Every beat of my heart
Dove c’è luce
Anela all’amore la poesia di Roberto Carifi, «poesia del dolore, della vita come esperienza di solitudine». Poesia incisa su pietra, con una sua forza originaria. Che sa dove cercare l’unica salvezza, anche se non la trova…
Poesia d’amore, da un libro in cui l’amore si fonde con l’autunno: un binomio canonico, opposto all’eros della primavera e a quello solare dell’estate. In poesia come nella musica, nella canzone. Ma la poesia di Carifi, incisa su pietra, impeccabile, non ha nulla in comune con la canzone, anche con la canzone di valore. Rimanda alle origini: lei passa con una misteriosa ma lampante luce in pugno, l’amore che già si svela destinato a finire fa divenire ombra, subito, metà del viso del poeta. Che finirà la intensissima lirica ricordando di aver sperato che lei, afferrandolo, lo tirasse «via, dove c’è luce».
Ogni tanto sprofondava nel cappotto, accelerava il passo come se fosse atteso, preceduto da una voce, e in ritardo. È poesia, come in genere quella di Carifi, del dolore, della vita come esperienza di solitudine. Ma con una forza originale, carifiana: non è poesia che canta l’amore, ma lo cerca, come unica salvezza.
Che è un altro modo, ma sempre un modo di cantare.
***
Passasti con quella luce in pugno,
dissi: “Non so, so molto poco dell’amore.
Giù c’è un abisso, lo conosco bene”.
Tu mi prendesti per la giacca,
metà del mio viso era già ombra.
Abbiamo corso, volato qualche volta.
Di certo ci sono foglie secche,
qualcuno le calpesta,
stridono in fondo al cuore.
Di certo la stanza è un rettangolo d’angoscia
e il buio completa la sua opera.
Ogni tanto sprofondo nel cappotto,
accelero il passo come fossi atteso.
Più spesso una voce mi precede. Sono in ritardo,
penso, hanno già chiamato!
Allora vorrei che mi afferrassi per il bavero,
che mi tirassi via, dove c’è luce.
Roberto Carifi
Da Amore d’autunno (Raffaelli Editore)