Al Centro Servizi per il Volontariato del Lazio
Per un’arte sociale
Il gruppo Blocco 13, per la cura di Carlo Alberto Bucci, con le proprie opere "occupa" i locali di un centro di volontariato e si mescola alla società. Un esperimento riuscito
La sorpresa è inevitabile, per gli accostamenti artistici, storici e sociali. Il Centro Servizi per il Volontariato del Lazio, la cui funzione principe è appunto fornire servizi per il volontariato, è ospitato a Palazzo Cassetta un edificio del ‘500, poi riadattato alla bisogna nell’800, accanto alla Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma e che, dal 14 maggio fino al 17 dicembre 2026, ospiterà nei suoi locali una variegata mostra d’arte: La Quinta Stagione.
La mostra, curata da Carlo Alberto Bucci, allude ad una dimensione che trascende il trascorrere del tempo secondo i ritmi della natura. La Quinta Stagione non si riferisce alla sequenza primavera, estate, autunno e inverno o ad una quinta edizione di iniziative analoghe ospitate nel CSV, ma si riferisce esclusivamente alla stagione dell’arte. “L’arte che, con le sue regole, forme e logiche, ma soprattutto con la propria autonomia, offre uno sguardo ulteriore e destabilizzante rispetto alle logiche consumistiche del mercato.”
I tredici artisti, più un critico Carlo Alberto Bucci, costituiscono Blocco 13, una associazione nata nel 2021 che è il motore creativo di questa Quinta Stagione. I tredici artisti, con le loro composite forme espressive, garantiscono uno spaccato dell’arte a Roma degli ultimi anni e delineano il diversificato panorama dei linguaggi della contemporaneità: astrazione e figurazione, ricerca sul segno e sulla parola, sull’autonomia dell’arte o sul confronto con i temi sociali, attraverso opere di pittura, di fotografia, di grafica, di scultura, installazioni, e di arte relazionale.
La Quinta Stagione. L’arte al centro del volontariato è l’occasione, per i membri di Blocco 13, per uscire dai canali canonici di gallerie, musei, fiere dell’arte contemporanea per arrivare a confrontarsi con un luogo vivo, di lavoro, di incontri, di scambi di idee; mentre, La Quinta Stagione, per i volontari, il personale e gli ospiti del CSV, costituisce l’opportunità di vedere la sede di via Liberiana 17 trasformata in un luogo dedicato all’arte e alla cultura, alla sorpresa, al confronto interpersonale, oltreché a quello sociale.
Le opere in mostra sono di Massimo Arduini, Poeti sul muro, seconda serie, 2024-26 (elaborazione digitale di 4 foto di repertorio stampate su pvc); di Laura Barbarini, Emergono dall’acqua, 2021 (olio su tela); di Marina Bindella, Siderale 11, 2022/2026 (tecnica mista su forex); di Tiziano Campi, Barcafoglia double face, 2003 (altorilievo con bandiere di segnalazione marinare e corda, nella foto sopra); di Sauro Cardinali, Costruisce un paesaggio, 2007 (tecnica mista su carta incollata su legno) e Madre delle viscere, 2011 (resine); di Fabio Caricchia, Up and Down, 2025 (installazione fotografica composta da due elementi); di Iginio De Luca, Expatrie, 2016 (installazione composta da 6 elementi, poliestere ritagliato su fotografia) e (stessa tecnica e supporto) Homefocus, autoritratto del 2008; di Peter Flaccus, Red rover, 2024 (encausto su vetroresina e alluminio, un particolare nella foto sotto); di Elena Nonnis, Grande sorella, 2008 (filo e matita su tela, nella foto accanto al titolo); di Maurizio Pierfranceschi, Terre d’ombra, 2024 (colori ad acqua su tela); di Roberto Piloni, Tacet e Parassiti, 2016 (plastica, ferro e acrilico su tavola; fermagli per capelli e acrilico su tavola) e Clessidra, 2022 (inchiostro su carta); di Vincenzo Scolamiero, Poi null’altro era rosso, 2019 (pigmenti acrilici su tela); di Alfredo Zelli, Tutti, 2026 (smalti su fogli di Pet).
L’obiettivo di questo evento espositivo, da parte del CSV, è quello di riscoprire l’idealità e l’utopia nonché di risvegliare un moto di umanità, al fine di scuotere l’indifferenza con la speranza e con la ferma convinzione che l’arte spinga a interrogarsi.
L’arte crea fastidio, perplime, scuote, interroga, affermano dal CSV, e quando si ha l’opportunità di frequentare i locali di Palazzo Cassetta, si percorrono i corridoi, ci si sofferma negli uffici o si frequentano le sale didattiche ricche di animata partecipazione ci si rende conto come le opere degli artisti di Blocco 13 dialoghino con quegli ambienti, con quelle architetture, con gli affreschi d’epoca e come questi continui rimandi e confronti stimolino l’affiorare di interrogativi e perplessità, in primis nei confronti del multiculturale e transgenerazionale parterre dei frequentatori che in tal modo viene accompagnato a superare emotivamente, prima che razionalmente, l’affermazione di Kandinsky: “L’uomo ha perso interesse per le manifestazioni dello spirito e, insieme alle manifestazioni dello spirito, ha perso interesse per l’arte stessa”… “In ciò io vedo la sola crisi dell’arte nei nostri giorni oscuri. L’arte è indubbiamente al servizio di qualcosa, ma non della vita reale. Essa è al servizio dello Spirito, soprattutto oggi che lo Spirito è ridotto alla funzione di ultima, quinta ruota del carro”.
La quinta stagione rimarrà, nella sede del CSV Lazio, come già detto, fino a dicembre 2026 e sarà dopo questa lunga permanenza che si potranno tirare le somme di questo coraggioso esperimento. Le premesse per una risposta entusiasmante ci sono tutte.
Le fotografie sono di Roberto Cavallini.