Raoul Precht
Periscopio (globale)

Per Fortini traduttore

Cent'anni fa nasceva Franco Fortini, poeta, critico, intellettuale scomodo. Ma soprattutto grande traduttore alla riscoperta della purezza e dell'autonomia del verso. Da Goethe a Brecht

In questi ultimi tempi ho parlato molto di traduzione, e vorrei concludere questo mini-ciclo di riflessioni sul tema con un ricordo di Franco Fortini, nato il 10 settembre di cent’anni fa a Firenze. In più di mezzo secolo d’attività, fino alla morte avvenuta nel 1994, Fortini è stato uno scrittore a tutto campo: poeta, saggista, […]

continua »
Nicola Fano
Il festival Finestre

Il Pulcinella globale

In Umbria, tra Marsciano e San Venanzo, da anni cresce un'iniziativa coraggiosa e vitale che mescola la lezione di Eugenio Barba alle potenzialità globali del teatro popolare

Il teatro è importante perché lascia segni nel mondo. Contro la prepotenza comunicativa delle mode. Contro il potere degli altri mezzi di comunicazione. Contro le ragioni del disimpegno. Contro la crisi, i costi eccessivi, i talk-show e la dittatura degli chef. Il teatro resiste nelle pieghe di qualunque società: vieppiù ne sono convinto dopo aver […]

continua »
Francesco Arturo Saponaro
Ultime repliche a Roma di “Mahagonny”

L’idioma di Weill

La rilettura di John Axelrod e Graham Vick, in scena al Teatro dell'Opera, esalta pienamente il linguaggio operistico dell’autore, non sempre considerato di alto mestiere. Come il destino esecutivo di “Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny” dimostra…

L’allestimento è molto pregevole e il titolo è di rara esecuzione. Ascesa e caduta della città di Mahagonny (Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny), tre atti con musica di Kurt Weill su libretto di Bertolt Brecht, messo in scena a Roma dal Teatro dell’Opera, è affidato (come già è stato scritto negli approfondimenti di Nicola […]

continua »
Nicola Fano
Visto alle Vie dei festival

Il potere di Brecht

Andrea Baracco continua il suo coraggioso lavoro sui classici rimettendo in scena Edaordo II di Marlowe riscritto da Brecht. Un bell'apologo sul potere, dove le nuove generazioni non vorrebbero patire le colpe dei padri

Ci vuole coraggio ad affrontare temi grandi in un tempo tanto piccolo. E coraggio ne ha da vendere, Andrea Baracco, che continua a inseguire i classici che trattano questioni alte: dopo Giulio Cesare e Amleto di Shakespeare ora è la volta di Edoardo II di Brecht/Marlowe, spettacolo imbastito negli scorsi anni e ora messo in […]

continua »
Nicola Fano
Esce per la prima volta "Il silenzio"

Max Frisch ritrovato

Il piccolo editore Del Vecchio pubblica un racconto giovanile inedito del grande scrittore svizzero. Una storia epica di eroismo mancato: perché la vita è più semplice che romantica

Conoscete Max Frisch? Se, zigzagando tra i grandi del Novecento, l’avete perso, recuperatelo, ne vale la pena. Homo Faber in letteratura e Don Giovanni o l’amore per le geometrie in teatro (apologia e inutilità della solitudine e della tecnocrazia) sono le sue opere migliori anche se difficili da reperire: una critica al Novecento dall’interno, nel […]

continua »
Nicola Fano
Al Teatro dell'Opera di Roma

Tutti a Mahagonny!

Mahagonny di Brecht/Weill diretta da John Axelrod con la regìa di Graham Vick è un vero capolavoro: e ci spiega come la crisi del capitalismo sia la crisi dell'Occidente. Un'intuizione fatta con 85 anni di anticipo

Dà una certa soddisfazione vedere che sempre più spesso si torna a Brecht, ai suoi eccessi ideologici, al suo teatro caldo, ultimamente: un autore del quale s’erano già celebrati i funerali (i cui resti erano stati in fretta tumulati fuori dalle mura consacrate della memoria da condividere) è ben vivo oggi, pieno di significati e […]

continua »
Nicola Fano
A proposito di uno spettacolo memorabile

Elogio di Brecht

Abbiamo trattato l'autore tedesco come un comunista appestato. E invece Umberto Orsini e Claudio Longhi, con "La resistibile ascesa di Artuto Ui" in tournée per la terza stagione, ci dimostrano quanto sia viva (e appassionante) la sua lezione

Da venticinque, forse trent’anni viviamo affogati nella pretesa di un modernismo dove ognuno galleggia per liberarsi di regole, vincoli, radici e memorie. Abbiamo buttato a mare idee e ideologie come fossero zavorra inutile per conquistare il paradiso delle grandi apparenze. Ogni tanto, c’è qualcuno che si ostina a ricordarci che cosa abbiamo perso e, chi […]

continua »