Roberto Cavallini
Alla Casa del Municipio Roma IV

Il mondo che resta

Si apre una mostra di Sergio Angeli che con le sue opere va a raccogliere ciò che il mondo dei consumi ha abbandonato come se fosse uno scarto inutile

La mano pietosa di Sergio Angeli raccoglie lo scarto, l’oggetto frantumato, irriconoscibile, abbandonato. Abbandonato colpevolmente da chi ha disprezzo delle cose trasformandole in veleno per la propria coscienza e per il mondo. Il nostro mondo, il nostro habitat inteso qui nella sua dimensione spazio-estetico-temporale.

 

Lo scarto, nella Weltanschauung di Angeli, è sì un prodotto individuale rifiutato per obsolescenza fisica o ripudiato emotivamente, ma è nella misura in cui la coscienza individuale obnubilata dal meccanismo del consumismo che diventa fenomeno collettivo, sociale, storico, annientatore di cose e relazioni, che si impernia la ricerca artistica del nostro.

I resti del mondo sono ormai ciò che del mondo va rimanendo, ormai ne è soverchiato. Sempre più esiguo è lo spazio per la natura, sempre più i mari subiscono la trasformazione degli agenti inquinanti, sempre più lo scarto si trasforma in resto del mondo.

Questa presa di coscienza, questo dolore di fronte ad un processo distruttivo che appare ineludibile, non solo modifica i connotati di questo pianeta ma anche e non di meno, altera i rapporti umani privandoli degli aspetti di socialità, di collaborazione, di complicità, fratellanza. Tutto ciò ha portato Sergio Angeli al tentativo riuscito di opporsi al meccanismo del rifiuto che crea lo scarto, intervenendo su quest’ultimo regalandogli nuova forma, nuovo colore, di fatto nuova vita, ma non con intenti riparativi quanto visionari, immaginifici.

Allora quelle forme scartate diventano stencil per nuove apparizioni, associazioni gestaltiche, cromatismi, il riferimento ad una sorta di novella sindone riguardo a questi interventi è già stata acutamente rilevata da Monica Pirone, per le fasi 1 e 2, precedenti della ricerca ora in mostra, ma queste nuove opere di dimensioni ragguardevoli del trittico di quasi quattro metri per tre o più ridotte di due metri per un metro e mezzo dei vari “residui” numerati, prodotte recentissimamente, vedono un sovrapporsi di interventi pittura su pittura, di acrilico su pastelli a olio, fino all’uso dannato della bruna bevanda gassata come scolorante; una proliferazione di forme che staccandosi dall’originario stencil, rimandano paradossalmente a forme organiche primigenie che assumono la leggerezza del fiore che si eleva quasi librandosi in uno spazio a volte aereo ma che altre volte sembrano fantastici animali galleggiare in un liquido amniotico. Radici, stelo, bulbo, o anche zampe, corpo, collo e testa sono i tratti immaginifici e immaginati, lontanissimi da qualsiasi figurativismo, ma forieri di nuova vita, come quelle altre forme inconsapevoli volanti o nuotatrici, subconsce paragonabili a spermatozoi in viaggio alla ricerca di un ovulo da fecondare.

Se è dall’arte che può nascere un nuovo mondo allora Sergio Angeli sta cercando di indicare da dove iniziare il cammino.

I resti del mondo Fase III è una Mostra-installazione a cura di Monica Pirone e Roberto Cavallini, oltre alle opere di Angeli sarà proiettato il Video artist spotlight di Gattonudo Production, che mostra il vagare di Sergio Angeli alla ricerca degli scarti abbandonati.

L’esposizione sarà presso la Casa del Municipio Roma IV – Ipazia d’Alessandria Viale Rousseau 90, Roma dal 31 ottobre 9 novembre 2025.

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