Teresa Maresca
Due volumi sulle maschere africane

Oltre Picasso

Patria della Commedia dell’Arte, sappiamo ben poco della magia delle maschere We, Liuba o Songye. Le interpretiamo attraverso categorie estetiche o antropologiche, ma occorre forse sbarazzarsene per comprendere qualcosa dell’arte mobile made in Africa

Due volumi di maschere africane sul tavolo del mio studio. Una splendida monografia della collezione del californiano Woods Davy, dal titolo Kifwebe, Unsiècle de masques Songye et Luba, etnie bantu della Repubblica Popolare del Congo, e un più agile ma non per questo meno riccamente illustrato volume We, dal nome della popolazione che vive tra i […]

continua »
Lidia Lombardi
Itinerari per un giorno di festa

Gente che va gente che viene

Con Picasso al “De Russie”, con Borges al “Locarno”, con Stendhal alla “Minerve”. E poi l’“Excelsior”, il “Plaza”, il “Quirinale”… Piccolo tour nei grand hotel della Capitale e con le loro storie. Di ieri e di oggi

Sono il contrario dei non luoghi. Eppure c’è gente che va e che viene, stanze spesso abitate per un solo giorno. Persone frettolose, solitarie, scocciate di stare fuori casa. Oppure impazienti di uscire, vedere altro e altri. Invece gli antichi alberghi di Roma sono luoghi per eccellenza. Cullano la fantasia degli scrittori, sono ritrovi per […]

continua »
Raffaella Resch
Al Museo delle Culture di Lugano

Lontani ma vicini

L’Occidente guarda “l’altro”, perché l’“altro” siamo noi: al Musec una mostra sul ruolo svolto dal Primitivismo nel '900 delle avanguardie, in artisti come Picasso, Giacometti, Fontana ma anche Kandinskij e Klee. Tra arte e antropologia una “fratellanza” inevitabile e necessaria

Si parla molto di globalizzazione e diversità, e non ci si aspetterebbe che una riflessione su questi aspetti possa venire da un’istituzione dedicata a conservare e raccontare il passato, come un museo. Un caso molto stimolante è quello del MUSEC – Museo delle Culture di Lugano, che ha riaperto i battenti al pubblico lo scorso […]

continua »
Raffaella Resch
Donne e Futurismo /1

La musa di porpora

Valentine De Saint Point fece dell’arte il suo codice identitario. Animatrice della scena intellettuale parigina inizio ‘900, impegnata sul versante della libertà al femminile, suscitò scalpore per le sue idee e per le sue pose. Frequentò i più grandi, stringendo con Marinetti una collaborazione scintillante

Le gesta di Valentine De Saint Point (Lione, 1875 – Il Cairo 1953) potrebbero fungere da soggetto cinematografico per almeno tre diverse fiction, basti dire che nasce col nome di Anne-Jeanne-Valentine-Marianne Desglans de Cessiat-Vercell e muore con quello di Raouhya Nour el Dine (Luce della religione, essenza dell’anima). L’energica, affascinante, eccentrica e anticonformista pronipote dello […]

continua »
Rita Pacifici
Ultimi giorni per la mostra del Vittoriano

Il “viatico” Cézanne

Soffici, Morandi, Carrà, Casorati, Carena, Cagli, Gentilini, Rosai, Severini, Sironi, Boccioni… Così la pittura italiana ha dialogato col maestro di Aix, usandolo come punto di partenza verso l'arte europea

«Pazzo e primitivo, come Jacopone da Todi e Giotto», così Paul Cézanne faceva il suo ingresso in Italia, presentato da Ardengo Soffici sulla rivista Lacerba. Era il 1908, l’artista francese era scomparso da due anni, una grande retrospettiva a Parigi aveva tributato un tardivo omaggio alla rivoluzione pittorica e filosofica portata avanti con ostinazione dal […]

continua »
Teresa Maresca
Introduzione al pittore inglese

Inghiottiti da Hockney

Un po' come Picasso, un po' come Caravaggio. Il processo evolutivo dell'artista è inarrestabile. Dalla Los Angeles della pop-art è riapprodato al nativo Yorkshire dove ora dà sfogo alla sua passione per il paesaggio, allestendo veri e propri set en plein air per opere di grandi dimensioni pronte a incorporare lo spettatore. Sfruttando le tecnologie più avanzate ma ribadendo l'eternità di lunghi pennelli e colori mischiati all'antica. Lo spiega bene un libro-intervista

David Hockney è forse la più emblematica figura di pittore del nostro secolo, dopo Picasso. Un libro-intervista (A bigger message, conversazioni con David Hockney, di Martin Gayford, Einaudi) ci consente di comprendere lo studio e la complessità del suo ultimo lavoro, ora che non è più l’artista dalle visioni facili o fumettistiche cui ci hanno […]

continua »
Erminia Pellecchia
La quarta edizione di “Coreografia d’arte”

A ritmo di Man Ray

Si ispira ad “Anatoms”, cartella di 11 acqueforti, il balletto della compagnia Opificio delle Trame che ha inaugurato nei giorni scorsi il festival milanese dedicato a Emilio Tadini. Altre contaminazioni tra danza e pittura in molti, invoglianti appuntamenti (fino al 21 dicembre): da Boetti a Picasso alle proposte dei più giovani

Una sinuosa suggestione, un turbamento più che una presenza fisica, i segni galleggiano, vorticano nello spazio in curve morbide che agitano pensieri, creano emozioni. Sono invenzioni cerebrali i nudi di Anatoms, le acqueforti in cui Man Ray, l’innamorato delle donne, proietta sul foglio neutro l’idea del corpo femminile, tradotta in linee pure che si muovono […]

continua »