Loretto Rafanelli
“Comprensione del crepuscolo”

Gli attrezzi del poeta

Il distacco dalla madre e l’emozione del paesaggio nella raccolta di Luca Nicoletti che traccia vie nuove ponendo interrogativi e dosando con maestria semplicità, ricerca teorica, senso aureo della parola

Il poeta scrive per ritrovarsi dopo uno smarrimento, ci ricorda Valerio Magrelli, dove le ragioni di tale situazione si perdono nella geografia complessa della nostra mente, del nostro agire, con quel nucleo di dolore, di angoscia, di sorpresa, di dispersione, di stupefazione che ci accompagna. Il poeta trova poi le giuste tensioni per inseguire una […]

continua »
Alberto Fraccacreta
Un saggio di Andrea Gareffi

Essere Montale

Tutta la produzione del poeta di “Ossi di seppia”, sin dagli esordi, è caratterizzata dalla relazione di elementi contraddittori ugualmente validi che amplificano la potenza del lirismo. Ai confini del metafisico…

«Codesto solo oggi possiamo dirti:/ ciò che non siamo, ciò che non vogliamo». La celeberrima formula ‘negativa’ di Eugenio Montale impegna ancora oggi, a novant’anni dalla pubblicazione degli Ossi di seppia, critica e lettori. Non è qui negata la trascendenza in senso stretto, ma in senso puramente platonico: ovvero il rimandare ad altro. La trascendenza […]

continua »
Roberto Mussapi
Every beat of my heart, la poesia

Le rotte dei sogni

È un mondo da esplorare in solitudine quello che ogni notte accoglie Robert Louis Stevenson e che lo sorprende con visioni orride, fiumi ondosi da risalire, “cose da guardare e da mangiare”. E una strana musica difficile da ricordare…

Il più grande autore di avventura per mare, dopo l’Omero dell’Odissea, lo scrittore dell’Isola del tesoro Robert Louis Stevenson, scrive poesie sulla propria infanzia e per l’infanzia del mondo (vedi anche https://www.succedeoggi.it/2015/07/la-nave-di-stevenson/, ndr). Pochi come lui, in questi versi, esprimono la realtà della Terra del Sogno, che appare nella dimensione quotidiana del poeta che verrà, […]

continua »
Roberto Mussapi
Every beat of my heart, la poesia

Ballata controtempo

La bellezza che svanisce è un emblema della condizione umana. Così François Villon, nominando le belle donne del tempo andato, si contrappone al nulla della morte

La famosa ballata delle donne del tempo andato, o della bellezza femminile, la più bella, che svanisce. Pochi poeti hanno saputo farci tremare con la potenza dei nomi: le donne del bel tempo andato, i signori, i grandi personaggi storici che aleggiano sulla bolgia di Villon (Parigi 1431-1463) come aure della bellezza passata, sono palpitanti […]

continua »
Roberto Mussapi
Every beat of my heart, la poesia

Verso un nuovo risveglio

La leopardiana natura illusoria del mondo bilanciata da un’ungarettiana (e luziana) forza speranzosa agisce sulla poetica di Giovanni Piccioni: delicata ma non incerta, sommessa ma per nulla crepuscolare…

«C’è chi dice, una ristretta cerchia,/ che io sia un poeta». È l’incipit di una poesia dal titolo inequivocabile, All’inizio di una via, di Giovanni Piccioni. Bastano questi due versi a confermarci che sia un poeta davvero, per quanto conosciuto solo in una ristretta cerchia. Basta notare come inscriva in un cerchio (di figure, di […]

continua »
Roberto Mussapi
Every beat of my heart, la poesia

Didone innamorata

L’arrivo di Enea a Cartagine, come l’irruzione del divino, «spezza il tetto della casa» della bella regina: qualcosa di potente e irreversibile sta accadendo, e lei lo comprende. Così si riaccende, con i versi di Virgilio, un fuoco inestinguibile…

L’Eneide fonda una mitologia dell’esilio, del ritorno, della memoria. Che genera una grande linea portante della poesia italiana, da Dante a Foscolo. Enea, l’eroe troiano, è un nobile della città sconfitta e combusta. Fugge alla ricerca di una nuova terra, su cui fondare un nuovo mondo. Non vaga intuizione, ma disegno divino, cifra fatale, vaticinio. […]

continua »
Roberto Mussapi
Every beat of my heart, la poesia

Il segreto di Whitman

Una situazione primordiale, all'alba, in cammino... Il canto di un uccello motteggiatore, la folgorazione del grande poeta americano. Che così l'ha condivisa con noi...

Una situazione albare, elementare e primordiale quella che appare subito in questi versi del grande poeta americano Walt Whitman (West Hill, Long Island, 1819 – Camden, 1892), cantore della natura e della sua anima, della voce del mare e dei fiumi, ma soprattutto del misterioso e esaltante legame che unisce queste voci agli uomini. Whitman […]

continua »
Giuseppe Grattacaso
Un autore da rileggere

Maledetta Bellezza

Un Oscar Mondadori con tutte le poesie riporta alla luce Dario Bellezza, un poeta che ha esposto e raccontato se stesso come un simulacro di solitudine e dolore

Dopo la morte del poeta, avvenuta nel 1996, dell’opera di Dario Bellezza si è detto poco e si è scritto ancora meno. I versi dello scrittore romano, molto presente nei decenni Settanta e Ottanta nell’allora fervida vita letteraria della Capitale, sono stati come cancellati, offuscati dalla sua stessa leggenda, dalle vicende dolorose che condussero al […]

continua »
Pasquale Di Palmo
La nuova raccolta di Milo De Angelis

La morte in versi

“Incontri e agguati” è uno dei lavori più compiuti del poeta milanese che porta a compimento, in modo più limpido ed essenziale, il processo di rastremazione della parola già precedentemente iniziato. Con montaliano “male di vivere”…

«Questa morte è un’officina/ ci lavoro da anni e anni/ conosco i pezzi buoni e quelli deboli,/ i giorni propizi, la virtù/ di applicarsi minuto per minuto e quella/ di sostare, sostare e attendere/ una soluzione nuova per il guasto./ Vieni, amico mio, ti faccio vedere,/ ti racconto». Con questo significativo preambolo, Milo De Angelis […]

continua »
Roberto Mussapi
Every beat of my heart, la poesia

Tra gli dèi e l’uomo

I versi di Wole Soyinka tratti dal poema “Idanre” dimostrano come tragedia, epica, potenza conoscitiva e magica della poesia possano essere preservate, collegandosi così alla grande tradizione greca e latina dei tragici e di Ovidio

«Il poema Idanre nasce da due metà separate della stessa esperienza. La prima fu una visita alle colline rocciose con quel nome, un pascolo soffuso di senso del divino dove si trovano giganti e mastodonti primordiali pietrificati in qualche strano passato, allattati da nebbie e nubi. Tre anni più tardi, e duecento miglia più lontano, […]

continua »