14
agosto
2026

racconti

Dealma Fronzi
Storia di uno scambio di persona

Alla Posta

«Ma su dai, lo so che hai sempre voglia di scherzare, non sei cambiata. Sei Marisa, la figlia di Paola, ti ricordi quante volte siamo andate al mare tutte insieme a Lavinio e tu giocavi con Patrizia, mia figlia?»

Dealma Fronzi, l’autrice di questo racconto, è allieva del corso di scrittura della Scuola Orlando tenuto da Andrea Carraro, Filippo La Porta e Sebastiano Nata. È nata e vive a Roma. Laureata in lingue straniere, ex dirigente di banca, svolge la professione di Celebrante di cerimonie laiche. L’altro giorno me ne stavo lì in fila alla […]

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Silvia Rosati
Un racconto di disagio infantile

La paura

«In classe sono molto brava, mi piace soprattutto italiano. Il primo pensierino che ho scritto era su una visita al giardino zoologico. Io ho parlato di una scimmia, chiusa da sola in gabbia, guardava fuori oltre le sbarre della sua prigione e si vedeva quanto fosse infelice...»

Silvia Rosati, l’autrice di questo racconto, è allieva del corso di scrittura della Scuola Orlando tenuto da Andrea Carraro, Filippo La Porta e Sebastiano Nata. Romana, laureata in Lettere e con un master in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, Silvia Rosati vive e lavora a Roma. È giornalista pubblicista e responsabile della comunicazione interna […]

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Jesper Storgaard Jensen
Ultrà e politica

Il saluto

«Giorgio cerca lo sguardo del capo della tifoseria che si trova a pochi metri da loro. Si guardano per pochi secondi. Poi Giorgio gli fa un segno, una smorfia praticamente impercettibile»

Jesper Storgaard Jensen, l’autore di questo racconto, è nato in Danimarca nel 1964. Vive a Roma dal 1997. Lavora come giornalista freelance presso la Stampa Estera di Roma. Autore di diversi libri (ultimamente La Roma invisibile, del 2022, e I giardini storici d’Italia, del 2024) in lingua danese. Attualmente sta portando avanti due progetti: un […]

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Marco Ferrari
Sulle orme di un'avventura internazionale

La leggenda del Boca

Centoventi anni di storia, la memoria di un quartiere di Buenos Aires popolato di italiani, l'epica del calcio: tutto questo è il Boca Juniors. Che oggi si festeggia

Nell’aria si annusava un forte odore di fainà, diffuso delle spire del vento e trasportato dai cirri di fumo. Il dondolio delle navi formava un rumore costante di sbattere di alberi, drizze, scotte e moschettoni. Gli ambulanti di frutta e verdura gridavano i prezzi di giornata. Su una parrilla improvvisata un operaio stava preparando un […]

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Leo Carlesimo
L'ultima puntata di "Due ragazzi inquieti"

La visione comune

«Il campo in cui i pensieri di entrambi convergono s’è un po’ allargato, nel frattempo, non contempla più solo il fatto in sé, comincia a disegnare un contorno. Sono, o saranno presto, entrambi architetti».

Riassunto delle puntate precedenti. Sara e Davide, due studenti universitari di architettura, si vedono in un caffè di piazza Dante a Roma. Hanno appuntamento, lei ha da comunicargli qualcosa d’importante che riguarda entrambi. La reazione di Davide, immediata ed emotiva, è contraria alla decisione che Sara sembra aver già preso. Si separano senza litigare, ma […]

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Leo Carlesimo
La seconda parte di "Due ragazzi inquieti"

La doppia vita

«Possibile che le sue esperienze con i coetanei fossero tutte così fallimentari? Era lei che non andava, o cosa? Intanto, Sara tornava a sentirsi schiava di una relazione da cui non riusciva ad affrancarsi...»

Riassunto della prima puntata. Sara e Davide, due studenti universitari di architettura, si vedono in un caffè di piazza Dante a Roma. Hanno appuntamento, lei ha da comunicargli qualcosa d’importante che riguarda entrambi. La reazione di Davide, immediata ed emotiva, è contraria alla decisione che Sara sembra aver già preso. Si separano senza litigare, ma […]

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Leo Carlesimo
La prima puntata di un romanzo breve

Due ragazzi inquieti

«L’appuntamento, naturalmente, era una scusa. Sara voleva solo non concedergli troppo tempo, contingentare la sua reazione. Per questo ha inventato un impegno...»

Lei si mantiene calma per tutto il tempo, mentre in lui dopo le prime battute si fa strada un’agitazione crescente, via via più visibile nello sguardo che salta qua e là senza sapere dove posarsi, nelle mani che non riescono a star ferme, nel tremore che contrae i muscoli facciali attorno alle labbra e sotto […]

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Giacomo Battiato
Da un passato molto presente

La storia di Azelaïs

«In pochi attimi, la strada dove Azelaïs e Joàn camminano si popola di gente che urla spaventata. Dei giovani uomini hanno già delle armi in pugno, le campane della cattedrale suonano, le pesantissime porte della città vengono sprangate...»

È il 13 febbraio 1278. Siamo nel centro dell’arena di Verona dove oltre 200 esseri umani vengono legati tra loro in piccoli gruppi di donne, uomini e bambini. Tra loro, una donna di 85 anni che è nata nel 1193 assai lontano da Verona: si chiama Azelaïs Pauc. Capelli candidi, occhi grigioverdi. È stata catturata […]

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Leo Carlesimo
Un racconto "malese"

Affaristi a Kuala Lumpur

«Nei successivi sei mesi, Kurt e Angelo vissero a Kuala Lumpur fianco a fianco. Kurt discuteva coi rappresentanti del sultano, alla ricerca di un accordo sulle quote di partecipazione e la governance della joint venture...»

Kurt Marinelli doveva il nome al ramo materno, tedesco di Amburgo, di un’antica famiglia d’armatori; e il cognome al padre, romagnolo di Cervia. Era un bell’uomo: statura imponente, lineamenti virili di stampo teutonico, zigomi alti, fronte spaziosa sormontata da una capigliatura folta e candida, come incanutiscono a volte i biondi. Sola nota distonica in questo […]

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Michela Di Renzo
Un racconto di ricordi

Il prendisole

«Mentre lo aspetto, mi siedo su una panchina sotto i pini. Sono così stanca che mi chiudono gli occhi. All’improvviso sento il rumore di una bicicletta che si avvicina e sollevo le palpebre...»

La via ha sempre lo stesso nome, quella del più famoso compositore italiano dell’Ottocento. Era prevedibile, perché è difficile che il Comune chiami in maniera diversa una strada. O perlomeno non in tempi così brevi. Che forse così brevi non sono nemmeno, almeno per me che sto percorrendo quella strada in macchina, perché da allora […]

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