Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Incantesimi acquatici

Torna il poeta che «riscrive e ricrea poesie da lingue che non conosce». Questa volta Salvatore Marradi si lascia ispirare dall’antico Egitto e ci presenta un canto d’amore: il fiume, il dio Nun, oceanica divinità primordiale, il coccodrillo, flutti violenti e cuori coraggiosi, e lei sulla riva…

Torna su queste pagine Salvatore Marradi che riscrive e ricrea poesie da lingue che non conosce. Ci porta, con prodigiosa semplicità, un mondo: in lui abbiamo letto nuove poesie dei Sufi, di Tagore, sempre versi da lingue a lui sconosciute. Con qualche eccezione: non mi scriveva da mesi, ma ieri ho ricevuto una sua e-mail in cui sostiene di avere reinventato una poesia da un poeta inglese e da un greco, autori di lingue che egli conosce. Un’eccezione, mi ha scritto. Poi, un po’ scherzosamente, ha aggiunto, che tra non molto riscriverà anche una poesia mia: afferma che conosce benissimo la mia opera, e lo so, ma che molto spesso gli pare nuova, misteriosa e straniera. Lo prendo come un complimento. Un giorno conoscerò Salvatore di persona, ma forse mi va bene così: conosciamo ognuno dell’altro una parte sconosciuta, ed è una originale versione del tradurre e comunicare poetico.

 

 

 

 

 

 

 

 

Un canto d’amore antico Egitto

L’amore di lei è là sulla riva,
e il fiume inghiotte il mio corpo.
Il dio Nun è potente in questa stagione,
un coccodrillo sta sulla sua sponda…
Allora, sceso nell’acqua, ho affrontato
i suoi flutti violenti con cuore coraggioso.
Ho scoperto che il mostro acquatico è come un topo,
e il fiume agitato è come terra per i miei piedi.
Questa mia forza è frutto del suo amore:
lei canterà per me un incantesimo acquatico,
la vedo che sta uscendo bagnata del fiume
ergersi verso di me, verso il mio cuore.

Salvatore Marradi

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