Ettore Catalano
A proposito del "Cuoco dell'imperatore"

Il cuoco di Federico

Raffaele Nigro torna a raccontare l'epopea dell'imperatore svevo che lo aveva già reso celebre. Ma questa volta, il romanziere guarda la grande storia dalla cucina: un dietro le quinte che favorisce lo svelamento di vicende che mescolano alto e basso

L’epopea federiciana aveva già attirato l’attenzione di Raffaele Nigro negli Anni Ottanta del trascorso secolo, prima del successo narrativo dei Fuochi del Basento (1987) e della Baronessa dell’Olivento (1990): in quelle occasioni si era trattato di due testi teatrali come Hoenstaufen (1985) e Il Santo e il Leone (1987) nei quali Nigro aveva scelto di […]

continua »
Valentina Fortichiari
“Tu credi che io dorma” di Luca Doninelli

L’infinito in una mano

«Vede ciò che altri non vedono… descrive il cammino dei desideri e di tutto ciò che ci tocca il cuore». Così nel suo nuovo romanzo in cinque movimenti, c’è l’autore «in stato di grazia» e c’è il lettore che si immerge non potendo più staccarsi dalle storie narrate

Non vorrei raccontare il libro, ma dire che cosa c’è dentro e perché mi sono emozionata pagina dopo pagina. Tu credi che io dorma (La nave di Teseo, 142 pagine, 17 euro) ha una copertina bellissima in bianco e nero: un bambino sul treno, lo sguardo sulle rotaie ovvero sul flusso del tempo, forse il flusso della sua stessa […]

continua »
Giuseppe Grattacaso
La ristampa del "Discorso sopra i costumi”

Leopardi, adesso!

Il critico Vincenzo Guarracino ha curato una nuova edizione del celebre saggio sulla morale degli italiani di Giacomo Leopardi: un testo di straziante attualità, dedicato a un popolo che «ride della vita e passa il proprio tempo a deridersi scambievolmente, a pungersi fino al sangue»

Tra le condanne che possono colpire un grande scrittore, c’è sicuramente la circostanza, che diviene poi una condizione stabile, di essere ridotto nello spazio ristretto di qualche formula statica e inalterabile. Nel codice rituale, che diventa una sorta di ricetta prescrittiva, anche un’opera ampia e complessa finisce per ritrovarsi in un’impalcatura costretta e limitata, dove […]

continua »
Lidia Lombardi
Verso il Premio Strega /4

Dio e i derelitti

Pietà per chi attraversa nella vita la “galleria dell’orrore”. È il tratto che accomuna i libri di Edith Bruck e di Giulia Caminito, gli ultimi due titoli della nostra carrellata sui 12 candidati tra cui verranno scelti i 5 finalisti

Affinità elettive. Sono quelle che legano i due ultimi titoli della carrellata di Succedeoggi sulla dozzina del Premio Strega 2021. Intendiamoci, Il pane perduto di Edith Bruck e L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito, ancorché firmati da donne, sono diversissimi per trama, stile, genere. E però c’è un filo rosso che lega i […]

continua »
Loretto Rafanelli
Ancora su “Campi d’ostinato amore”

Il battito della vita

Le molteplici forme della natura, «benigna e matrigna, debole e resistente». È il senso della perdita che fa comprendere il senso del tutto: «momenti vitali, respiri profondi, valori etici unici, o ancora misere inezie piene di pathos». La poesia di Umberto Piersanti è «battito estremo del cuore»

Il respiro pare lento e affannato, il vedere doloroso e isolato, delimitato e paziente il passo, con quelle ginocchia fragili. E allora ecco che lo scenario incalzato dall’incertezza dello sguardo, diviene un fronte, un distacco, segnato, secondo dopo secondo, da un fiero movimento resistente, ma pur sempre insicuro nell’accogliere ancora questo tempo. Parliamo di Umberto […]

continua »
Alberto Fraccacreta
“Campi d’ostinato amore”

