrare un rovello intellettuale che non è solo mondano

Nessun riconoscimento di prestigio riuscirà a dissolvere il nebbione di luoghi comuni che, sin dalla prima uscita, ha avvolto La grande bellezza. Elencarli tutti sarebbe un’impresa vana, per cui ci accontentiamo di un parziale elenco: il film fallisce proprio nella sua felliniana iconografia perché non basta una giraffa per emulare la magia del Maestro; quella […]

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