Daniele Luti
Editoria di cultura

Scommessa in poesia

La collana di poesia di Ets diretta da Alessandro Agostinelli compie 25 anni. E si festeggia con un bel libro sulle tendenze della scrittura poetica di oggi

Eravamo entrati da poco nel terzo millennio. A fine gennaio del 2000 cominciò l’avventura della collana Poesia di Edizioni ETS, un editore noto per alcune raccolte di critica letteraria, filosofia e psico-pedagogia e per essersi conquistato uno spazio importante, grazie anche al privilegio di vivere a contatto con il mondo universitario pisano radicato in un sistema di ricerca e di studi piuttosto sofisticato e di grande tradizione: Ateneo, Normale, Sant’Anna. L’idea delle sorelle Borghini, che dirigevano, e ancora oggi tengono le redini della casa editrice, era di affacciarsi convintamente al mondo della letteratura. Non soltanto per la parte accademica, come già da tempo stavano facendo, ma sul lato creativo e autoriale, per la parte poetica. La loro scelta per la direzione non fu canonica. Non scelsero un altro professore dell’Università; cercavano qualcuno che avesse dimestichezza con la scrittura e con la sensibilità artistica senza “fissità” localistiche o solo nazionali.

Alessandro Agostinelli aveva esordito nel 1997 con il suo Numeri e Parole per l’editore Campanotto e aveva pubblicato la seconda raccolta Agosto e Temporali proprio con ETS nel 1999. Decisero che questo giovane autore potesse avere le carte in regola per lanciare una nuova collana, in un momento in cui in Italia non erano ancora nate le piccole case editrici di poesia che spuntarono come funghi negli anni successivi. E, proprio nel 2000, l’avventura cominciò, con un progetto grafico che suggeriva ritmo, coesione e fuga attraverso una leggera costruzione che, a partire da una foto o un disegno al centro del libro, liberava un segno dinamico che attraversava il testo dalla copertina alla contro copertina, tenendo insieme tutto il visibile del volume. L’idea fu del grafico Vincenzo Letta sempre capace di dare vita ad analogie acrobatiche che “rubano” poesia dalla storia dell’arte e dalla musica.

Nel corso degli anni successivi, la collana Poesia ETS ha pubblicato alcuni importanti autori italiani come Roberto Carifi, Tomaso Kemeny, Salvatore Smedile. Ma è stato nella presentazione di alcuni autori stranieri che la collana si è distinta in maniera forte. Quattro titoli possono far comprendere il lavoro svolto dal curatore. Per gli Stati Uniti, sono stati tradotti, per la prima volta in Italia, due grandi nomi della poesia americana, cioè Sam Hamill (il promotore del movimento poetico mondiale contro la guerra “Poets Against the War”) con Canto Pisano, e il vincitore del Pulitzer Poesia del 1967, il poeta George Oppen con Essere in tanti. Invece sul lato europeo l’interesse della collana Poesia ETS si è sempre rivolto con grande efficacia alla penisola iberica. Nel 2006, si ebbe il primo libro italiano del poeta portoghese José Tolentino de Mendonca, con La notte apre i miei occhi. Si tratta di un poeta-sacerdote che, negli ultimi anni, è stato nominato cardinale da Papa Francesco e poi prefetto del dicastero della Cultura e dell’Educazione del Vaticano. E, nei due anni successivi, gli spagnoli Luis Garcia Montero e Angel Guinda.

Racconta Agostinelli: «In Italia è diffusa la pratica tra le piccole case editrici di poesia di chiedere contributi alla stampa da parte degli autori, con ETS, dal 2000 al 2017, abbiamo pubblicato tutti i titoli senza chiedere nulla».

Nel 2018, la collana si è rinnovata e ha cominciato una nuova fase, cercando, oltre a grandi nomi del passato come Robert Louis Stevenson o poeti di grande interesse come Fabrizio Parrini e Jude Luciano Mezzetta, anche esordienti o nomi nuovi che si affacciano alla poesia.

Il viaggio continua festeggiando il suo venticinquesimo anno di attività, con un prestigioso premio arrivato al libro della poetessa Manuela Mori e con un volume che parla anche di questa positiva esperienza, intitolato La poesia attuale, a cura di Alberto Casadei e con scritti dei critici Martina Di Nardo, Alberto Fraccacreta, Salvatore Ritrovato e Matteo Bianchi.


La fotografia accanto al titolo è di Roberto Cavallini.

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