Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Stregato dalle Sirene

Il mare e il suo mistero. Un interrogativo a cui Roberto Mussapi cerca di dare risposta in un libro di imminente uscita. Anche ascoltando la voce umana e transumana di quegli esseri che tentanto di trascinare Ulisse negli abissi, come racconta Omero…

Momento magico e culminante del poema omerico, nella magnifica traduzione di Rosa Calzecchi Onesti. Sull’isola rivelatasi d’incanto come un miraggio, distesa sul prato, e nell’attimo stesso della visione, cessa ogni vento, mentre il canto irresistibile trascina a lei il viaggiatore. La sua voce che ammalia è in realtà un grido inumano che ti trascina all’abisso, […]

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Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Ulisse in Walcott

Il poeta caraibico «magicamente prodigioso… lirico, omerico», così descrive se stesso in un breve autoritratto: «… ho avuto una buona educazione coloniale, ho in me dell’olandese, del negro e dell’inglese, sono nessuno, o sono una nazione»

Ho una costellazione di poeti del Novecento di generazione successiva a quella degli Eliot e dei Pound, e i nomi di Heaney, Luzi, Bonnefoy e Walcott la compongono.Di questi il caraibico Derek Walcott è il più magicamente prodigioso per l’incanto di una lingua che nasce da quella magia caraibica da cui soffia e sorge la […]

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Alberto Fraccacreta
La nuova edizione Feltrinelli dell’“Ulisse”

L’Odissea di Joyce

L’avventuroso 'viaggio' dello scrittore irlandese attraverso Leopold Bloom è in realtà un’avventura nella lingua, come spiega il traduttore e curatore Alessandro Ceni. Così il lettore-interprete è costretto a essere egli stesso Ulisse in balìa del naufragio di ogni interpretazione prestabilita di senso

È difficile trovare opere letterarie così consentanee a una lettura semiotica e, al contempo, decostruzionista come quelle di James Joyce, in particolar modo con l’Ulisse e il Finnegans Wake. Lettura semiotica e decostruzionista perché, nei romanzi summenzionati, emergono a singolar tenzone il segno e la debolezza del segno, l’aliquid stat pro aliquo (secondo il bel motto medievale) e […]

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Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Attraversare la morte

Essere Nessuno, come Ulisse con Polifemo, sapere di esserlo di fronte a realtà che sgomentano, esserlo «per iniziarsi alla poesia» che si consegue in piena vita, affrontando le prove. Così Salvatore Quasimodo in questi versi…

Assume il nome falso, ma profondamente vero, con cui Ulisse si salva da Polifemo, non solo si salva, lo farà fuori, accecandolo e rendendolo ridicolo. Inventando per se stesso un nome falso, Nessuno, non quello autentico, Ulisse. Ma dicendo il vero: di fronte alla sgomentante realtà dell’ominide Polifemo, del preumano, come agli incanti delle sirene […]

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Ettore Catalano
Viaggio nella Commedia/3

Dante e Ulisse

Tramite il celebre incontro nell'Inferno, Dante spiega che l’impegno a conoscere non può essere illimitato, ma deve essere guidato sempre dal limite umano, dalla coscienza e dalla sua subordinazione a un valore superiore

Dante, esponendo nell’XI dell’Inferno l’ordinamento del basso Inferno, distingue la violenza dalla frode e individua anche diverse tipologie della stessa frode: la frode commessa nei confronti di chi non si fida (la frode variamente definita nell’ottavo cerchio) e quella commessa nei confronti di chi si fida, il tradimento punito nel nono cerchio. La violenza è […]

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Roberto Mussapi
Every beat of my life

Il mistero dell’essere

«Il respiro della ricerca spirituale incessante» nella poesia qui presentata del venezuelano Santos Lopez. Che rivolge alla madre la domanda fondamentale di senso della vita e della morte. Come Ulisse nell’Ade

Cenote è un termine che indica, nel mondo mesoamericano, una pozza d’acqua dolce affiorante, in certe zone dello Yutacan, da un fiume sotterraneo. Quindi un’acqua che dal profondo giunge in superficie, chiamando l’uomo che vi si sofferma forse come la pozza in cui si specchiò Narciso: come scrisse Melville, cercando il mistero della realtà umana […]

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Laura Novelli
A proposito di “Odissea a/r”

Maieutica di Omero

Zeus culturista, Penelope dimessa, Calipso come una sirena... è il mito di Ulisse e Telemaco adattato da Emma Dante al suo laboratorio teatrale di Palermo. Dove cercare il teatro diventa una ricerca di vita

Tempo fa, proprio per Succedeoggi, recensivo uno spettacolo/saggio di Antonio Latella intitolato Faust Diesis che rappresentava l’esito finale del percorso di formazione di venti giovani attori neo-diplomati all’Accademia Silvio D’Amico di Roma (clicca qui per leggerlo). Ricordo che quell’esperienza di visione – tra l’altro davvero interessante – mi dette l’occasione per riflettere sulla pedagogia teatrale […]

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Pasquale Di Palmo
La voce del poeta: Antonella Anedda

Le vite degli altri

Titoli ironici per esorcizzare l’io, esistenze altrui per evadere dalla propria e ricavarne sollievo. La poetessa avverte sempre di più il legame con un’umanità lacerata e sofferente. Come la sua ultima raccolta, “Salva con nome”, dimostra…

Antonella Anedda, oltre che saggista e traduttrice, è considerata una delle più importanti poetesse italiane. Dopo l’autorevole libro di esordio Residenze invernali (1992) ha pubblicato le seguenti raccolte poetiche: Notti di pace occidentale (1999), Il catalogo della gioia (2003) e Dal balcone del corpo (2007). L’ultima sua silloge, edita nello “Specchio” di Mondadori nel 2012, […]

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Roberto Mussapi
Every beat of my heart, la poesia

Odissea al telaio

Il “Monologo di Penelope” scritto da Roberto Mussapi: racconto poetico del poema omerico condensato per due voci e un’unica interprete - Laura Marinoni - che lo ha recentemente interpretato al Monteverdi Festival

Ho scritto questo monologo a due voci (due voci della stessa attrice) per Laura Marinoni, che lo ha interpretato, con altri versi, a un festival monteverdiano svoltosi a Cremona il 18 giugno, giorno in cui ero impegnato a Milano con una mia lettura. Questo monologo, inedito e particolare, sarà pubblicato in un volume in uscita […]

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Pier Mario Fasanotti 
“La guerra contro i cliché” di Martin Amis

Il povero Truman

Tengono fede al titolo i saggi letterari dello scrittore inglese. Che abbattendo davvero ogni cliché dedicata a Capote pagine fin troppo irriverenti. In compenso ci intrattiene con arguzia su “Lolita” e non teme di smascherare i finti lettori dell'“Ulisse”

Indubbiamente arguto, con fama di arrogante, Martin Amis, scrittore e critico inglese (nato a Oxford nel 1949), potrebbe farci scomodare il solito Freud per capire le sue punte di acidità. Come quella sua stravagante proposta che avanzò due anni fa: l’installazione di cabine telefoniche agli angoli delle strade, destinate alla eutanasia programmata degli anziani, per […]

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