Fernando Coratelli

Il sottobosco

Illustrazione di Alfredo Zelli

È stata la fame. Fame nera come la pelle. Adesso scivola e rotola fra gli sterpi, il cuore ritma il terrore che si annida nelle vene. Era fame. Solo fame. Non ha ucciso nessuno, ha solo mangiato. Non capisce l’accanirsi, le grida e i rantoli di odio. È rapido, veloce, però la campagna in quel punto diventa bosco; non finisce più. I polpacci dolgono, il fiato si spezza.

Quando crede che i colori della sua pelle lo possano difendere e celare si accartoccia e si getta di lato in un angolo come un rifiuto tossico nascosto fra rami, erbacce, radici nerborute di alberi immensi. Solo gli occhi bianchi e lucenti che pianta a guardia del suo nascondiglio potrebbero tradirlo. Decelera il respiro che lascia espirare attraverso un angolo della bocca, piega appena il collo e si mimetizza.

Poco dopo lo scricchiolio di foglie e rami lo avvisa che gli è addosso. Lo intravede e segue i movimenti sgraziati, grevi, rozzi. Gocce di sudore sostano sul labbro superiore, lui prova a cancellarle con un breve, lento e soffice passaggio del dorso della mano. Ma è il sollievo di un attimo, dopodiché copioso scende il sudore da ogni poro della fronte, delle tempie, del collo.

Lo sente addosso, così prende a seguire i movimenti a occhi sbarrati. Quello si sposta di lato, si gira di scatto, si fa largo tra i cespugli. Il culo in primo piano, i pantaloni lisi con la cintura che non trattiene la ciccia che straripa. Lo nota che si passa due volte il pollice e l’indice agli angoli della bocca, per poi sputare a terra. Il ciccione brandisce la spranga con cui si fa largo tra il fogliame. Il respiro rumoroso, furente.

alfredo zelliDelinquente, appena ti trovo ti spacco la testa.

Arranca, a causa della pancia che gli pesa, tuttavia va avanti, non si ferma. Guarda a destra, gli è sembrato di sentire un rumore, il crepitio di un ramo calpestato.

Brutto stronzo sei lì?

A ciondoloni caracolla verso il buco nel sottobosco da cui gli è sembrato arrivare il calpestio. La spranga a altezza uomo, e con l’altra mano scosta i rami che si infittiscono. Sparisce nella boscaglia, lo sente gridare e inveire. Poi più niente.

Quando tutto sembra tranquillo, quando lo crede caduto chissà dove – in quale crepaccio di quel bosco – ecco che risbuca nella radura circondata da alberi e cespugli. Si avvicina al punto in cui il sottobosco è più fitto. La bocca stretta a culo di gallina, gli occhi serrati, la spranga in mano, le dita grassocce e le unghie nere, la nicotina verniciata fra indice e medio.

Eccoti, sei qui, bastardo.

I rami a protezione si spezzano, il respiro si ferma, le mani fanno leva per permettere la fuga, le gambe ruotano per iniziare a correre in direzione opposta, il sibilo della spranga nell’aria, la voce dell’uomo nelle orecchie, il verde di una felce che si frappone tra occhi e naso, la bocca che si spalanca per respirare.

Il colpo secco.

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foto coratelliFernando Coratelli nasce a Bari, ma vive e lavora a Milano. È direttore editoriale di Lite-Editions. Scrittore e autore teatrale ha pubblicato i romanzi: Altrotempo (Cadmo editore, 2008), Quando il comunismo finì a tavola (CaratteriMobili, 2011), la short story Lì dove niente può succedere (Lite-Editions, 2012) e La resa (Gaffi editore, 2013). Nel 2013 va in scena la sua prima opera teatrale: L’ambigua storia di un bicchiere di Merlot. È cofondatore del webmagazine Torno Giovedì.

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foto alfredo zelliAlfredo Zelli è nato a Roma, dove vive e lavora. Inizia ad esporre nel 1986 in mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero. Questa attività è intervallata da un lavoro di organizzazione di esposizioni e promozione culturale insieme ad un gruppo di amici artisti. Motivo costante del suo lavoro è la ricerca di una sintesi stringente fra pittura e scultura.