Testo a fronte/7
Anello Professore
«Io ricordare cose belle scuola serale: tante signore tutte lavoratrici, io essere fortunato prima volta mia vita ché lavorare non più, grazie a figli; e altri ragazzi scuola serale pure neri ma di India o Marocco...»
Con questo racconto inedito di Giovanna Di Marco prosegue la serie “Testo a fronte”. Si tratta della nuova puntata di un’iniziativa che ha già avuto vita due volte, negli anni passati, su Succedeoggi. Questa nuova rassegna di storie avrà una sua “seconda vita” dopo la pubblicazione su Succedeoggi. I racconti, infatti, illustrati per l’occasione da artisti scelti da Tiziana D’Acchille, saranno esposti – insieme alla opere – presso la Museo dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia a partire dal prossimo 15 settembre. I racconti escono con cadenza bisettimanale, il lunedì e il venerdì: l’illustrazione che li accompagna, qui, è di Michelangelo Pace.
Signor Giudice sicuro non credere che io no rubato anello Professore, anche se sì, io avere chiavi sua casa, ma per portare mangiare a gallina! Avere chiavi anche prima che lui avere cane di nome Cirro: quando lui partire, io andare, e fare quello che fare con gallina. Ma io no entrare solo per animali, primi tempi sì, ma poi, pure quando Professore stare coricato letto con depressione, io andare. “Carlo, vieni fare compagnia, non potere alzarmi, apri, tu avere chiavi”. Qui Italia fare chiamare Carlo, ché mio vero nome africano Kwaku essere complicato dire. Dicevo, io andare sempre da Professore, entrare con chiavi e stare seduto su sedia accanto letto, mentre lui coricato lamentare, oppure stare zitto ore e ore e io accanto pure zitto guardare sua stanza con foto al muro di sua madre. “Mamma uguale Rita Hayworth”, dire lui perché avere capelli rossi. E piangere sempre “Mammina mia, mammina mia, perché tu avere lasciato me?”. Essere dieci anni sua madre rossa morta e lui piangere ancora. A me sua madre sembrare uguale lui, no Rita Hayworth, perché essere sì rossa, ma grossa. E lui, Professore essere grosso e pure rosso capelli, però tinto: vedere capelli bianchi spuntare sotto, lisci lisci fino spalle. Mettere sempre profumo limone che sentire da lontano, ma se avvicinare sentire odore forte di piscio. Occhi verdini avere piccolini nuotare in quel faccione. E poi sempre anello di femmina dito con due perle e brillanti; lui sempre accarezzare gioiello con altra mano. Essere di sua mammina, così lui dire e accarezzare anello per accarezzare mammina. E dire vero Professore: essere gioiello di femmina, grosso che prendere tutto dito suo pure grosso. Quell’odore in sua stanza aumentare, tanto profumo limone prima e poi sempre più piscio. Lui piangere mamma morta vecchia e io che dovere dire per moglie mia che morire giovane? In Africa, dove rimanere con nostri figli, morire; stare per venire qui ma malaria portare via lei. Io figli lontani, uno maschio, una femmina fare crescere a mia madre e io Italia lavorare, lavorare, solo lavorare, raccogliere pomodori prima, fare facchino e pulizie case italiani dopo; tanto faticare trent’anni, mandare soldi per fare studiare figli. E quando crescere e diventare uno chirurgo e l’altra architetto e lavorare e guadagnare bene in America, dire: “Papà a te pensare noi”, e io smettere lavorare e andare, a sessant’anni, a scuola serale. Là conoscere Professore, insegnante Diritto, figlio di notaio. Tanti gioielli avere casa sua, argenteria, quadri, statue, ma lui ora denunciare me per solo anello.
Io ricordare cose belle scuola serale: tante signore tutte lavoratrici, io essere fortunato prima volta mia vita ché lavorare non più, grazie a figli; e altri ragazzi scuola serale pure neri ma di India o Marocco, poi pure bianchi e signore fare come mamme noi tutti, portare mangiare torte, patatine, panettone; tutti compagni classe trattare bene me che io passare felice anni scuola. Professore entrare che si sentiva odore limone e poi piscio mentre passare tra banchi e fare amicone soprattutto me che essere io uno che, quando parlare, non smettere più. Lui aiutare, scrivere dettato me che scrivere male italiano e fare ripetere lento lento. Belli anni scuola! Pure prendere diploma io: Economia e marketing!
