Nicola Fano e Silvio Perrella
Sullo sfondo di Ponte Morandi

Se cadono i ponti

Riflessione a due voci sul valore simbolico della tragedia di Genova. In occasione dell'uscita del libro di Silvio Perrella "Da qui a lì. Ponti, scorci, preludi” dedicato a ciò che ci unisce (e a come questo valore possa andare in crisi). Il libro sarà presentato oggi, 26 settembre, a Roma, alle 18.30 alla libreria Ibs da Giorgio Amitrano e Giovanni Nucci

Caro Silvio Perrella, quando è caduto il Ponte di Genova stavo leggendo il tuo libro Da qui a lì. Ponti, scorci, preludi (italosvevo, 80 pagine, 12,5 Euro, in libreria da oggi settembre). Si tratta di una raccolta di racconti e riflessioni su un tema specifico: che cosa ci unisce? I ponti, dici, sono posti tra […]

continua »
Nicola Fano
A proposito di “Di terra e di mare”

La vita è desiderio

Raffaele La Capria e Silvio Perrella hanno unito le loro voci in un unico libro dedicato alla vita, ai paesaggi, alle parole e ai pensieri che le sostengono

«Il desiderio è una parola molto, molto importante: è la vita, è l’appetito di vita. Il desiderio di mangiarsela, la vita». Occorrerebbe appuntarsela sui polsini, quest’affermazione, e rammentarla ogni volta che ci si trova a contatto con un altro da sé: vivere è desiderare; imparare la vita è imparare il desiderio (e insegnare la vita […]

continua »
Giuliana Vitali
A proposito di "Insperati incontri"

Elogio dell’errore

«Occorre tenere vivo l’umanesimo dell’errore. Credo che sia l’errore a produrre conoscenza. Chi ha parlato dell’energia dell’errore, ha colpito nel segno». Incontro con Silvio Perrella. A proposito di parole, città e poesia

Già dalla copertina realizzata da Maurizio Ceccato, si rivela lo spirito del nuovo libro di Silvio Perrella, Insperati incontri (Gaffi ed., 508 pagine, € 23,00): c’è un ombrello capovolto, quasi a voler riparare l’autore, raccogliendo la bellezza delle voci, dei suoni, delle immagini di intellettuali capitati nella sua vita d’improvviso… Silvio Perrella, qual è la […]

continua »
Dal 14 giugno a Villa Pignatelli

Tra poesia e teatro

Il Napoli Teatro Festival Italia dedica una lunga serie di incontri e reading ai rapporti tra la parola scritta e detta. La rassegna si intitola "Io e tu” ed è curata da Silvio Perrella

Curato da Silvio Perrella, si chiama “Io e tu” l’inedito programma di incontri dedicati alla poesia nell’ambito del Teatro Festival di Napoli. Che, per presentare l’iniziativa scrive: «Io e tu: sono i due pronomi dei poeti. L’io che scava in se stesso, come volesse arrivare al centro della terra. Il tu che si cerca, sporgendosi […]

continua »
Silvio Perrella
Anticipiamo un libro pubblicato da Gaffi

Metodo Pampaloni

«Io faccio un po’ come faceva Croce e lo dico naturalmente con tutte le distanze da mantenere»: ritratto di Geno Pampaloni in uno degli "Insperati incontri" che Silvio Perrella racconta nel suo nuovo libro

C’è chi definisce le sue recensioni «il giudizio raccontato». Lui, Geno Pampaloni, con l’abituale «impasto di orgoglio e umiltà», dice di essere un recensore privilegiato: «Intanto vivo a Firenze, e quindi decentrato rispetto al potere editoriale, e poi non sono legato e nessuna casa editrice». Ma queste sono ragioni che naturalmente non spiegano la sua […]

continua »
Nicola Fano
«Addii, fischi nel buio, cenni»

Un altro Novecento

Silvio Perrella ha costruito una personale galleria di "Antenati": da La Capria a Parise, da Calvino a Levi, da Ortese a Natalia Ginzburg. Insomma scrittori che si sono presi la responsabilità di costruire quello che oggi andiamo distruggendo

«La generazione dei nostri antenati fu per ragioni insieme storiche e anagrafiche l’ultima generazione dei padri e delle madri. Quelle che vennero dopo, distanziate anche di pochissimi anni, furono invece le generazioni dei figli. Figli e figli dei figli». Silvio Perrella lo dichiara nella prima pagina del suo denso catalogo di “maggior sui”: la sua […]

continua »
Domenico Calcaterra
Ritratto di un grande poeta

La compassione poetica

Nell'opera di Nino De Vita (appena raccolta in antologia a cura di Silvio Perrella) la geografia delle emozioni siciliane perde i suoi connotati certi e sconfina nella fantasticheria

C’è stato un tempo in cui, in Sicilia, l’apprendistato intellettuale passava dall’incontro, dal viaggio, dalla conversazione. Era un rito: un riconoscersi che fondeva geografia ed esperienza letteraria. Un tempo in cui parlare di un autore non poteva non rimandare a determinati luoghi, a una specifica dimensione culturale; entro un reticolo di mappe, di franche coordinate: […]

continua »
Silvio Perrella
Uno scrittore in visita

Gabbie a Milano

Chagall, Van Gogh, Giacometti, Bramante: a zonzo per le mostre della città. E alla fine un solo elemento unifica tutti gli sguardi, tutti gli artisti. Al di là dei tempi e degli stili. Forse, il problema, è proprio nel «guardare»

1. Inizio d’anno. A Milano. Giornate senza pioggia, non freddissime, luce geometrica. Si va a passeggio con gli occhi che cercano dettagli. Comparazione di Gallerie: quella di Napoli ha un’ariosità maggiore in alto; questa meneghina è più risolta in basso, e inoltre è stata fatta atterrare tra le due maggiori piazze della Città: tra il […]

continua »
Silvio Perrella
I quadri nel taccuino

Il fiore di Morandi

Uno scrittore racconta un pittore e una mostra a partire da un solo quadro: un fiore che esprime l'eleganza di Morandi e una sedia a sdraio che riassume i colori di Matisse

Sono giorni in cui il freddo si rintana negli angoli; sono giorni romani in cui il cielo si alza sopra di noi e le chiese aprono i loro portali. Sono giorni di mostre, d’inaugurazioni e di vernissage. La primavera arriva in Città anche nei musei e i giardini nei palazzi storici e nei parchi si […]

continua »
Silvio Perrella
Grande evento al teatro Diego Fabbri

Il mito Henry Cow

A Forlì, per un concerto eccezionale organizzato da “Area sismica”, ha suonato il mitico gruppo degli anni Settanta di “rock intellettuale”. E non è stata solo una goduria per nostalgici

Henry Cow è stata la più bella famiglia musicale – a capotavola sedeva il grande Robert Wyatt – che potesse incontrarsi negli anni Settanta. Una famiglia nomade e sempre pronta ad acquisire nuovi membri e a confrontarsi con altri musicisti. Se ne andava in giro riproducendo sul palco un ambiente illuminato da lampade un po’ […]

continua »