Tina Pane
Vacanza in Bulgaria

Il silenzio di Sofia

Sofia è una città carica di storia ma chiusa nel suo elegante riserbo. Pochi parlano inglese: il presente globale qui è appena arrivato. E forse per questo è così difficile cogliere i segni del passato comunista

Ha da poco spiovuto quando usciamo dal Terminal 1 del piccolo aeroporto di Sofia. Il selciato è bagnato e l’aria fredda colpisce come un piacevole schiaffo dopo il caldo sofferto sul volo della Wizz Air. C’è ancora abbastanza luce per ammirare gli ultimi minuti di un tramonto infuocato che si posa sugli edifici alti e […]

continua »
Tina Pane
Una tragedia d'amore

Marika, tengo solo te

«...allora Marika capisce, capisce che il padre ha paura di perderla. Si chiude in bagno e manda un messaggio a Marcello perché non le esce la voce, non ce la fa a dirgli come si sono messe le cose»

Da qualche tempo, la sera, quando il padre tira giù la saracinesca e s’accovaccia per mettere i lucchetti, Marika alza gli occhi verso il ragazzo appoggiato al muretto sul marciapiede di fronte. Lo guarda di sfuggita ma quasi con aria di sfida, poi subito gira la testa, fissa lo sguardo sulle spalle chine del padre, […]

continua »
Tina Pane
Una storia di adolescenti

Un amore distratto

«Scesero tutti insieme, lei sperando che nessuno la vedesse uscire dalla casa, Guglielmo già proiettato verso la formazione: giocavano contro i paesani e temevano Luigi, il figlio del macellaio, che era uno che giocava a far male»

La prima volta che Guglielmo la vide lei stava svoltando l’angolo del senso unico su una bicicletta presa in prestito. Gli apparve come una valchiria, i lunghi capelli chiari arruffati dal vento, il seno generoso, i polpacci turgidi per lo sforzo di pedalare in salita. Guglielmo stava al riparo dal sole sotto la tettoia del […]

continua »
Tina Pane
Una storia italiana

Persone semplici

«Titti scende giù in sala e comincia a darsi da fare attorno ai tavoli, saluta i primi clienti che arrivano, indossa il grembiule e si chiude con Angelo in cucina. Tra pentole e padelle riprendono a parlare, a dirsi, a raccontare»

(1992) Titti ha 35 anni. E trentacinque chili di troppo. Ha un viso campagnolo, che muta velocemente d’espressione, passando dal sorriso largo e infantile di quando ti saluta chiamandoti amica mia alla fronte corrucciata che oppone a chi non le garba. Insieme ad Angelo gestisce un ristorante che è aperto da qualche mese ma non […]

continua »
Tina Pane
Una novella inedita

La finestra di Carla

«Certe giornate di luce bellissima starebbe alla finestra tutto il tempo, a vedere il sole salire e le prime ombre delle colonne disegnarsi sul cotto, starebbe lì ad assimilare uno a uno tutti i pezzi di quel creato piccolo ed enorme nel quale vive da qualche anno»

La stanza di Carla sta al primo piano e ha una finestra che affaccia nel chiostro; è esposta a sud est ed è molto luminosa già dalle prime ore del giorno. Quando Carla si sveglia, tutte le mattine alle cinque, per prima cosa apre gli infissi e anche se piove, anche se è d’inverno e […]

continua »
Tina Pane
Una novella inedita

Mi chiamo Eleonora

«Sono nata portoghese a Roma, ma ho vissuto a Napoli, e qui son morta, giustiziata in piazza. Vengo spesso su questo piazzale, ora che non ho più il peso del corpo ad affaticarmi la salita»

“Mi chiamo Eleonora – o Lenor, se preferite – e ho più di 260 anni. Ho percorso Napoli in lungo e in largo, quand’ero corpo e mente, ma ora che sono solo spirito devo accontentarmi di guardarla da questo piazzale, o dai camminamenti del Castello. Da quassù la città m’appare enorme e non riesco a […]

continua »
Tina Pane
Tra passato e presente: un racconto inedito

La confessione

«Ah, buonasera, buonasera. Siete venute a sentire la messa?». «Veramente no, padre – risponde più lesta Antonietta – mi sono fatta accompagnare qui da voi perché ho bisogno di confessarmi»

Anche d’estate, certe mattine presto, capita che piazza Generale Avitabile sia immersa nella nebbia. Una nebbia talmente fitta che Antonietta, appostata dietro la finestra al piano ammezzato di casa di sua figlia, a stento riesce a intravedere la talare di Don Scala che ondeggia quieta assecondando l’incedere prudente del prete. Antonietta potrebbe regolare l’orologio su […]

continua »
Tina Pane
Un racconto inedito per le Feste

La poesia di Natale

«“Sei impazzito? Roberto, non dire sciocchezze, a zia, ti prego”. Ma lui con la faccia seria aveva risposto “Non sono sciocchezze, io ti desidero”. Allora a Immacolata era andato tutto il sangue in testa»

Tin tin tin. Facendo tintinnare ripetutamente il calice del vino con piccoli colpi di coltello, don Peppino Compostella richiamò l’attenzione dei commensali. “Zitti, zitti” – si sovrappose la voce di sua figlia Antonietta che rientrava dalla cucina con un enorme vassoio di frutta secca – “deve parlare il Nonno Vecchio, tutti zitti e ascoltate”. “Cari […]

continua »
Tina Pane
Un'iniziativa di Nutrimenti

Storie di Procida

Sei scrittori sono stati a Procida per raccoglierne le storie e poi trasferirle in un racconto: nuove schegge di vita dell'isola di Arturo sono diventate letteratura sotto la guida di Chiara Gamberale

Sei scrittori raccontano la vita di sei isolani. Per il secondo anno consecutivo l’esperimento è avvenuto a Procida, la più piccola e la più riservata delle tre isole del Golfo di Napoli, ad opera di un originale festival letterario, intitolato “Procida racconta. Sei autori in cerca di personaggio”. Il format prevede che sei scrittori italiani […]

continua »
Tina Pane
A metà strada tra Roma e Napoli

Elogio del Gaetano

...nel senso del cittadino di Gaeta: un enclave che mescola storia illustre a speculazione (non solo edilizia) Anni Settanta. Davvero un prototipo dell'identità italiana

La Marina di Serapo, a Gaeta, in questa stagione ancora così tranquilla, si presenta come una compatta teoria di edifici a due e tre piani, frutto dell’esplosione edilizia degli anni ’60 e ’70. Alcuni di questi edifici cercano di sfuggire all’anonimato presentando una facciata ruotata di quasi 90 gradi rispetto all’asse stradale, balconate aggettanti o […]

continua »