Ma io essere solo qui Italia e avere bisogno amici e allora me sembrare che Professore aiutare me: poi però capire io aiutare lui! Allora se io dire questo signor Giudice, lui davvero pensare che vero io rubare anello, ma no, no essere così. A volte classe Professore no spiegare e leggere sue poesie e dire che suo padre volere lui notaio e lui legge studiare, ma poi non vincere concorso neanche avvocato, perché lui poeta. Lui leggere noi poesie e noi dire tutti lui bravo, lui sensibile. Signore compagne classe piangere commosse per sue poesie su mammina! E lui pure piangere tante volte.
Lui fare amico classe per anni, ma poi chiedere me accompagnare a prendere cucciolo cane allevamento, che pagare tremila euro. Io due anni portare con lui cane veterinario, gare bellezza, fare bagno. Passare tempo e disperato chiamare me, ché cane abbaiare; poi cominciare a non curare più cane: cane tutto nodi, sporco, lui che essere bianco. Professore lamentare che lui dovere portare fuori pure sera con ombrello e essere freddo e pure estate quando caldo. Allora dare me cane, ché neanche io potere partire, dopo diploma, e andare da figli: ormai avere cane in casa e io chiamare lui Ciro non Cirro perché non capire perché Professore avere dato nome strano a cane bianco.
Dopo, lui depresso perché mancare cane. Professore piangere, lamentare essere solo in casa senza padre notaio, senza madre Rita Hayworth rossa, senza fratelli, moglie, figli! Allora lui pensare volere gallina: galline no abbaiare, no portare fuori per bisogni tre volte giorno. Io accompagnare lui campagna dove signore dare pulcino femmina e Professore baciare piccolino, felice portare casa. Diventare gallina un poco rossa di penne e chiamare Gilda come personaggio film Rita Hayworth. Tutta casa Professore diventare piena cacca. Lui però gallina stare meglio, fare viaggi, lasciare me chiavi.
Poi lui stancare pure di gallina, gridare a Gilda che non volere stare abbracciata e chiamare me telefono; io andare e dire: “Tu non avere gattino o cagnolino, tu avere gallina”. E Professore impazzito gridare me di fare fatti miei, di vivere su spalle di figli. Sporco nero non dire lui, ma io vedere che pensare e dire me con occhi piccolini che sembrare ballare arrabbiati in faccia grossa. Allora lui dire che io avere rubato cane Ciro, che dovere dare lui tremila euro allevamento e io dire lui Ciro ormai essere mio, che lui regalare e lui dire che non fare rinuncia proprietà che legge dire che cane essere suo e che dovere fare passare guai me. Ciro casa mia prima spaventato ma ora sempre con me dove io spostare sempre avere Ciro accanto. Oggi Professore non dire più che io rubare cane, ma anello che lui tenere sempre dito. Come io rubare che lui tenere anello pure se dormire? Professore soffrire ma non sapere niente di dolore. Io venire da posto dove donne camminare ceste su testa e maschi pescatori canoe colorate prendere reti poco pesce; strade sabbia, chiesa azzurra e tetti case lamiere sembrare argento: tutti poveri, niente acqua. Moglie mia bella avere seni due cerbiatti come gemelli gazzella, occhi due laghi e gambe antilope e io non potere salutare, non vedere morire!
Io soffrire e imparare rispettare dolore persone. E pure dolore cane di avere primo padrone viziato e ora me: Ciro certo pensare che io abbandonare. Africa io avere visto bambini morire e ora, senza me, Ciro morire! Dolore cane non togliere dolore uomo e dolore uomo non togliere dolore cane. Cani avere occhi, cuore, paura e soffrire solitudine come persone.
Io non andare più casa Professore, lui chiedere me chiavi e io volere lasciare portiere, ma portiere non trovare, trovare vicino di casa alto alto, collo tacchino e sguardo mucca che stare sempre guardare persone palazzo. Lasciare lui chiavi. Io potere fare pure duplicato e lui Professore pure cambiare serratura, ma niente cambiare serratura, meglio fregare africano di scuola serale.
Io detto queste cose avvocato. Ora che Giudice venire, io pensare tanto queste ore: che vicino con sguardo mucca rubare anello, che Professore avere perso oppure buttato apposta, che io essere guaio grosso, che restare carcere perché negro; ma cosa più importante pensare Ciro solo casa! Fare giuramento Dio che, se io uscire, no andare mai America da figli, che abituati e diventare medico e architetto senza vedere padre, ma Ciro morire senza vedere me. Io sperare giustizia e verità anche se pensare a frase scrittore studiato scuola e lui dire che verità essere in pozzo e tu guardare e in fondo vedere sole e stelle, ma tu vedere tutto rovesciato. E io vedere me galera per gallina, per anello e per Professore capriccioso.