Piero della Francesca

Adolfo Venturi
Piero della Francesca
A cura di Enrica Fabbri
Pagine 112 – 14 Euro Isbn 9788899467364

Adolfo Venturi è uno dei padri della storia dell’arte per come la intendiamo oggi: per lui – alla Sapienza di Roma – fu creata la prima cattedra universitaria della materia; alla sua scuola si formarono, tra gli altri, Cesare Brandi, Giulio Carlo Argan, Carlo Ludovico Ragghianti e il figlio Lionello. Venturi, d’altra parte, inventò un nuovo metodo d’analisi che egli stesso definiva «scienza storica dell’arte» fondato sullo studio diretto degli originali delle opere in luogo dell’osservazione dei disegni che le riproducevano (su cui si basava in precedenza, per esempio, Giovanni Battista Cavalcaselle): di fronte all’originale, diceva Venturi, occorreva «vedere e rivedere», ossia osservare e riosservare conducendo un attento esame stilistico, sempre affiancato da una altrettanto attenta analisi storica.

Inoltre, Venturi si è sempre battuto per la massima diffusione dei valori estetici che considerava imprescindibili per la crescita sociale e culturale di ogni comunità di uomini: fu sulla sua spinta, per esempio, che la Storia dell’Arte divenne materia curriculare nei licei.

Il suo magistero critico, poi, portò alla riscoperta di grandi maestri del Rinascimento Italiano che, precedentemente, erano stati messi ingiustamente in ombra dalle nuove mode. Fra questi, Piero della Francesca è sicuramente il più significativo.

Fu proprio grazie al saggio del 1922, che qui viene ripubblicato integralmente, se il pubblico degli appassionati iniziò a riconoscere la maestria assoluta dell’artista di Sansepolcro che, da quale momento in avanti, sarebbe diventato – insieme a Paolo Uccello – pietra angolare dell’intero Rinascimento italiano. A colpire Venturi furono soprattutto due aspetti dell’arte di Piero: l’impianto prospettico rigoroso che regola tutta la composizione, non interessando solo gli spazi, ma conferendo anche ai personaggi quella loro caratteristica imperturbabilità, e la luce, data dall’uso del colore.

Questo libro, dunque, oltre ad essere il tributo a un grande critico da continuare a studiare, è anche un omaggio alla grande pittura italiana, alla sua perenne contemporaneità.

Adolfo Venturi (1856-1941) è stato uno dei massimi storici dell’arte italiani. È stato vicedirettore dei Musei del Regno dal 1891 fino al 1898 quando assunse la responsabilità della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini a Roma. Nel 1901 per lui venne istituita all’Università La Sapienza di Roma la cattedra di Storia dell’Arte. Conseguentemente, per evitare conflitti d’interesse, lasciò ogni incarico pubblico.

Autore di una fondamentale Storia dell’Arte Italiana (1901-1940), ha dedicato saggi di grande importanza a Luca Signorelli oltre a questo su Piero della Francesca.