A proposito de “Il fascismo e noi"
Il bellissimo saggio di Roberto Esposito analizza il fascismo dal punto di vista filosofico. Partendo da una domanda: com’è stata possibile la pandemica interruzione del pensiero che ha contagiato e corrotto il cuore dell’Europa colta e civile?
Tutti noi, dentro, siamo un po’ fascisti. Ce lo ricorda con lucida tristezza il recente volume di Roberto Esposito, emerito in filosofia teoretica alla Normale di Pisa, scandito in sei agili capitoli (Il fascismo e noi. Un’interpretazione filosofica, Einaudi, 310 pagine, 26 Euro). Ogni volta che ammiriamo chi vince, e veneriamo il potere anche se […]
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La memoria che ritorna
Viaggio a Forte Bravetta, a Roma, luogo simbolico della lotta partigiana per la libertà e della ferocia dei fascisti. E, forse proprio per questo, sempre più spesso oggetto di odioso vandalismo politico
Certe volte le notizie arrivano prima sul cellulare che dagli organi di stampa e così vedo comparire, il 2 giugno 2025, sullo schermo del mio telefono la fotografia dello sfregio fascista, la scritta, sulla lapide che ricorda i martiri di Forte Bravetta, “Remigrazione”. Non è stato questo il primo atto di vandalismo politico, perché il […]
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A Palazzo Braschi di Roma
La mostra per i cent'anni dall'assassinio di Giacomo Matteotti ricostruisce il vero movente dell'omicidio: il deputato socialista aveva raccolto le prove di una grande operazione di corruzione che aveva al centro Mussolini e si preparava a denunciare il duce
A Giacomo Matteotti – assassinato cent’anni fa dai fascisti – si deve una celebrazione non agiografica, ma “militante”. Militante nel senso di ricognizione storica aggiornata e di esplicitazione per il grande pubblico di tutti i risvolti fin qui accertati di un misfatto politico che ha segnato l’involuzione della storia d’Italia verso la dittatura. Insomma, di […]
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Per un protagonista dimenticato
In memoria del grande latinista Concetto Marchesi, che fu uno degli animatori dell'identità italiana democratica durante il fascismo e, con il suo esempio, segnò il destino - libero - di una generazione
Tra qualche giorno cadono settantaquattro anni da quando, «tra le rovine di una guerra implacata», Concetto Marchesi – il grande latinista, il parlamentare libero, l’appassionato comunista – si dimise da rettore dell’Università di Padova. «Non intendo apparire un vostro collaboratore», scrisse al ministro dell’educazione nazionale, e lanciò un appello ai suoi studenti: «Non lasciate che […]
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Riletture postume: Carlo Bernari
In pieno fascismo, Carlo Bernari (con «Tre operai») raccontava un Paese che aveva smesso di credere nel proprio futuro. Era un Paese davvero così diverso da quello di oggi?
«Non irritate l’avversario per eccesso di zelo. Tanto più quindi gli toccava essere cauto con questi che erano ancora dei “compagni” sul punto di perdersi per il trionfo dei nemici, ma ancora “compagni”». No, non sono parole scritte in questo giorni o in questi anni, esse hanno ormai un sapore antico, quasi centenario. Che poi […]
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L'autobiografia «Io, partigiana»
La tensione morale costante, contro la politica fatta solo di gusto per il potere: ecco la lezione di Lidia Menapace, protagonista di un'altra Italia
Che cosa dire di Lidia Menapace che non sia già stata detto? Effettivamente poco: si può ricordare la sua militanza politica, il suo essere giornalista, scrittrice, femminista, studiosa e altro ancora ma sono cose risapute. Quindi parliamo del suo nuovo libro, Io, partigiana. La mia resistenza, Manni editore, 13 € il cartaceo, 6,99 l’ebook. 146 […]
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Ancora a proposito di "Tutte le speranze”
Il libro di Paolo di Paolo su Indro Montanelli affronta la storia in modo inedito, quasi “antico”: ma capire le cose spesso è molto più utile che giudicarle
In Tutte le speranze. Montanelli raccontato da chi non c’era (Rizzoli, leggi anche la recensione di Pier Mario Fasanotti qui su Succedeoggi) di Paolo di Paolo, lo scrittore romano a un certo punto si lamenta di aver trovato come Maestri soltanto dei nonni o dei bisnonni. «Dai padri e dalle madri – intendo la loro […]
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Un libro pubblicato da Odradek
Un bel saggio di Gianni Fresu ripropone una figura scomoda e dimenticata della cultura antifascista: Eugenio Curiel. La sua lotta fu quella di Guttuso, Pintor, Pavese, Vittorini, Visconti
Eugenio Curiel nacque a Trieste nel 1912 da una famiglia della dinamica borghesia triestina, fin da giovane dimostra la sua vivacità intellettuale e le sue grandi capacità di approfondimento. A 21 anni si laurea, con 110 e lode, con una tesi su Disintegrazioni nucleari per mezzo di radiazione penetrante senza che ciò gli impedisca di passare per l’antroposofia […]
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