17
agosto
2018

commenti

Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Tutto un altro Giro

Vincenzo Nibali sembra un campione d'altri tempi: potrebbe essere l'uomo grazie al quale il ciclismo ritrova credibilità e popolarità. E anche un po' di epica della sofferenza. S.D.: salvo doping!

A sentire quelli che seguono il ciclismo da una vita, lui è uno “pulito”, cresciuto a pane e bicicletta. Nessun intruglio, nessuna “bomba”. Lui è Vincenzo Nibali, protagonista assoluto del Giro. Era dai tempi di Pantani che il ciclismo italiano aspettava qualcuno che galvanizzasse la carovana piuttosto afflitta dall’assenza di fuoriclasse e dal succedersi impressionante […]

continua »
Claudio Conti
La storia e le eterne emergenze italiane

Il cerotto di Genova

Dopo il disastro di Genova si è parlato solo di rimedi, mentre serve una soluzione, ovvero la capacità di affrontare la questione del degrado ambientale con una visione allargata e sistematica

Flashback. Circa 80 anni fa, esattamente il 18 maggio 1933, Franklin Delano Roosevelt (FDR), Presidente in carica da meno di 3 mesi, firmava il Tennessee Valley Authority Act allo scopo innanzi tutto di promuovere lo sviluppo economico di una regione sulla quale la depressione seguita alla crisi del ’29 si era particolarmente accanita. L’obiettivo inoltre […]

continua »
Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Basket da riscatto

Brindisi è in cima alla classifica. Non è un caso, ma una storia lunga. La storia di tutte quelle piccole città che nello sport cercano una via d'uscita alle proprie difficoltà

Che ci fa Brindisi in mezzo a Milano e Cantù in cima al basket italiano? Chi sono questi cafoni tra l’aristocrazia dei canestri? Si è davvero capovolto il mondo dello sport, anche quello del basket, dunque?  Buttate un occhio alle gerarchie di questa Lega A, vi accorgerete così che ci sono altre piccole realtà, oltre […]

continua »
Pierre Chiartano
Lettera da Tunisi

Democrazia araba

Intervista con Abdhu Fattah Mourou, uno dei protagonisti della rivoluzione che ha travolto Ben Ali. "Non c'è tradizione democratica in questa parte di mondo; noi ce la stiamo inventando. Ma bisogna che l'Occidente accetti le nostre regole"

Non si sono ancora spente le luci dell’incontro tra il presidente tunisino Moncef Marzouki con Barack Obama, lunedi a New York, che la cronaca politica ci ricorda dello stallo continuo (o apparente) della situazione a Tunisi. Terza gamba del progetto di democrazia araba nel mondo islamico con Turchia ed Egitto, la Rinascita (Ennahda) che nel […]

continua »
Pier Mario Fasanotti
Philip Roth e la farsa degli addii

Dal primo all’ultimo sandwich

Rischiando il ridicolo, il celebre scrittore non fa che annunciare il suo ritiro da tutto: dalla narrativa, dalle apparizioni pubbliche, persino dai panini... Che sia una messinscena per indurre i parrucconi di Stoccolma a dargli finalmente il Nobel?

Con tutto il rispetto e l’ammirazione che moltissimi di noi nutriamo per lei, accetti mister Philip Roth un consiglio: adesso la deve smettere con la sua ridicola cerimonia degli addii. Stop it, please: il rischio è rotolare nel ridicolo. E proprio lei, ironico come è sempre stato, cadrebbe in un’imbarazzante contraddizione. Come si sa, lo […]

continua »
Marco Scotti
A proposito della vicenda Rcs-Fiat-Della Valle

Capitalismo de’ noantri

Il mondo della finanza italiano non è più un “salotto buono”, anzi almeno da un ventennio l'atmosfera che vi regna risuona del motto tutto italiano “aumma aumma”. Lo dimostrano i retroscena dell'acquisto, da parte della famiglia Agnelli, delle nuove quote della casa editrice. Misteriosa appare dunque l'ostinazione con la quale il patron di Hogan, Tod's e Fiorentina tenta di farne parte

Comunque la si voglia guardare, la vicenda di Rcs è un gran pasticcio. Ma ha anche uno scopo terapeutico: mostra agli italiani come si è ridotto il capitalismo “de’ noantri” e prova, sbattendo in faccia la cruda realtà, a costringere la classe dirigente ad assumersi le sue responsabilità. Nella vicenda di Rcs, infatti, rientra a […]

continua »
Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Pallone di latta

Il mondo del calcio è in subbuglio in vista dell'assegnazione del Pallone d'Oro. Quest'anno il patron della Fifa Blatter ha pure truccato le carte: vuole che il vincitore arrivi fino ai mondiali brasiliani

Non è proprio il trionfo della marchetta come in certi premi letterari ma il Pallone d’Oro è diventato una schifezza, come l’ha bollato il vecchio Stoichkov che pure lo vinse: un affare di Stato, un gioco delle tre carte e a dare le carte truccate è il Signore del Calcio, Joseph Sepp Blatter, sempre più […]

continua »
Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Il portiere perduto

Costano poco, la qualità è buona, le scuole e la preparazione sono cambiate: in campionato, i numeri 1 italiani lasciano io passo a quelli stranieri. Anche in questo non siamo più dei maestri

Il portiere caduto alla difesa ultima, vana, si chiama Morgan De Sanctis (nella foto qui accanto). È stato 744 minuti senza raccogliere il pallone in fondo alla rete della Roma delle meraviglie di Rudi Garcia. Alessio Cerci, ingrato figliol prodigo allevato sui campi di Trigoria, gli ha spezzato il sogno di essere imbattibile. Ma Morgan non […]

continua »
Vincenzo Faccioli Pintozzi
La visita del Pontefice a Lampedusa

Fratello migrante

Ha scelto la lettura di Caino e Abele papa Francesco per la messa di penitenza celebrata nell'isola “dimenticata da tutti”, dedicata alle vittime senza nome che affollano i suoi fondali. Per ricordarci che «abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna». E il fulcro del messaggio cattolico risuona nelle parole-chiave: accoglienza, testimonianza, amore, comprensione, empatia...

Tutto è rivoluzione. Dalla scelta di far pregare una piazza in silenzio al calice di legno, dalle dimissioni “suggerite con forza” dei vertici dello Ior all’appartamento – anzi, l’Appartamento – snobbato per una camera d’albergo di medio livello. Papa Francesco ha conquistato i cuori e persino le penne di coloro che – fino a sei […]

continua »
Alberto Fraccacreta
L'elzeviro secco

Emmanuel Carrère all’ombra della croce

La “conversione” dello scrittore francese raccontata nel suo “Il Regno” (premiato a Pordenonelegge), non appare come lacerante sradicamento ma come esperienza esteriore sospesa tra storia e autobiografia. E fa venire in mente Bob Dylan...

Dalle merlature, dai lineamenti grifagni del palazzo comunale si arguisce che il luogo vuole imprimere una traccia puntuale di sé. Pordenone è gotica e desidera rimanere tale. Non chiede di assumere altro ruolo. In ogni siepe si osserva la cittadina curatissima, a misura d’uomo e – caso raro – a misura d’inquietudine: anche lo spleen […]

continua »