Al Museo di Storia Naturale di Londra
Nel mare della preistoria
Com'era la preistoria degli abissi? Piena di mostri e giganti, ma anche di uno straordinario equilibrio vitale che stiamo perdendo. Ce lo ricorda una bella mostra scienfico-divulgativa
Si è appena festeggiata la giornata mondiale degli Oceani. Nel suo ultimo libro David Attenborough li definisce “Earth’s last wilderness”: l’ultimo luogo selvaggio della Terra, e nel documentario associato ci accompagna alla scoperta delle loro bellezze, delle loro fragilità e delle scelte necessarie per la loro conservazione. Gli oceani nella loro immensità possono apparire eterni e immutabili, ed è difficile immaginarli senza molti dei suoi abitanti più iconici come le balene, giganti gentili, o i delfini, giocolieri del mare.
Jurassic Oceans, la nuova mostra temporanea aperta al Museo di Storia Naturale di Londra fa proprio questo. Ci trasporta nell’oceano fra 200 e 150 milioni di anni fa, quando le terre emerse erano ancora raccolte in un unico supercontinente, la Pangea, i rettili giganteschi dominavano il globo, e i mammiferi (piccoli, esclusivamente terrestri e spesso notturni) erano relegati agli spazi lasciati liberi dai dinosauri.
La mostra si focalizza principalmente sui grandi rettili marini: ittiosauri, plesiosauri, mosasauri, resi celebri da documentari, film (anche di animazione) e libri. Concentrandosi su questi animali, ci si potrebbe aspettare di trovare una sezione dedicata a Mary Anning, la celebre paleontologa vissuta nell’Ottocento che per prima ha scoperto molte di queste specie fossili. In realtà l’uscita della mostra si apre proprio sulla galleria del museo a lei dedicata, rendendola in pratica un’aggiunta naturale alla mostra stessa.
Già entrando nello spazio espositivo, l’incontro sapiente fra le luci e l’allestimento crea l’impressione di ritrovarsi nelle profondità del mare. Le teche e l’esposizione ospitano creature marine in parte familiari (nautili, ammoniti, limuli), in parte profondamente diverse da ciò a cui siamo abituati. E ogni pochi passi un nuovo gigante dei mari preistorici (e non) si impone alla nostra attenzione.
La mostra è pensata per grandi e piccini. Ci sono scheletri impressionanti e ricostruzioni, affiancati da fossili e resti organismi moderni più piccoli che in molti casi si possono toccare. Riprendendo un po’ l’idea dei Pokemon (il negozio pop-up Pokemon X Natural History Museum è ancora aperto fino a esaurimento scorte), ogni “mostro” marino è accompagnato da una scheda con le caratteristiche principali e un “punteggio ferocia”. All’ingresso si può anche ritirare un volantino in cui raccogliere i timbri sparsi in giro per la mostra, ispirati agli animali mostrati nelle varie sezioni.
Nell’ultima sezione, una zona circondata da video ci fa riflettere sulle differenze, ma anche sulle profonde affinità fra gli oceani preistorici e quelli attuali. Confronta i grandi predatori marini del passato con specie a noi più familiari, come le orche e i coccodrilli. E ci mostra infine come nonostante molte specie siano diverse, in entrambi i casi gli ecosistemi si fondano su una rete di interazioni complesse fra esseri molto differenti, dagli organismi microscopici ai giganteschi predatori. Queste interazioni sono oggi messe in pericolo da una serie di comportamenti umani (uno fra tutti, la pesca a strascico) che stanno decimando la varietà di specie che popolano i nostri mari. E all’uscita non resta che chiedersi: vogliamo veramente che i giganti dei nostri oceani si trasformino in mostri appartenenti solo al passato?
La risposta, come spesso accade in questi casi ce la dà il più grande paladino della natura dei nostri tempi, il già citato David Attenborough. Nei suoi ultimi lavori, il documentario I segreti dell’oceano e il libro I segreti del mare ci mostra come e quanto la nostra sopravvivenza sia legata ai meravigliosi organismi che abitano questi ambienti, e ci insegna il modo migliore per salvarli. Serve, come dicono gli inglesi, “food for thoughts”, letteralmente “cibo per la mente”, nel senso di “spunti di riflessione”. L’importante è che sia stato ottenuto con pratiche sostenibili.
Link:
Press release con immagini: https://www.nhm.ac.uk/press-office/press-releases/monsters-of-the-deep-surface-at-the-natural-history-museum-s-mos.html.
Informazioni sulla mostra: https://www.nhm.ac.uk/visit/exhibitions/jurassic-oceans.html.
Libro di David Attenborough italiano: https://www.lafeltrinelli.it/segreti-del-mare-misteri-sommersi-ebook-david-attenborough-colin-butfield/e/9788822799449.
Documentario sugli oceani David Attenborough https://www.disneyplus.com/it-it/browse/entity-1d8f1a4a-72dc-4532-a0e0-d35daa00d3a7.
Le fotografie sono di Michela Leonardi.