Raoul Precht
Periscopio (globale)

Il Mago Oz

Forza e coraggio: il doppio significato del suo pseudonimo rappresenta il tratto distintivo di Amos Oz, lo scrittore israeliano appena scomparso. Un forzato della scrittura con la quale accarezzava l'utopia

Al quattordicenne Amos Klausner, che avvertiva anzitutto l’esigenza di affrancarsi dal cognome del padre, diventato con il passare del tempo sempre più retrivo e reazionario, lo pseudonimo Amos Oz dev’essere sembrato poco meno che ideale. In ebraico Oz significa infatti “forza”, ma con una copertura semantica un po’ più ampia (una via di mezzo fra […]

continua »
Raoul Precht
Periscopio (globale)

Agnon, il Patriarca

A cinquant'anni dalla morte, ritratto di Shmuel Yosef Czaczkes, in arte S. Y. Agnon, primo e unico scrittore di lingua ebraica a vincere il Nobel: un riferimento costante per la letteratura delle identità

In alcune letterature la figura del patriarca ha un impatto fortissimo, al punto che gli scrittori delle generazioni successive non possono scrivere praticamente nulla se non occupandosene, spesso usandola come metro per misurare le proprie forze e comunque, sempre, facendoci i conti. È senz’altro il caso della letteratura ebraica contemporanea, che ancora paga un fondamentale […]

continua »
Sabino Caronia
Suggestioni a Gerusalemme

Da Amos Oz a Gesù

Fantasmi dell'immaginazione si aggirano per la città che trasmette il senso reale e fisico della vicenda del figlio di Dio. Kafka, Sholem, Hugo Bergman prendono vita nei quartieri vissuti dall’autore di “Una storia di amore e di tenebra”

«Se mi chiedessero di sintetizzare in una sola parola l’argomento dei miei libri, risponderei con “famiglie”», ha dichiarato Amos Oz ad Avvenire in un’intervista del dicembre 2011. Figlio di Yehuda Arieh Klausner e Fania Mussman, morta suicida quando il piccolo Amos aveva appena dodici anni, Oz ha fatto della famiglia il fulcro di tutta la […]

continua »
Oliviero La Stella
Lo scrittore israeliano a Milano

Vivere è tradire

«Giuda», il nuovo romanzo di Amos Oz, è un omaggio al compromesso e al "tradimento". Perché tradire, da Giuda in poi, significa cambiare. E mandare avanti il mondo

Giuda, l’ultima opera di Amos Oz (336 pagine, 18 euro) appena pubblicata da Feltrinelli, è un romanzo sul tradimento e – anche – una tormentata riflessione sulla storia degli ebrei, e su Israele, che prende le mosse dalla vicenda dell’apostolo, il protagonista del «tradimento più famoso». «La Chernobyl dell’antisemitismo», come dice lo scrittore israeliano. Perché […]

continua »