Nando Vitali

Là dove galleggiano le rose

Illustrazione di Pier Luigi Berto

Là dove galleggiano le rose, il mare è calmo, solo l’oscillazione pigra delle onde.

Quando accadde l’incidente sonnecchiavo sul ponte. A quell’ora di primo mattino l’aria prende il sapore del tempo sospeso.

Sentii un tonfo secco e pensai subito che nel sonno mi fossi fratturato un dente. Mi capitava spesso di digrignare le mascelle e ogni volta la mia paura era quella di ritrovarmi con un dente spezzato.

Ma quella volta non ebbi il tempo per un sopralluogo mandibolare, perché un attimo dopo un nuovo colpo mi fece sobbalzare. Feci crocchiare le dita delle mani e mi guardai attorno.

Ero sveglio. Il piano inclinato del pavimento e il volto tribolato di una vecchia signora che cercava di rialzarsi da una rovinosa caduta, mi fecero infine realizzare che la nave era in difficoltà.

Gli occhi smarriti della donna avevano scoperto per intero l’orribile maschera della vecchiezza. Un giovane inserviente di colore l’aiutò a sollevarsi e lei emise un flebile grazie. Ma il giovane si vedeva che aveva fretta di andare via. Non doveva avere molta esperienza, e quello che faceva era solo una specie di confuso senso del dovere.

pier luigi berto opera ridottoAlzatomi mi avviai barcollando dove mi sembrava ci fosse un moto convulso di folla, e si intravedevano le divise bianche del personale di bordo.

Lentamente il livello caotico delle voci crebbe di volume . Un uomo anziano calpestò una giovane ragazza dai lunghi capelli biondi che si erano sporcati di rosso.

Ero arrivato fino alla prua come risalendo da un pozzo.

La nave si era letteralmente incastrata sulla banchina del porto, sfondandola, per poi deragliare sulla vicina capitaneria.

Dappertutto macerie, mentre il muso dell’imbarcazione sembrava una enorme balena spiaggiata. Sull’orlo del mare vedevo fra detriti galleggianti alcune teste simili a pupazzi.

Fu in quel momento che, sporgendomi dalle paratie, notai quello che mi sembrò un bambino in pericolo. Lo vidi come in Schindler’s list il cappottino rosso di quella bambina.

Mi lanciai senza pensarci. L’acqua mi riempiva la bocca. La sentivo fredda e salata. Mi ferii il viso colpito forse un tavolo.  Le mie bracciate erano fuori sincrono. Pensai che ero stato un imbecille a non essermi tolto perlomeno le scarpe. Ricordo lo scintillio del sole ed io che avanzavo a fatica nell’acqua pesante.

Ma ora vedevo con chiarezza il volto del bambino. Mi colpivano i capelli biondi che sembravano finti, e il movimento dell’acqua che aveva un moto oleoso.

Infine lo raggiunsi. Mi avvicinai ripassando le manovre per soccorrere gli annegati.

Prima di effettuare  l’operazione presi fiato, ma il liquido mi invase la gola costringendomi a tossire con forza.

Poi toccai con la mano la sua testa che oscillò come se galleggiasse. I miei occhi erano annebbiati e mi bruciavano. Attorno a me voci e rumori. Mi parve strano che il bambino non si lamentasse, ma quando feci per afferrargli il collo… solo allora sentii sotto le dita la zigrinatura della plastica.

Era solo un manichino. Nel frattempo sul molo una piccola folla si agitava a gran voce.

Finsi allora di annegare imbastendo una sceneggiata. E mentre mi tiravano a riva avvertii un profondo senso di frustrazione e vergogna. Quel malessere non volle alzarsi tanto presto dai miei ricordi, ancora oggi ne sento la fastidiosa presenza.

A proposito di quella disgrazia, al telegiornale, dissero di un bambino annegato che aveva solo dieci anni. I morti sono stati tanti, ma quel bambino aveva toccato il cuore di tutti.

Il suo corpo fu trovato impigliato nella rete di un pescatore a pochi metri dalla banchina. Proprio là dove, adesso, galleggiano le rose.

* * *

foto nando vitali ridottaNando Vitali è scrittore, editor, docente di scrittura e lettura creativa. Ha collaborato con “Il Mattino” di Napoli e “Il Manifesto”. Attualmente collabora con il quotidiano “La Repubblica”. Conduce il laboratorio di scrittura e lettura creativa “L’isola delle voci”. Ha pubblicato: Chiodi storti. Da Ponticelli a Napoli Centrale, romanzo (Compagnia dei trovatori 2009.) (Premio Molinello.) Effetto domino, 10 autori in cerca di un romanzo, romanzo collettivo a cura di P.A. Toma (Treves 2009), I morti non serbano rancore. Foibe. L’avventurosa storia del Capitano Goretti, romanzo (Gaffi editore 2011). Ha fondato e dirige la rivista letteraria Achab.

* * *

foto bertoPier Luigi Berto, allievo della scultrice russa Lidia Trenin Franchetti discepola di Despiau, frequenta sin da giovanissimo l’atelier di Carlo Levi sempre a Villa Strohl-Fern. Espone alla Margherita di Calzetti e da Cortina a Milano. Insegna dal 1988 all’Accademia di Belle Arti di Roma. Hanno scritto di lui, tra gli altri, Renzo Bertoni, Dario Micacchi, Jolanda Nigro Covre, Giuseppe Selvaggi, Vito Apuleo, Costanzo Costantini, Marco Di Capua, Robertomaria Siena, Marco Nocca.