Roberto Mussapi
Every beat of my heart

La “grande stanza” del mare

La raccolta “Maniere nere” di Isabella Leardini conferma la «dimensione liricamente sapienziale» dei suoi versi. Una dimensione che nelle poesie sul mondo sottomarino trova piena espressione. E la sua voce continua a risuonare «netta e piena» tra quelle della poesia italiana…

È una poesia stupita e sapiente sul mistero del mare. Grande stanza piena di stanze, una realtà che pare riprodurre l’infinito. E irrompe in questi versi la notte svelata sorella del mare: il buio notturno e l’oscurità dell’abisso, non buio tenebroso, ma misterioso e custode di segreti e meraviglie, come la notte creante dei poeti e di Sharazade, oscurità misteriosa, non tenebra.
Su queste pagine, in un mio Beat di alcuni anni fa, scrivevo: «Che energia, che forza vitale in questi versi di Isabella Leardini, una voce che suona netta e piena tra quelle della nuova poesia italiana. Isabella Leardini suona versi che nascono da una coscienza profonda dell’anima, intendo dalla frequentazione da un lato della “tristezza del mondo classico” di De Santillana, dall’altro dell’esplorazione di Hillman e di altri viaggiatori nell’archetipo. Non l’angoscia moderna, ma il brivido primigenio».
Avevo colto il suo comparatismo, che non è necessariamente solo disciplinare o linguistico: è una forma mentis di sincretismo neoplatonico, passato per Bisanzio, portato ai vertici da grandi poeti, come Yeats. Constatai come la poesia di Isabella Leardini contenga una cifra sapienziale e non aspirante alla sapienza, in parole povere, poesia e non letteratura. Confermo il mio giudizio constatando come la dimensione liricamente sapienziale di Leardini trovi nelle sue poesie sul mondo sottomarino piena espressione. Nel buio di stelle marine si inginocchiano il vivo e il morto: nel mare, nel fondo del mare, davanti a una stella che non splende ma brilla sotto le acque.

 

 

 

 

 

 

 

Nel buio di stelle marine
si inginocchia il morto e il vivo.
Viene la notte che sa solo pensare
il pensiero continuo del mare.
Quando il mare pensa ha un battito
un lampo che tocca la riva
e si perde.
Non è progettuale il mare
è grande stanza aperta di stanze
creatura risacca di creature.

Isabella Leardini

Da Maniere nere, Mondadori

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