Gianni Cerasuolo
Un appello ai vertici della Rai

Nessuno tocchi Upas!

Upas è l'acronimo di "Un posto al sole", la più antica e nobile soap italiana. Dopo venticinque anni, la Rai vorrebbe spostarla al pomeriggio per fare spazio all'ennesima vetrina di presunto approfondimento giornalistico. Calpestando un pezzo della nostra storia

Giù le mani da Un posto al Sole. Non bastassero i canali tv che non stanno più dove devono stare, le partite di calcio per le quali devi fare dei giri immensi per vederle. Non bastassero TIM Vision e le cantatine insopportabili di Mina quando fai il 187. Non bastasse la rotellina di Dazn. Non […]

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Nicola Fano
A proposito di nomine culturali

La scelta Fuortes

Carlo Fuortes è stato indicato dal governo per la gestione della Rai. Dopo Paolo Grassi, un altro uomo di teatro arriva al vertice di Viale Mazzini. Accanto all'indiscutibile talento di organizzatore culturale, Fuortes vanta anche la capacità di gestire gli altrui appetiti politici

Dopo Paolo Grassi, un altro uomo di teatro occuperà la poltrona più scottante della Rai: Carlo Fuortes. Si ricorderà che Paolo Grassi, intellettuale a tutto tondo, organizzatore geniale, dopo aver fondato il Piccolo Teatro di Milano e monumentalizzato Giorgio Strehler, fu chiamato alla Scala; che abbandonò nel 1977, appunto per diventare presidente della Rai. Di […]

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Paolo Petroni
Al Teatro dell'Opera di Roma

Nella rete di Figaro

Daniele Gatti e Mario Martone hanno diretto e allestito una bella versione del "Barbiere di Siviglia" di Rossini in "versione covid" e ripresa dalla tv. Un tra cinema e teatro, perfettamente riuscito: quasi un film sull'opera

Mille fili si intrecciano per tutto lo spazio del teatro Costanzi, calando dal loggione giù di traverso sino alle poltrone di platea creando una trama, una rete per il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini che apre la stagione di un’Opera di Roma vitale e che non si arrende, sotto la direzione di Daniele Gatti […]

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Francesco Arturo Saponaro
Trend in salita per botteghino e qualità

Opera di Roma: i numeri della “svolta”

Incrementato il numero di rappresentazioni. Un’iniziativa premiata dal pubblico accorso per la “Lucia di Lammermoor” (l'incompiuta di Luca Ronconi), molto applaudita. E in questi giorni è di scena “Aida”

Sembrano andare meglio, le vicende amministrative, nel Teatro dell’Opera di Roma. Così ha dichiarato, in una recente conferenza stampa, il sovrintendente Carlo Fuortes. A parte il frasario sindacal-politichese, e il tono trionfalistico – la stagione corrente è etichettata come “quella della svolta” – l’andamento del botteghino, nel primo trimestre 2015, si annuncia in forte crescita. […]

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Lidia Lombardi
Inaugurata la stagione operistica capitolina

Rusalka, alias di Aida

Dopo le amare vicende finanziarie e sindacali (ora risolte) e l'abbandono di Riccardo Muti col suo programma verdiano, l'opera di Antonin Dvorak è stata applaudita con convinzione alla prima del Teatro dell'Opera di Roma. Un buon auspicio per i bilanci in rosso...

Dieci minuti di applausi e neanche un fischio. Parecchi spettatori in piedi, a battere le mani. E il sorriso rinfrancato dei cantanti del coro, mai tanto vicini alla ribalta, sistemati in gruppo colorato subito dietro i protagonisti. Sono i “titoli di coda” non soltanto di Rusalka, il melodramma del ceco Antonin Dvorak che ha aperto […]

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Lidia Lombardi
La rinascita dell'Opera di Roma

La rivoluzione di Werther

Grande successo per il Werther di Massenet splendidamente messo in scena da Willy Decker al Costanzi. Una sobria e simbolica rappresentazione di tutte le incertezze che pesano sulla testa di un uomo in trasformazione

Quanto una regia intelligente e al tempo stesso misurata possa giovare alla lirica lo dimostra il Werther di Jules Massenet in scena al Teatro dell’Opera di Roma (repliche 25, 27 e 29 gennaio). Plauso dunque al tedesco (di Colonia) Willy Decker che nel rinato Costanzi (sì, rinato con messinscene pregevoli dopo il braccio di ferro […]

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Nicola Fano
La cultura non è solo una questione contabile

Chiude il Teatro Due

Il teatrino romano di Via Due Macelli è stato bocciato dal Ministero: non avrà finanziamenti. Così Roma continua a perdere i pezzi della propria (preziosa) complessità culturale

Il Teatro Due di Roma chiude. Della cultura teatrale romana non è rimasto che qualche brandello di muro, oramai. Che sta in piedi a fatica, per altro. Ma non è solo questo il problema (la città sta vivendo un terremoto sociale e politico di proporzioni inimmaginabili per chi non ci vive dentro…). Il Teatro Due […]

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Nicola Fano
Parla l'ad di "Musica per Roma”

Modello Fuortes

L'Auditorium ha fatto delle arti una risorsa. Come? È un sistema esportabile? Lo abbiamo chiesto a Carlo Fuortes, artefice del successo. «La cultura è una forma di welfare come la sanità o l’istruzione. Ma serve legittimità sociale». Se Marino l'ascoltasse...

Chiamiamolo “modello Roma per la cultura”. Che non è quello del Campidoglio  (ché anzi è ancora molto ballerino…), non è quello del Teatro di Roma né quello del Teatro dell’Opera: è il Modello Auditorium. Oltre il 60% di autofinanziamento mediante vendita di biglietti e servizi. E solo il resto sostegno pubblico (poco Stato e molto […]

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Francesco Arturo Saponaro
Fino al 12 marzo al Teatro dell'Opera di Roma

Tosca: repetita iuvant

L'opera di Puccini riproposta nell'allestimento di Adolf Hohenstein che creò scene e costumi per la prima del gennaio 1900. Una scelta sicura e rodata che svela qualcosa della nuova gestione ora affidata a pieno titolo a Carlo Fuortes

Una Tosca nella linea dell’usato sicuro, alla ricerca di sala piena e incasso garantito. È una scelta che rientra nella rotta assunta nel suo incarico commissariale da Carlo Fuortes, ora appena nominato sovrintendente a pieno titolo del Teatro dell’Opera. Una linea che si conferma nella programmazione della stagione estiva, alle Terme di Caracalla, con tre […]

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Nicola Fano
Al Teatro dell'Opera di Roma

Tutti a Mahagonny!

Mahagonny di Brecht/Weill diretta da John Axelrod con la regìa di Graham Vick è un vero capolavoro: e ci spiega come la crisi del capitalismo sia la crisi dell'Occidente. Un'intuizione fatta con 85 anni di anticipo

Dà una certa soddisfazione vedere che sempre più spesso si torna a Brecht, ai suoi eccessi ideologici, al suo teatro caldo, ultimamente: un autore del quale s’erano già celebrati i funerali (i cui resti erano stati in fretta tumulati fuori dalle mura consacrate della memoria da condividere) è ben vivo oggi, pieno di significati e […]

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