Nando Vitali

Bambini cattivi

Illustrazione di Antonio Greco

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Il giorno più brutto della mia vita è stato quando, sulle scale di casa, ho incontrato Babbo Natale, e lui a muso duro mi ha detto: Io non esisto. E subito dopo con gli occhi iniettati di sangue ha ripetuto: Io non esisto. Hai capito che non esisto?

Sono rimasto annichilito, la cartella di scuola lungo il corpo inerte. Quel rosso acceso del vestito, il cappello, la barba bianca, le scarpe enormi e le mani sporche di nero, forse carbone. Di fronte a quella immagine avrei voluto dire qualcosa. Oppormi a quella assurdità, ma la mia bocca restò chiusa, anzi serrata, e mi sembrò che un vento freddo fosse entrato lungo la gola, un vento gelido che sapeva di odio e rancore. Pareva che da quel buco, dal quale non riuscivo a parlare, fosse passato un nubifragio. Subito dopo un piccolo insetto mi colò lungo le labbra e ne sentivo il leggero solletico sul sentiero del mio viso.

Ricordo bene che pensai che non avrei più avuto regali.

Il tavolo sul quale pregustavo eserciti di soldatini per accendere battaglie e fare scorrere il sangue fra quegli eroi di plastica. Quegli stessi ai quali avevo dato fuoco. E di qualcuno di loro avevo perfino sentito le voci e il crepitare della gomma nelle mie narici, e una fuliggine nera che dovevo scacciare con deodoranti, mentre le fiamme, ormai domate, lasciavano una fanghiglia nera e una insolita bellezza di morte che mi affascinava.

E quelle fucilazioni di massa che organizzavo? E i prigionieri che cercavano fra le macerie i loro cuori perduti per sempre…

Tutto dissolto. Il tavolo sarebbe rimasto deserto.

Allora, ricordo che lo guardai fisso negli occhi, ricambiando tutto l’odio che mi scivolava come bava dal mento sul grembiulino blu col fiocco di capoclasse, la coccarda tricolore sul braccio sinistro.

Aspirai fino in fondo l’odore di freddo e panni ammuffiti che quella figura emanava.

Per un momento (ma fu una sensazione potente) fu come se mille aculei mi si conficcassero nella carne. Proiettili che per tutta la vita si sono aggirati sotto la mia pelle. Dentro al mio volto.

Antonio GrecoQuesta mattina ho guardato la mia immagine proiettata in uno specchio rigato e un po’ ingiallito

Ho osservato molto da vicino la mia faccia, e mi sono reso conto di quanto dopo una raffica di anni passati impietosamente dentro e sopra di me, somigliassi a quell’uomo vestito di rosso.

Di come quegli occhi iniettati di sangue ora fossero i miei, di quanto quel sangue ora era dentro di me.

E solo oggi, questa mattina ho capito che l’uomo vestito di rosso era mio padre.

Sì, era proprio lui. Mio padre.

* * *

foto nando vitali ridottaNando Vitali è scrittore, editor, docente di scrittura e lettura creativa. Ha collaborato con “Il Mattino” di Napoli e “Il Manifesto”. Attualmente collabora con il quotidiano “La Repubblica”. Conduce il laboratorio di scrittura e lettura creativa “L’isola delle voci”. Ha pubblicato: Chiodi storti. Da Ponticelli a Napoli Centrale, romanzo (Compagnia dei trovatori 2009.) (Premio Molinello.) Effetto domino, 10 autori in cerca di un romanzo, romanzo collettivo a cura di P.A. Toma (Treves 2009), I morti non serbano rancore. Foibe. L’avventurosa storia del Capitano Goretti, romanzo (Gaffi editore 2011) Bosseide (Gaffi, 2015). Ha fondato e dirige la rivista letteraria Achab.

Greco FotoAntonio Greco è nato a Siracusa il 2 agosto 1982. Vive e lavora a Roma, dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti, diplomandosi in Pittura con Andrea Volo. Punto focale della sua ricerca artistica è il rapporto dialettico con il proprio Studio, spazio adibito alla creazione e alla riflessione, dove protagonisti diventano sia gli oggetti che accompagnano il lavoro quotidiano, sia la figura umana.