Teresa Maresca
La “Rondanini” alla ribalta per l'Expo

Quella Pietà non è incompiuta

È convincente la lettura che Henry Moore fece dell'opera di Michelangelo, da sempre considerata “sbozzata e non finita”. Secondo lo scultore inglese vi si può leggere un mutato stato d'animo e una grande libertà creativa

In occasione dell’Expo La pietà Rondanini di Michelangelo ha trovato una nuova e più ampia collocazione, sempre al Castello Sforzesco, ma nel restaurato Ospedale Spagnolo del Castello. Mi sembra una buona occasione, anche per chi l’ha già vista, quella di tornare e prendersi un po’ di tempo per considerare questa grande opera incompiuta, che anche […]

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Lidia Lombardi
Fra storia e autobiografia

L’Italia di Ilaria

“Cammino controcorrente”, ovvero quando industria e cultura andavano a braccetto. Come nella Milano dov'è cresciuta Lady Borletti Buitoni che ha affidato alle pagine del suo libro il ritratto di un Paese fatto di impegno, spirito imprenditoriale, passione civica

«Credo che sarà breve la mia permanenza in politica. Sa, la mia impazienza non mi aiuta». Così Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai Beni Culturali, mi disse pressappoco un anno fa, nel corso di un’intervista. E che sia impaziente, la discendente di una delle grandi famiglie lombarde di imprenditori lo conferma nel suo libro – un […]

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Pier Mario Fasanotti 
Consigli per gli acquisti

Dio era un fumatore

Intelligenza, ironia, logica, comicità, provocazione nelle 22 riflessioni di Ermanno Cavazzoni. Milano al tempo dell'Expo è lo spunto della raccolta di racconti edita per l'occasione da Sellerio. Poi le pagine documentatissime di Scurati dedicate a Leone Ginzburg

L’errore – Miscelate intelligenza, ironia, logica, comicità, provocazione: ecco il profilo di uno dei più arguti scrittori, Ermanno Cavazzoni. Ha riunito in un libro 22 riflessioni che non sono veri e propri racconti, ma possono essere letti come tali. O, se volete, come elzeviri (Il pensatore solitario, Guanda, 172 pagine, 15 euro). Tra i più […]

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Claudio Conti
Storia di un patrimonio perduto/1

Il mare di Milano

Non serve tornare indietro ai romani e a Leonardo da Vinci per capire l'importanza urbanistica dei Navigli. E per capire che il loro recupero ha una lunga (e ben motivata) storia

Negli ultimi tempi si è parlato molto a Milano dell’idea di riaprire i Navigli: sono stati fatti progetti dettagliati, analizzati costi e valutati tempi di realizzazione … Per la verità il dibattito è stato recentemente oscurato dai problemi relativi ad EXPO 2015 che – se inizialmente hanno riguardato l’ipotesi della realizzazione di un nuovo, controverso […]

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Pier Mario Fasanotti
La corruzione da Babilonia al Mose

Piccoli e grandi travèt della tangente

Giulio Cesare era un ladro, Demostene si sporcò le mani con un'Olimpiade e anche se Croce sosteneva che i corrotti non sono materia da storici, una frase di Rabelais rende quelli del passato quanto mai attuali: «Il vizio lo chiamano virtù, la cattiveria bontà, il tradimento lealtà, il ladrocinio liberalità; rapina è il loro motto: e tutto questo lo fanno con sovrana e irrefutabile autorità»...

Prima Milano (Expo), poi Venezia (Mose). La corruzione dilaga e si trasforma in una grande sberla sulle guance di milioni di italiani perbene. Crea nausea e imbarazzo. Ricordo (scusate il riferimento biografico) che qualche anno fa mi trovavo a Lisbona, che considero una delle più affascinanti città europee (dopo Roma, ovviamente). Ebbene, nella piazza di […]

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Lidia Lombardi
Opere da tutto il mondo fino al 19 luglio

Il sapere di Leonardo

Imperdibile mostra a Palazzo Reale di Milano, omaggio della città dell’Expo al più grande artista che la abitò e la amò. Dal “Paesaggio, 5 agosto 1473” a un disegno della serie dei “Diluvi”, l’alfa e l’omega di un percorso intellettuale

Leonardo da Vinci fece e rifece il suo dipinto più famoso, La Gioconda, dal 1503 al 1515-‘16. Vale a dire da quando aveva cinquant’anni alla vigilia della morte, datata 1519. Oltre due lustri, durante i quali procedette il suo impegno di scienziato, di curioso della natura. E infatti La Gioconda tanto intriga e ha intrigato […]

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Claudio Conti
Storia di un patrimonio perduto/2

Riaprire i Navigli

Riportare le vie d'acqua a Milano o, più semplicemente, ricordarle con dei segni urbanistici? L'interrogativo è diventato di sorprendente attualità grazie ai progetti nati con l'Expo

Nell’articolo precedente ho ricordato il ruolo del sistema dei Navigli nella storia di quella che tra poco si chiamerà la città metropolitana di Milano. La quasi totalità dei canali e degli specchi d’acqua che caratterizzavano il capoluogo è stata interrata e ricoperta in varie riprese tra il 1929 e il 1970; oggi si parla (vedremo […]

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Erminia Pellecchia
La quarta edizione di “Coreografia d’arte”

A ritmo di Man Ray

Si ispira ad “Anatoms”, cartella di 11 acqueforti, il balletto della compagnia Opificio delle Trame che ha inaugurato nei giorni scorsi il festival milanese dedicato a Emilio Tadini. Altre contaminazioni tra danza e pittura in molti, invoglianti appuntamenti (fino al 21 dicembre): da Boetti a Picasso alle proposte dei più giovani

Una sinuosa suggestione, un turbamento più che una presenza fisica, i segni galleggiano, vorticano nello spazio in curve morbide che agitano pensieri, creano emozioni. Sono invenzioni cerebrali i nudi di Anatoms, le acqueforti in cui Man Ray, l’innamorato delle donne, proietta sul foglio neutro l’idea del corpo femminile, tradotta in linee pure che si muovono […]

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Rita Pacifici
La mostra a Palazzo Reale di Milano

A spasso con Kandinsky

Voleva che gli spettatori passeggiassero nei suoi quadri fino a perdersi, a «sparire addirittura lì dentro». Un'impresa riuscita, perché nella poetica del grande pittore russo il colore si fa musica e le forme sentimenti assoluti...

Il 25 febbraio del 1914, a pochi mesi dal primo conflitto mondiale, Wassily Kandinsky eseguiva Quadro con macchia rossa, un’opera senza inizio né fine, dove nuclei cromatici animati di energia propria si espandevano a comporre un mondo privo di figure riconoscibili. Ogni riferimento all’orizzonte sensibile sembrava perduto. Soltanto colori distesi su un fondo bianco e […]

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Marco Ferrari
Una mostra a Palazzo Reale

L’altro Gruppo ’63 (quello del calcio)

Milano rende omaggio a due miti: Nereo Rocco e Helenio Herrera. Uomini dagli stili opposti, uno tradizionalista fino all'eccesso, l'altro creativo fino al paradosso. E l'anno in cui vinsero tutto fu quello che trasformò la città

Era la Milano della nebbia, di Enzo Jannacci e Giorgio Gaber, di Dario Fo e dei Gufi, delle canzoni della mala di Ornella Vanoni e dei romanzi noir di Giorgio Scerbanenco. Nel calcio era l’epoca della grande rivalità tra Milan e Inter, ai vertici mondiali per gli intuiti e le invenzioni di due allenatori, due […]

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