Francesco Arturo Saponaro
Domani al Teatro Palladium a Roma

Note in giallo per Cartesio

La novità operistica di Guido Barbieri e Mauro Cardi che apre il Festival di Nuova Consonanza si ispira alla misteriosa morte del filosofo francese alla corte di Cristina di Svezia. E restituisce la vicenda con grande intensità espressiva e musicale

Sarà lo spettacolo di apertura del 58esimo Festival di Nuova Consonanza, domenica 7 novembre, ore 20,30, al Teatro Palladium in Roma. Le ossa di Cartesio è il titolo della novità operistica su testo di Guido Barbieri con musica di Mauro Cardi, compositore da tempo affermato nell’odierno panorama italiano. Ed è un giallo seicentesco di forte curiosità. Il […]

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Paolo Petroni
Due anni dalla morte dell'"assessore"

Quell’idea di Roma

Uno spettacolo al Palladium dà avvio a una serie di iniziative per ricordare Renato Nicolini. E per dimostrare che il suo "effimero" era ben concreto e aveva un'idea concretissima della città

Sono passati 2 anni dalla scomparsa di Renato Nicolini (1942-2012) e sempre più ci si accorge di come diventi un punto di riferimento e quanto il suo effimero fosse spesso poco contingente. Per passare dalle celebrazioni allo studio, per rendere vivo e riattivare il suo pensiero e l’esperienza di architetto, urbanista, filosofo e antropologo della […]

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Paolo Petroni
In scena al Palladium

La vita è un funerale

Con "Sorelle Macaluso" Emma Dante ritorna alle sue origini, mescolando vitalità a senso della morte. Ha debuttato a Roma una storia che non mancherà di far discutere l'Europa

Un gruppo di ragazze, sette sorelle, che scherzano e ridono al sole della Sicilia, una gita al mare che pian piano diventa inquietante, finisce in tragedia. Una danza, una marcia, un presentarsi in fila a fare i conti con quel che è avvenuto, con i propri sensi di colpa, cercando di scaricarli sulle altre, sui […]

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Andrea Porcheddu
Il nuovo spettacolo dell'affabulatore

La Bolla di Celestini

Il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini è un apologo amaro sulla nazione, su questa Italia che sembra aver smarrito qualunque prospettiva di futuro. E così l'attore - amaramente - quasi si dimette da italiano

Mi ricordo bene la prima volta che ho visto in scena Ascanio Celestini. Sarà stato alla fine degli anni Novanta, in un piccolo festival nelle Marche. Lavorava, allora, con Gaetano Ventriglia – un altro interessantissimo regista e attore – e presentavano uno strampalato, amaro viaggio nel mondo di Pasolini, che si intitolava Cicoria. Era una […]

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