Francesco Permunian

Chi sta parlando nella mia testa?

Illustrazione di Roberto Piloni

Prudenza, discrezione, riservatezza, queste le tre virtù che aveva sempre onorato quel timidone di Basilio, il mio vicino di casa.

E scrivo soltanto il nome, e non il cognome, per rispetto alla sua memoria.

Ma soprattutto perché non vorrei fare anch’io la sua fine: a dar retta a certe “voci”, non si sa mai che cosa può succedere…

roberto-piloniDopo più di trent’anni passati in banca a contare soldi e a timbrare carte e scartoffie, ecco che la settimana scorsa il buon Basilio – pochi giorni dopo essere andato in pensione – ha cominciato a soffrire d’insonnia per via di uno strano ronzio che udiva dentro le orecchie. Era uno sciame di voci moleste che facevano un chiasso della malora e che, ovviamente, gli impedivano di prendere sonno.

Chi sta parlando nella mia testa? si era chiesto allarmato dopo quattro notti in bianco. E gli era venuto il sospetto che potesse trattarsi di tutte quelle parole che non aveva mai avuto il coraggio di pronunciare quand’era al lavoro, per timore del capoufficio.

Parole ingoiate controvoglia che si erano nascoste per anni in qualche angolo segreto del cervello e che ora, simili a un tumore maligno, si prendevano la rivincita.

Il colpo di pistola con il quale ieri Basilio ci ha detto addio (alle tre di notte, svegliando l’intero quartiere!) è stato in effetti l’unico rumore di tutta la sua vita di scapolo silenzioso e riservato.

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francesco PermunianFrancesco Permunian (Cavarzere, 1951) ha esordito nel 1999 con Cronaca di un servo felice (Meridiano Zero), a cui sono seguiti Camminando nell’aria della sera (Rizzoli, 2001), Nel paese delle ceneri (Rizzoli, 2003), Il principio della malinconia (Quodlibet, 2005), Dalla stiva di una nave blasfema (Diabasis, 2009), La casa del sollievo mentale (Nutrimenti 2011) e Il gabinetto del dottor Kafka (Nutrimenti 2013). 

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 piloniRoberto Piloni (Roma 1966), da anni impegnato in un’analisi delle strutture essenziali dello spazio pittorico, negli ultimi lavori ha condotto la sua ricerca verso una progettualità che considera sempre più importante il rapporto tra lo spazio e l’opera installata utilizzando media diversi, dalla pittura alla fotografia, dalle installazioni al video. Ha realizzato molte esposizioni personali e collettive in spazi istituzionali pubblici e gallerie private. Ha insegnato Tecniche dell’Incisione all’Accademia di Belle Arti di Palermo, Grafica d’Arte e Installazioni Multimediali all’Accademia di Macerata e attualmente è docente presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.