Andrea Carraro
Sul “Discorso sul romanzo moderno”

Berardinelli docet

Alfonso Berardinelli affronta il nodo della teoria del romanzo. E lo scioglie in favore dell'epica della realtà (quella del romanzo classico tradizionale) contrapposta all’epica dell’esistenza (il relativismo novecentesco). Uno scrittore ci racconta come e perché

Mi ha molto colpito, fra i libri letti ultimamente, il saggio di Alfonso Berardinelli Discorso sul romanzo moderno – Da Cervantes al Novecento, uscito nel 2016 dall’editore Carocci – nel quale il critico racconta in poco più di 120 pagine dense e stringenti come nasce e si sviluppa la forma-romanzo, «il genere più influente nell’Occidente […]

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Pasquale Di Palmo
“Light stone”, un esordio

Nel nome di Shoko

Critico letterario, studioso appassionato di Attilio Bertolucci, Paolo Lagazzi approda al romanzo. Con un’opera che esula dagli schemi precostituiti e che, attraverso la cronistoria di un’ossessione, depone sulla pagina le “intermittenze del cuore”

Paolo Lagazzi, uno dei nostri più rappresentativi critici letterari che si è misurato mirabilmente con l’opera di alcuni classici del nostro Novecento, pubblica a sorpresa il suo romanzo d’esordio, Light stone (Passigli, Firenze, 248 pagine, 18,50 euro). Il titolo è ripreso da un verso tradotto in inglese di Attilio Bertolucci, l’indimenticabile poeta parmense con cui […]

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Sabino Caronia
“Questi sono i nomi” di Tommy Wieringa

L’Io di Pontus Beg

Centrale anche in questo romanzo dello scrittore olandese il tema dell’identità. Che si sviluppa sui due fronti: quello del protagonista che si scopre ebreo e nel destino di un ragazzo emigrato

L’ultimo romanzo di Tommy Wieringa, Questi sono i nomi (Iperborea, 336 pagine, 17 euro), tratta temi attualissimi – l’emigrazione e la vergognosa tratta che ne fanno coloro che si offrono a questi disperati, ad altissimo prezzo, come soccorrevole ancora di salvezza, pronti invece ad abbandonarli a una morte certa –, ma raccordandoli con i temi […]

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Alberto Fraccacreta

Pietroburgo, una chimera

Adelphi ripropone il romanzo di Andrej Belyj nella luminosa traduzione di Angelo Maria Ripellino. Ambientato nell’epoca della rivoluzione del 1905, le sue pagine - dove tutto si afferma e tutto si nega - sono tra le più suggestive e folli della Russia letteraria

«Se poi ci si ostina a convalidare l’assurda leggenda che Mosca abbia una popolazione d’un milione e mezzo di abitanti, bisognerà riconoscere che la capitale sia Mosca, perché solo le capitali hanno una popolazione d’un milione e mezzo di anime, mentre le città provinciali non hanno, non hanno avuto e non avranno mai una popolazione […]

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