Arturo Belluardo
Al Maxxi di Roma

Dio e Bob Wilson

L'ultima performace di Bob Wilson mette insieme la Pietà Rondanini di Michelangelo e lo Stabat Mater di Arvo Part. Ne è nato un intervento inquietante che dalla Creazione arriva all'«afasia di Dio»

«Quando ho visto per la prima volta la Pietà non finita di Michelangelo, sono rimasto seduto a guardarla per oltre un’ora. Era straordinario solo averla di fronte. Aveva un potere enorme, una sorta di mistero. Era qualcosa che avrei potuto guardare per molto tempo. Essendo incompiuta, era come guardare attraverso una porta aperta, uno spazio […]

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Nicola Fano
Ricordo di un maestro del teatro

Il gioco di Bob Wilson

Qual era il "metodo" di Bob Wilson? E perché la sua drammaturgia delle immagini è così importante anche per il teatro di oggi? Qualche considerazione su una lezione da non dimenticare

Era “contemporaneo” il teatro di Bob Wilson (il grande regista americano morto ieri a 84 anni)? La scomparsa di un maestro (qual era Bob Wilson) impone questa domanda, prima di tutte, sulla sua lezione. Perché oggi, perniciosamente, si gioca molto con l’aggettivo “contemporaneo” facendone uno spartiacque: di qua i buoni (quelli che saprebbero raccontare il […]

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Sergio Buttiglieri
Visto al Teatro Municipale di Bologna

Geometria Bob Wilson

Un bellissimo "Trovatore" verdiano messo in scena da Bob Wilson è stato contestato dai soliti melomani: passano i decenni, ma la grande avanguardia ancora non trova spazio in un mondo che cerca solo vuoti stereotipi

“Pietra miliare del teatro sperimentale mondiale”, come lo ha definito il New York Times, Bob Wilson fu scoperto in Europa nel ’76, al Festival di Avignone, con Einstein on the beach, uno spettacolo creato in coppia con il musicista Philip Glass, una rivoluzionaria opera contemporanea. E l’Italia quella volta arrivò prima dei francesi: già nel ’74 infatti […]

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Nicola Fano
Visto al Théâtre du Châtelet di Parigi

Bob Wilson e Faust

Quattro riflessioni sul "Faust" di Goethe smontato e rimontato a mo' di opera rock da Bob Wilson per il Berliner Ensemble. Uno spettacolo che aggiorna il metodo brechtiano in chiave pop

Immaginate quattro Faust e tre Margherite. Immaginate che, se la moltiplicazione dei Faust può essere dettata dalla necessità (poetica) di mostrare ogni sfaccettatura del normotipo umano che vuole tutto e subito, probabilmente la scomposizione delle Margherite dipende soprattutto dalla voglia di potenziare l’impatto sonoro del personaggio per inserirlo al meglio in una sorta di musical/opera […]

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