Fabio Ciriachi

Un povero Cristo

Illustrazione di Stefano Mosena

Da quante ore si trova lì? Vede le bottiglie vuote nel secchio della spazzatura e pensa che presto andranno alla discarica. Immagina il rumore del vetro contro il vetro mentre in una sorta di brindisi collettivo gli sgocciolii si mischiano tra loro. Normale che il Delirio sia quasi deserto la notte di Natale.

Marco ordina un altro gin tonic, e alla vista delle sue mani sprofonda nel pensiero di Laura. Aveva funzionato giusto il tempo dell’illusione. Quando poi lui non ce l’aveva più fatta a vivere notte e giorno all’insegna della mens sana in corpore sano, allora era esploso. Ma non intendeva perderla, desiderava solo che la piantasse con le sue fisime. I veri evoluti, le aveva detto, vivono con ben altra semplicità, lascia perdere le tue stramaledette cure, la vita non è una malattia.

Mosena-SENZA-TITOLO,-cm-100x100A mezzanotte si era sentito con Veronica. “Stai bene?” gli aveva domandato lei prima di passargli Puccio. “Ci sono i cuginetti, papà” e s’era guardato bene dal chiedergli perché non fosse lì anche lui. Già capace, a otto anni, di non chiedere. “I cuginetti. Che bello, così ti diverti”. Aveva sentito voci allegre, in sottofondo, e gli era parso impossibile che qualcuno si occupasse davvero dei bambini.

Finisce il gin-tonic, si fruga in tasca e ne estrae una lettera. Laura gliel’ha spedita due mesi prima dal Messico e lui continua a portarsela dietro come un certificato di attaccamento alla vita, la prova inconfutabile delle cause essenzialmente non filosofiche, e perciò fatali, della sua disperazione.

Per diventare ciò che si vuole” legge “occorrono progetti e regole. Più di una volta ti ho chiesto ragione dei tuoi, e per tutta risposta ti sei preoccupato di confutare i miei, come se mettendo in crisi me avresti salvato il povero Cristo che sei…

…Mi sembrava umano aiutarti, eppure nel farlo avevo sempre più paura della morte. Per me è il segno che non sto vivendo bene, è un allarme che non posso ignorare…”.

Un povero Cristo! È quello che ancora lo uccide; è partito da lì il colpo mortale. Pensa che Laura si sta preparando alla vecchiaia o a qualcosa di altrettanto definitivo. Non certo alla morte, che è talmente assurda da non meritare preoccupazione. Al momento non vede altro modo di affrontarla che nascondersi dietro quella degli altri. Quando verrà il suo turno, poi, amen.

Al banco Volpino gli fa segno che è ora di chiudere. Spegne la lavastoviglie, le luci, il poco sorriso rimasto. Si alza il bavero prima di uscire. Fuori la notte è così gelida che il tempo sembra scorrere a fatica. Marco pensa che se cadessero stelle verrebbero giù al rallentatore. Entra in macchina tremando. Cosa c’è di più freddo di un’auto ferma nel freddo?

“Auguri, Volpino” gli dice da uno spiraglio dello sportello. Guida piano verso casa e si augura che il sonno sia buono con lui, che non lo abbandoni sveglio come al solito, che gli si regali almeno per Natale.

In prossimità del mercato ortofrutticolo le puttane bevono spumante attorno a un grande falò. Sulla tuia di un giardino poco lontano piccole luci si accendono e spengono a una velocità che contrasta con la lentezza degli stop dei clienti! Ora sa cosa vuole. Si mette in fila e appena tocca a lui chiede se fra loro ce n’è una che si chiama Maddalena; o sennò che è disposta a far finta di chiamarsi così. Solo con lei può andare, stanotte, solo con lei.

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fabio ciriachiFabio Ciriachi, romano, ha pubblicato poesie: L’arte di chiamare con un filo di voce (Empiria, 1999), Il giardino urbano (Empiria, 2003), Pastorizia (Empiria, 2011); racconti: Azzurro-cielo e verde-pistacchio (Edimond, 2008); romanzi, Soprassotto (Palomar, 2008), L’eroe del giorno (Gaffi, 2010), premio “Passioni” 2010, Le condizioni della luce (Gaffi, 2013). Ha tradotto dal francese l’opera di David Mus Qu’alors on ne se souviendra plus de la Mer Rouge (Ragage-Empiria, 2005). Ha recensito libri per la Repubblica, il Manifesto, l’Unità.

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Stefano-Mosena-smallStefano Mosena nasce a Roma il 18/11/1977 e si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2001. Nei successivi anni partecipa a numerosi eventi: L’Emergente (2003), MiArt Indicativo Presente (2007), Arte Italiana 1968/2007 a Palazzo Reale a Milano, Festival dei Due Mondi, Spoleto (2010), Premio Sulmona edizioni XXXIII e XXXVII, Ritratti Italiani (2010), LIV Biennale di Venezia, Tese delle Vergini, Padiglione Italia (2011), Giffoni Film Fest Happiness (2012), L’acqua la Luce e la Pietra (Fiuggi 2013). Ha collaborato con l’Istituto Nazionale per la Grafica e con l’Enciclopedia Nazionale Treccani.