Gianni Cerasuolo
L'epopea di un uomo scomodo

La farfalla Ali

«Io non ho niente contro questi vietcong e nessun vietcong mi ha mai chiamato negro»: il mito di Muhammad Ali è metà politico e metà sportivo. «Non sono tenuto ad essere quello che volete farmi essere»: per questo decise di essere un campione

Adesso che, dopo la sua morte, anche Donald Trump dice di lui che «era un bravo ragazzo e un grande campione», viene in mente per contrasto di quando Muhammad Ali, dopo il rifiuto di arruolarsi nell’esercito statunitense e di andare a combattere in Vietnam, era denigrato e offeso dagli americani e considerato dal Dipartimento di Stato […]

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Gianni Cerasuolo
Mauro Garofalo e Dario Fo

Il pugile zingaro

Due libri riscoprono la storia mitica e terribile di Johann Trollmann, alias Rukeli, boxeur di origine sinti che vinse il titolo tedesco nel 1933 umiliando i nazisti e finì i suoi giorni nel lager

Sul ring Rukeli danzava come Muhammad Alì, girava attorno all’avversario e poi pam, lo colpivacon un uno-due che quell’altro nemmeno vedeva. Rukeli in lingua sinti significa “albero”, “alberello”, perché anche da ragazzino lui si piantava lì, aspettava e poi, veloce, metteva a segno il colpo. Lo chiamavano così anche per via dei capelli neri, foltissimi […]

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Andrea Carraro
Da Joe Louis a Cassius Clay

Lo sport del dolore

In due libri di Joyce Carole Oates e Gianni Minà rivive l'agonizzante mito della boxe e quell’«infanzia omicida della razza» che lo «spazio mitico» del ring evoca senza ambiguità

«Non mi va tanto di dirlo, ma è così: mi piace molto di più quando arriva il dolore» – confessò una volta il peso medio Frank «the animal» Fletcher in un’intervista. Ecco, in tale spontanea ed estemporanea dichiarazione di un pugile mediamente famoso c’è forse distillato il più profondo senso della boxe, che la rende diversa […]

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