Romano De Marco

L’ultima volta

Illustrazione di Licinia Mirabelli

Mi stendo sul grande letto a baldacchino, pieno di cuscini tigrati, e lei inizia a spogliarmi. Senza fretta, nel modo che sa.

Io, distrattamente, guardo il soffitto e mi rilasso. Quando sono nudo mi mette ai piedi le pantofole di spugna, poi mi prende la mano e mi fa alzare per accompagnarmi in bagno.

L’acqua tiepida, il sapone liquido e le sue mani. La guardo mentre si prende cura di me e reprimo il desiderio di toccarla, baciarla.

Mi asciuga, dolcemente, come se la mia erezione, potente e dolorosa, fosse un oggetto delicato che rischia di andare in frantumi.

Torniamo in camera e ora siamo in piedi, l’uno di fronte all’altra. Nonostante i suoi tacchi, la sovrasto di almeno venti centimetri. La vestaglietta di raso scivola a terra. Ogni espressione, ogni movimento, è frutto di una prassi affinata negli anni. Abbassa lo sguardo e lentamente si inginocchia.

Due ore dopo mi rivesto mentre lei è sotto la doccia. Sono ancora indeciso, non so se dirglielo o meno.

Entra in camera, in accappatoio, legandosi i capelli. Sa che questo gesto mi piace, è un’apparente naturalezza prevista dal copione, ma è una parte che non ho scritto io.

Si accorge delle banconote sul comodino e il suo sguardo si fa strano. «Perché scusa? »

«Cosa?» fingo di non capire.

«Sono duecento in più.»

«Un regalo.»

«E cosa festeggiamo?»

«È un regalo d’addio» le rispondo allacciandomi le scarpe. «Tra due giorni mi sposo.»

«Davvero?» chiede ironica.

«Sì, davvero» rispondo alzando finalmente lo sguardo. Sorride, ma per un attimo mi pare di cogliere una specie di tremore, uno sbandamento.

«E chi è la fortunata? »

Non rispondo.

MirabelliSono tre anni che vengo da lei una volta a settimana, ed è capitato spesso che parlassimo di noi, dei nostri interessi in fatto di musica, di cinema. Vuole sempre un mio parere prima di acquistare un romanzo, mi chiede persino consigli sulla destinazione delle vacanze. Sa che lavoro in banca, un paio di volte le ho anche proposto dei fondi  nei quali investire i proventi della sua attività.

Sa anche che sono fidanzato, ma non ha mai osato chiedere nulla. Nella sua posizione, chiedere significa superare un limite, negare la tacita evidenza che fra noi due la puttana è lei, ed è lei che è obbligata a essere sempre disponibile. Se decide di aprirmi anche il suo cuore, oltre alle sue gambe, ci può stare, purché non pretenda che la cosa funzioni in entrambi i sensi. E questa domanda improvvisa che ancora aleggia nell’aria, è stata uno sbaglio. Per me è la prova definitiva che si è innamorata.

Provo una sensazione strana, soddisfazione mista a tristezza, ma affondo lo stesso il mio colpo di grazia:«È l’ultima volta che ci vediamo. Magari non t’importa ma volevo che lo sapessi.» L’ho detto per farla soffrire, sperando di ricavarne un piacere sottile, crudele. La verità è che mi sento triste, e mi tocca ammettere che non sono quel gran bastardo che mi piacerebbe essere.

Più tardi, scendendo le scale, provo un po’ di vergogna, ma è una sensazione che dura poco e si trasforma subito in un senso di leggerezza, come se dirle che non ci saremmo più rivisti mi avesse automaticamente reso un uomo migliore. Una persona fedele e di sani principi morali. Come se non fossi sempre il solito bugiardo pronto a scoparsi qualunque sottana gli capiti a tiro. È incredibile quanto si possa essere indulgenti con se stessi.

Chiudo il portone come se bastasse il gesto per purificarmi l’anima. Respiro profondamente, mi stiro e sorrido. Sono il sacerdote di me stesso e mi assolvo come e quanto mi pare.

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romano de marcoRomano De Marco è abruzzese, classe 1965. Ha esordito nel 2009 nel Giallo Mondadori con Ferro e fuoco (ripubblicato in libreria nel 2012 da Pendragon). Nel 2011, per l’editore Foschi,  il suo secondo romanzo Milano a mano armata (vincitore del premio “Lomellina in giallo” 2012) con prefazione di Eraldo Baldini. A Gennaio 2013 è la volta di A casa del diavolo (TimeCrime Fanucci) finalista al premio Nebbia Gialla 2013 (che verrà assegnato il 15 settembre). Il suo prossimo romanzo uscirà a gennaio 2014 per l’editore Feltrinelli e nei paesi di lingua spagnola per l’editore Algaida. Collabora con numerose riviste e blog letterari e ha partecipato, con i suoi racconti, a numerose antologie.

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MirabelliFotoLicinia Mirabelli è nata a Roma nel 1970. Si è diplomata in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma. Dal 1999 al 2006 ha diretto la Galleria civica d’arte contemporanea di Ciampino e ha partecipato a numerose mostre personali e collettive. Il suo lavoro parte da una matrice informale per poi giungere, negli ultimi anni, a una figurazione di natura lirica e intimista. Ha partecipato alla 54a Biennale di Venezia nel 2011.