Al Forte Sangallo di Nettuno
Un festival per giovani
Dal 14 al 17 giugno è in programma il Roccafest 2026: masterclass, incontri e spettacoli con l'obiettivo di avvicinare i giovani al teatro, alla letteratura e all'arte
Qualche giorno fa, mi arriva al telefono, da un numero sconosciuto, una voce giovane, entusiasta e un po’ emozionata – che mi parla di un festival a me altrettanto sconosciuto. Ha un senso – che la promotrice sia giovane. Perché il Roccafest 2026, come i precedenti (dal 2021), punta proprio sui giovani, sotto i 26 anni, è un festival multidisciplinare delle arti sceniche dedicato a loro. Quest’anno si terrà – dal 14 al 17 giugno, la prossima settimana – al Forte Sangallo di Nettuno, mentre il suo esordio e qualche altra edizione furono a Tivoli, alla Rocca Pia. Rocche, Castelli, paesi arroccati, da dove lo sguardo può spingersi lontano e prefigurare il futuro.
Sempre con la direzione artistica di Valeria Freiberg (regista e molte altre cose), quest’anno come gli altri anni è promosso dall’Associazione Ariadne, con il patrocinio del Comune di Nettuno. Quattro giornate di laboratori, workshop, masterclass. Incontri spettacoli e prove aperte. Tema comune del festival, il Dialogo, scritto con la maiuscola, perché, dice chi lo ha organizzato, “In un tempo segnato da fratture, solitudini e difficoltà di ascolto, il festival sceglie di rimettere al centro il teatro come luogo vivo di relazione, e costruzione condivisa del senso”.
Visibilità agli artisti più giovani, scambi fra esperienze diverse, emergenti. Sono incluse nelle giornate le esperienze scolastiche di avanguardia per l’educazione alla e la pratica della scena; invitate associazioni e tutti quelli che sperimentano linguaggi e contesti diversi – comprese le scuole di recitazione, che si misureranno magari per la prima volta con un pubblico appassionato e competente. Il loro scopo, dicono ancora, è “intrecciare produzione artistica, formazione e promozione culturale; ricerca, pratica e condivisione.”
Ci saranno tre momenti in ogni giornata: la mattina una sessione formativa, masterclass e incontri nel pomeriggio, la sera spettacoli, saggi e performance. Un’immersione ritmica e ripetuta in tutte le fasi della pratica teatrale e performativa. Il Forte Sangallo, dicono ancora dall’organizzazione, è parte dello spettacolo e della funzione formativa del Festival – con il suo richiamo al passato, insieme alla nuova destinazione degli spazi che il festival permette.
È veramente un piacere rileggere i programmi delle precedenti edizioni del Festival – sei anni ormai, e un crescente interesse di scuole, gruppi teatrali, associazioni culturali. Dalla fine di settembre del 2021, con il debutto alla Rocca Pia di Tivoli, comunicati anche in inglese, perché l’iniziativa ha dal primo momento attirato anche un pubblico internazionale. Nel 2023 il Festival si trasferisce – sempre con la stessa formula, al Castello di Santa Severa, in uno scenario meraviglioso fra Rocca antica e mare. Di nuovo a Tivoli nel 2024, e nel 2025. Un’edizione si svolge a Santa Marinella, di fronte al mare.
I giovani partecipanti incontrano lo spirito cechoviano, la tecnica di Stanislavskij, partecipano a workshop sulla lettura e il suo trasferimento sulla scena, danza e musica. Ci sono sempre tematiche sociali ed etiche. “Il Festival – conclude Valeria Freiberg – vuole essere un ponte tra il mondo della scuola e quello del teatro, avvicinando i giovani all’arte e promuovendo valori come la tolleranza, il rispetto e la conoscenza. È una piattaforma d’incontro tra i talenti emergenti ed il pubblico, per sperimentare forme di espressione scenica con l’obiettivo di avvicinare i giovani al Teatro, alla Letteratura, alla Musica e alla Cultura”.