Se l’ora è perfetta

“Il desiderio di compimento che è all’origine stessa dell’idea di poesia” pervade la nuova raccolta di Umberto Piersanti. Dove il suo mondo mitico - da abitare in pienezza, immerso nella natura generatrice, sfuggendo al dolore, confortato dai ricordi - si ripresenta “ad alta concentrazione”

La poesia di Umberto Piersanti è contraddistinta da un mondo mitico ad alta concentrazione che nell’ultimo lavoro, Campi d’ostinato amore (La nave di Teseo, pp. 176, 19 euro), si fa sempre più stilizzato e conchiuso, quasi a rimarcare il bisogno dell’uomo di dissociarsi da una realtà di brutture e riacquistare conforto nel ricordo, nella ripetizione di kierkegaardiana […]

continua »
Daniela Matronola
A proposito di "Corpi speciali"

Speciali fallimenti

Ernest Shackleton che raggiunge per secondo il Polo Sud, Samuel Beckett che perde l'amicizia di James Joyce perché non è innamorato della figlia: Francesca d’Aloja esegue i ritratti (reali o immaginari) di personaggi avvolti dalla luce del mito

Speciale il titolo e speciale questo quinto libro per Francesca d’Aloja (Corpi speciali, La nave di Teseo, pagine 263, 18 Euro), scrittrice a partire da Il sogno cattivo, primo romanzo – uscito nel 2006 – e fino ad allora attrice e regista. Pulsa al suo cuore un’idea (altri direbbe, un progetto) che ha una sorta […]

continua »
Massimo Onofri
Ceppo: tre parole-chiave sul racconto /3

Atlante, Enciclopedia Altrove

Utopia come non-luogo ma anche come tutti i luoghi. In cui recarsi in un percorso che attraverso la letteratura è «massimo movimento nella stasi». E che regala «l’ebbrezza dell’uno, nessuno e centomila» nel catalogo dei desideri in cui invitare il lettore a ritrovarsi

Il 23 luglio a Pistoia si svolgerà il Premio letterario internazionale Ceppo dedicato in questa 64° edizione al racconto (www.iltempodelceppo.it). La giuria letteraria, diretta da Paolo Fabrizio Iacuzzi, ha assegnato a Massimo Onofri e al suo “Isolitudini” (La Nave di Teseo) il Premio Ceppo Selezione Racconto «per aver scritto un libro di mappe fantastiche e letterarie […]

continua »
Giuseppe Grattacaso
A proposito di “Amorosa sempre”

Parole per l’Assoluto

La nave di Teseo riunisce tutta l'opera poetica di Roberto Carifi: un autore che usa la scrittura per cercare di avvicinare sé e il lettore a un'idea ultraterrena di Assoluto. La poesia come strumento di speranza e attesa

La poesia di Roberto Carifi si muove a partire dall’idea che esiste un Assoluto, il fine verso cui deve muoversi ogni esperienza umana e che diventa dunque l’oggetto ultimo della comunicazione poetica. Esiste una sommità, che non può essere messa in dubbio, che in qualche modo è parte di noi e che, pur nella sua […]

continua »
Lidia Lombardi
Ancora sul libro di Sandro Veronesi

Il colibrì: il coraggio di restare fermi

Pregi e difetti del nuovo romanzo dello scrittore toscano che gioca a rimpiattino con il plot ma racconta con forza e convinzione, tra passato, presente e futuro, una storia che ci riguarda. Con bagliori di speranza

Parlerò del nuovo romanzo di Sandro Veronesi, Il colibrì (La Nave di Teseo, 366 pagine, 20 euro) puntando sulle emozioni che mi ha fatto provare ma anche sulle pagine che mi hanno lasciato interdetta, scalfendo il piacere della lettura provato nella maggior parte del libro. Certo, per esprimere puntualmente i miei sentimenti di fronte a questa […]

continua »