Lucia Pappalardo

Il cazzo di Elvis

Illustrazione di Francesco Parisi

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Il cazzo è affondato tutto. Fino alla parte più profonda. In cerca di una fine. Su e giù. Piglia la rincorsa e fa muovere la testata del letto. Spinge e fa cigolare le molle sotto al materasso. Il rumore arriva da lontano ma quel cazzo io lo conosco. Sono cresciuta insieme alle sue nervature. Lo sbircio da sempre. Ma toccarlo non si può. È peccato, bambina. Adesso lo sento, è il cazzo di Nick che fa rumore. Mio fratello si spinge tra le cosce di qualcuno. Scosta le mutande ed entra. Bagnate o no, lui entra e le scopa appena aprono le gambe. Ieri era molto più ubriaco di me e l’ultima canzone l’ha dedicata a una bionda sotto al palco. Se mi alzo per pisciare potrei riconoscerla. Le sbatte a porta aperta. Ho ancora la mia camera ma questa è casa sua. Patrizio ieri mi riempiva di shottini. Tentava di farmi crollare prima della chiusura della cassa. I conti li abbiamo rifatti 20 volte. E mentre contavo lui mi alitava sul collo e mi toccava il culo. Ero talmente sbronza che lo lasciavo fare. Il bar era quasi vuoto. Quando se n’è accorto Nick l’ha quasi licenziato. Non esiste che ti fai la sorella del tuo capo. Ero troppo ubriaca per guidare. Nick abita sopra al nostro pub, dove viveva la mamma. Ora in questa casa ci sta lui. Nick ha una voce che ti entra nelle orecchie, ti lambisce il cuore e alla fine ti imbratta la fica. Quando mamma stava per morire le sue parole per me sono state “mi raccomando Elvis”. Poi ha chiuso gli occhi. Nick mi ha stretto e l’odore delle sue sigarette ha superato quello della clinica. Quand’era piccolo si metteva davanti allo specchio a imitare per ore le smorfie del Re del Rock. Forse dovrei scendere a controllare se i soldi della serata sono rimasti in cassa. Non riesco ad aprire gli occhi e la sento ansimare. Forse l’ha girata e la sta prendendo da dietro. Se attraverso il corridoio lo vedrò, una mano le tira i capelli, una mano la sculaccia. Una cavalla. I miei vestiti sono sparsi sul letto. Li sento con la mano. Mi sono tolta anche le mutande. Fino all’anno scorso ero sposata, poi mio marito se n’è andato. La gestione del locale mi tiene impegnata la mente, l’alcool fa il resto. Ogni sera da noi c’è un concerto. Per lo più suona Nick col suo gruppo. Sento sbattere la porta. Se fosse Patrizio stanotte scoperei.

Francesco parisi carlotta volanteChiudo le gambe e aspetto. Non si sente più nessun rumore. Mi alzo. Le mattonelle di questa casa sono sempre state fredde. Cammino al buio toccando il termosifone. Arrivo di fronte alla sua stanza. Mi volto, la porta è aperta. Nick accende la luce. È da solo. Mi fa segno di entrare. Si accende una sigaretta. “Chi era?” gli chiedo. Fa spallucce e mi passa la sigaretta. “Sei ingrassata”. Mi siedo sul letto e mi copro le gambe col lenzuolo: “no, non è vero”. Mi tocca il capezzolo con l’accendino. Ci gira intorno con la rotella fino a graffiarlo. Finché era viva mamma una cosa così non l’avremmo mai fatta. Si sente lo scroscio della catena. La bionda si presenta alla porta. Nick ride. “Vattene che c’è mia sorella”. Tira qualcosa di accartocciato nella sua direzione: “eddai vattene”. Lei lo raccoglie. Io resto immobile con la sigaretta in mano. “Aspetta va’ che l’accompagno”. Fanno qualche passo poi li sento bisbigliare nel corridoio. La bionda fa una risatina. Il cazzo di Nick è di nuovo dentro di lei.

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lucia-pappalardoLucia Pappalardo insegna scrittura e giornalismo alla Scuola Omero. Un suo racconto è stato pubblicato nell’antologia Fantareale ed è tra i curatori di Voglio scrivere! (135 big mi dicono come) di Omero Editore. Una sua conversazione con Carlo Lucarelli è stata pubblicata nel libro Il mistero a piccole dosi, ed. Datanews 2007. In radio è stata regista a Radio 24 di Melog. Al cinema è tra gli autori di Nessuna Speranza Nessuna Paura, documentario sul rap romano (Festival di Roma 2010) e del documentario Plastic-O. Tu ti faresti entrare? (Festival di Roma 2011). 

parisiFrancesco Parisi (Roma 1972) è xilografo e pittore. Attualmente è docente di tecniche dell’incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. Ha pubblicato numerosi studi sull’incisione italiana e straniera tra ’800 e ’900. Tra i suoi ultimi volumi: Publio Morbiducci, Catalogo ragionato dell’opera xilografica (Edizioni TIF, Cornuda, 2013), Adolfo Wildt, disegni e incisioni (Edizioni Officine Vereia, Rignano Flaminio 2011), Duilio Cambellotti xilografo e illustratore (Edizioni Novecento, Latina 2008), Duilio Cambellotti. Dal Palatino al Parnaso (Edizioni Sperone Westwater, New York, 2013).

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