Ida Meneghello
Diario di una spettatrice

Povero Frankenstein!

Il Frankenstein di Guillermo del Toro si perde tra splatter e effetti speciali: il guaio è che i mostri veri di oggi fanno più paura di quello, proverbiale, inventato da Mary Shelley

In quale pezzo del corpo assemblato della Creatura risiede la sua anima? Alla domanda che gli fa Elisabeth, la fidanzata di suo fratello, il barone Victor Frankenstein non sa rispondere nonostante sia stato lui a riportare in vita quei pezzi di carne morta. Alla fine delle due ore e mezza del film scritto, diretto e […]

continua »
Ida Meneghello
Diario di una spettatrice

Le libertà di Bella

Esce il nuovo film di Yorgos Lanthimos, Leone d'oro a Venezia: una favola visionaria che rilegge Frankenstein al femminile. E si regge soprattutto sulla bravura di Emma Stone

Parto da una constatazione: Povere creature! ovvero Poor things, il film del regista, sceneggiatore e produttore greco Yorgos Lanthimos, Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia 2023 e con ben undici nomination ai prossimi Oscar, è una pellicola visionaria di grande impatto che, comunque la si guardi, non lascia indifferenti. Detto questo, è un […]

continua »
Pier Mario Fasanotti
A proposito de "Il resuscitatore"

Frankenstein è italiano!

Lorenzo Beccati racconta la storia di Giovanni Aldini, scienziato con un gusto macabro e teatrale che, attraverso l'elettrostimolazione, credeva di ridare vita ai cadaveri (prima di Frankenstein). Ma nella riprovazione generale

L’idea di Frankenstein è italiana, non inglese. Come tale, erroneamente ancora oggi, s’intende un mostro terrificante, deforme e dalla forza sovrumana. In realtà Frankenstein era lo scienziato ginevrino Kurt, quindi “padre“ del mostro e non “figlio“. Diventò fortunata creatura letteraria della poetessa inglese Mary Shelley (moglie del poeta Percy, annegato a Lerici) che pubblicò l’omonimo […]

continua »
Valentina Mezzacappa
Una scrittrice e un pittore

Agiografia della paura

Bisogna vivere fino in fondo le proprie ossessioni per superarle. Su questo "principio" si sono incrociati Mary Shelley, la madre di Frankenstein e Peter Greenaway, l'artista che messo in scena la luce dell'ansia

Appartenere al gentil sesso nel 1816, avere diciotto anni e scrivere uno dei più grandi romanzi del primo ottocento, Frankenstein. Gli eventi che hanno portato alla nascita della celebre opera di Mary Shelley, il cui protagonista è ormai da decenni insieme a Dracula e l’Uomo Lupo sinonimo di tutto ciò che è paura (non senza […]

continua »