Romana Petri

Sogni d’oggi e prestabiliti

Illustrazione di Giulio Catelli

Da quando stava in pensione, si era convinto di essere un grande sognatore. Ma sua sorella Ida mica ci credeva tanto. Anzi, proprio non se la beveva. “Giovannino” gli diceva, “i sognatori sono anime alte che fanno sogni universali, vogliono il meglio per l’intero genere umano, insomma, sono dei gran generosi. Tu sogni solo cose bellissime per te. Più che altro direi che sei un megalomane.”

Quando queste cose gliele diceva a tavola, Giovannino le rispondeva stizzito che lei di sogni proprio non capiva un bel niente. Ognuno sognava a modo suo, non stava scritto da nessuna parte che ce ne fosse solo uno per tutti. Poi smetteva di mangiare, si alzava e andava a chiudersi in camera sua dove sognava a seconda del giorno della settimana.

Il lunedì sognava di scrivere il romanzo che avrebbe cambiato il volto della letteratura italiana. Leggeva recensioni, vinceva un premio dietro l’altro. era sempre primo in classifica. I giornalisti gli dicevano che il suo era il romanzo più bello e intenso che avessero letto negli ultimi vent’anni.

Il martedì era sempre un grandissimo attore al quale stavano consegnando l’Oscar. Gli applausi lo stordivano. Qualche volta, in un inglese stentato, dichiarava che quella era la più grande emozione della sua vita. Le lacrime gli scendevano sul volto copiosissime.

Via di giulio catelliIl mercoledì era un grande imprenditore che faceva quadruplicare in un anno il fatturato della sua società. Si pavoneggiava tutto il tempo, faceva la ruota, e con la mano sinistra si lisciava in continuazione i pochi capelli che gli restavano in testa.

Il giovedì era un grandissimo amatore. Le donne lo rincorrevano. Lui faceva promesse a tutte, mandava enormi mazzi di fiori. Gioielli. Abiti di lusso. Le sue prodezze erotiche erano a dir poco strabilianti. Tutte, nessuna esclusa, dopo aver fatto l’amore con lui, dicevano che gli altri uomini, appo lui, non erano che scarsi aperitivi.

Il venerdì era il Capo dello Stato.  Riceveva un’onorificenza dietro l’altra, aveva la giacca ricoperta di medaglie. Medaglie a tutto. Il suo volto sorrideva su tutte le prime pagine dei giornali, su tutti i canali televisivi. Era efficace, convincente, buono e giusto. Tutti lo amavano incondizionatamente. E lui, ricambiava di stesso e incondizionato amore tutti i suoi cittadini

Il sabato era un eroe. Si era appena tuffato in un fiume assai pericoloso per salvare la vita a tre bambini. Aveva lottato contro le correnti, aveva messo a repentaglio la sua vita, ma ce l’aveva fatta. Li aveva riportati a riva sani e salvi tutti e tre. La gratitudine dei genitori, le loro lacrime di gioia, avrebbero fritto e rifritto nel suo cuore per tutti gli anni a venire. No, non aveva superpoteri, era semplicemente un uomo molto coraggioso. Forse il più coraggioso. Ogni sabato, va da sé, una prodezza nuova, ché la fantasia mica gli mancava.

La domenica era il più grande calciatore. Giocava nella sua squadra del cuore e dopo una partita rimasta fino alla fine zero a zero, segnava tre goal uno dietro l’altro nei tempi di recupero. Ogni volta finiva in scivolata davanti alla tribuna, dove il suo pubblico esultava. Anche lui esultava, il volto gli si contorceva di piacere, le braccia le stendeva verso l’altro. Cialtronate non ne faceva: niente giretti ballando la samba, niente maglietta arrovesciata sulla testa. No, solo quell’urlo imploso fatto di bocca spalancate e tendini del collo tesi come corde di violino. La domenica non aveva mai dubbi: quell’anno gli avrebbero dato  di certo il Pallone d’Oro.

* * *

RomanaPetriRomana Petri vive tra Roma e Lisbona. ha esordito nel 1990 e ha pubblicato fino ad oggi, tra romanzi e racconti, 13 libri. Molte delle sue opere sono tradotte in Inghilterra, Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna, Portogallo e Olanda. Tra le sue opere ricordiamo Alle Case Venie (Marsilio, premio Rapallo e finalista premio Strega 1998), I padri degli altri (Marsilio, premio Chiara), La Donna delle Azzorre (Piemme, premio Grinzane Cavour 2001) Dagoberto Babilonio, un destino; Ovunque io sia (Cavallo di Ferro), Ti spiego (Cavallo di Ferro), Tutta la vita (Longanesi, premio Bottari Lattes) e Figli dello stesso padre (Longanesi, finalista premio strega 2013). Collabora con Il Messaggero, e il Corriere della Sera. Svolge attività di traduttrice dal francese e dal portoghese. Per otto anni ha diretto la casa editrice Cavallo di Ferro.

* * *

giulio catelliGiulio Catelli (Roma 1982) proviene da una famiglia di pittori e suo padre è scultore. Ha compiuto gli studi storico artistici all’università La Sapienza di Roma, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Macerata.Vive e lavora a Roma.