Every beat of my heart
Come l’albatro
«Il poeta è simile al principe dei nembi/ che abita la tempesta e ride dell’arciere:/ sulla terra esiliato, in mezzo ai fischi, le sue ali/ immense gli impediscono il cammino». I bellissimi e dolorosi versi di Charles Baudelaire tradotti da Roberto Mussapi
L’albatro, il bianco uccello portatore di buoni venti nella leggendariaBallata del vecchio marinaio di Coleridge, è ripreso in questa straordinaria poesia di Baudelaire. Il nobile e angelico alato, che vola sul mare congiungendolo al cielo, è spesso catturato da ottusi marinai, che si divertono vedendolo barcollare sulle deboli zampe, sulla tolda. Incapace di camminare, lui, re arcangelico del volo. E gli uomini della ciurma, che è il mondo, lo deridono sguaiatamente come gli uomini della ciurma del mondo in terraferma deridono il poeta, inadeguato tra loro, capace solo di spaziare nel cielo, di volare al confine dell’infinito. È sempre stato così, ed è così oggi più che mai, in questi lustri di volgarità globale e globalizzata divenuta la religione del nostro tempo.

L’albatro
Spesso, per divertirsi, le ciurme catturano
degli albatri, grandi uccelli dei mari,
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
la nave che scivola su amari abissi.
E li hanno appena posti sulla tolda
che questi re dell’azzurro, maldestri e vergognosi
mollano pietosamente le loro grandi ali bianche
come remi abbandonati al fianco.
Com’è sinistro e fiacco questo viaggiatore alato!
Lui, poco fa così bello, come è comico e brutto!
Uno gli stuzzica il becco con la pipa
l’altro mima, zoppicando, l’infermo che vola…
Il poeta è simile al principe dei nembi
che abita la tempesta e ride dell’arciere:
sulla terra esiliato, in mezzo ai fischi, le sue ali
immense gli impediscono il cammino.
Charles Baudelaire
Traduzione di Roberto Mussapi, in Charles Baudelaire, Tu metteresti l’universo intero, Salani.