Lidia Lombardi
Lo scaffale degli editori

Dante e la bomba

Castelvecchi con coraggio pubblica un saggio di Carter P. Hydrick sull'atomica che sarebbe stata scoperta dai tedeschi e venduta agli Usa... Mentre Nicola Bultrini rievoca tutti i "detenuti" che si sono salvati leggendo Dante e la Commedia

Con coraggio, l’editore Castelvecchi pubblica un saggio storico controcorrente, volutamente ignorato dalla Rete, dove ormai ci si approvvigiona di informazioni e letture anche revisioniste. È L’atomica nazista di Carter P. Hydrick (380 pagine, 23,50 euro), nel 2016 alla terza edizione in Usa (la prima data 2004) ma mai uscito in traduzione italiana. A cimentarsi con […]

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Raoul Precht
Periscopio (globale)

Ascoltare Primo Levi

A cent'anni dalla nascita, ancora si impone, forte, il disagio di Primo Levi, mente lucida del Novecento non solo per quel che ha vissuto e raccontato, ma per come si sia posto l'obiettivo di vedere, parlare e farsi ascoltare

Nella letteratura italiana non sono mai mancati i suicidi: fra i più eclatanti del Novecento mi limito a citare quello del giovanissimo Michelstaedter – appena ventitreenne – nel 1910 a Gorizia, poi quelli di Pavese nel 1950 all’albergo Roma di Torino, di Morselli nel 1973 a Pavia, di Mastronardi nel 1979 a Vigevano, di Amelia […]

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Nicola Fano
A proposito di “Disorganici”

Il Novecento mancato

Filippo La Porta stila il catalogo degli intellettuali dimenticati nell'Italia stretta tra marxisti e cattolici ortodossi. Un libro che riflette sui limiti della formazione culturale (critica e creativa) di una intera generazione

«La sinistra ha perso quasi ovunque attrattiva, eppure, se rielaborasse il meglio della sua stessa tradizione – intrecciandolo con quello di altre tradizioni – e se si impegnasse, come auspica Langer, a dare spazio “alle molte voci dei piccoli, alle voci del Sud, alle voci di coloro che non scelgono di gridare e che non […]

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Andrea Carraro
Letteratura e Olocausto

La verità di Daša

È morta ieri, improvvisamente, la scrittrice croata Daša Drndić. Ripubblichiamo l'intervista che ci ha dato in occasione del suo romanzo "Trieste", un libro che mescola realtà e finzione nel segno del dolore

Daša Drndić, la grande scrittrice croata che tanta attenzione ha riservato all’Olocausto e ai conflitti razziali che hanno sconvolto in Novecento (anche nel suo tormentato Paese) è morta ieri a 72 anni. Tre anni fa, il nostro Andrea Carraro la incontrò in occasione dell’uscita del libro Trieste. Ripubblichiamo qui quell’intervista. —– Trieste della scrittrice croata […]

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Giuseppe Ceretti
Riflessioni per il Giorno della Memoria

Leggere l’Olocausto

Quando scomparirà anche l’ultimo dei sopravvissuti, e nessun racconto dell’inferno potrà più essere proferito, non resterà che la parola scritta come antidoto alla rimozione. Così i testi di Fallada, Jonas, Amery, Arendt, Wiesel, Weil, Levi sono un invito per le giovani generazioni a vincere l’indifferenza

Presto non resterà altro che la parola scritta a raccontarci della lunga notte della ragione. «Noi non c’eravamo», che altro potremo dire quando l’ultimo dei “salvati” tornerà a fare compagnia ai milioni di “sommersi”? Il grande libro dell’Olocausto esiste, non nei pur pregevoli compendi che recano tale titolo. È un immenso tomo composto da testimonianze, […]

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Valentina Di Cesare
La crisi in un libro del 1978

Il privilegio del lavoro

A quasi quarant'anni di distanza, "La chiave a stella" di Primo Levi è ancora un romanzo premonitore del rapporto sbagliato che il capitalismo d'oggi ha con il lavoro e con l'identità di chi lavora

«Io so bene quale terribile problema sia oggi in Italia e in tutto il mondo trovare lavoro e sentire se stessi investiti di una piccola funzione sociale. Posso solo dire che è difficile, ma chi a questo minuscolo acquisto di potere può arrivare dovrebbe percepire il fatto di lavorare bene non solo come un dovere, […]

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Sabino Caronia
Una poesia per Primo Levi

Col coltello nel cuore

Il valore simbolico della scrittura dell'autore di “Se questo è un uomo”, in qualunque forma si sia espressa - narrativa, poetica e anche nel suo lavoro di traduttore di Kafka - è profondo e intatto. La sua forza ci paralizza e ci fa riflettere sul senso di vergogna già evocato da Josef K

A trent’anni dalla morte la scrittura di Primo Levi ha sempre un profondo valore simbolico. Ricordate il sogno pieno di spavento descritto alla fine de La tregua? Primo Levi comincia a farlo appena tornato a casa dal campo di concentramento di Auschwitz, alla fine della guerra. Gli pare di trovarsi in mezzo a persone care, […]

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Andrea Carraro
Analisi di un classico da rileggere

L’arte di sopravvivere

«Lettera alla madre» di Edith Bruck è un capolavoro sull'assenza di senso della vita. Il romanzo di una “reduce“ sull’impossibilità di vivere davvero dopo Auschwitz

Edith Bruck – scrittrice ungherese, ma italiana d’adozione – ha scritto molti libri importanti. Ma io voglio parlare qui solo di un suo lungo racconto, o breve romanzo, Lettera alla madre (si trova in Privato, Garzanti, fra gli altri). Sono emerso dalla lettura di Lettera alla madre di Edith Bruck con il nodo alla gola. […]

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Giuseppe Giglio
Regali di Natale

Nostri fratelli scrittori

Cesare Pavese, Emilio Salgari, Primo Levi e Franco Lucentini: Demetrio Paolin va in cerca del filo (non solo letterario) che unisce questi autori. Tutti grandi e tutti suicidi

Gli scrittori – e ancor più i narratori – raccontano storie, si sa. Magari raccontano una propria storia, ma la narrano come se fosse la storia degli altri, di tanti. Non succede tutti i giorni, però, di imbattersi in scrittori che raccontano altri scrittori. Propriamente, raccontano: laddove una scrittura saggistica felicemente immaginifica cede alla narrazione, […]

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Pier Mario Fasanotti
«Ranocchi sulla luna e altri animali»

Il ragno di Primo Levi

Einaudi ripubblica una serie di scritti e racconti del grande autore dedicati al mondo degli insetti e degli animali. Piccoli ritratti che affrontano paure e pregiudizi che vanno ben oltre l'oggetto della narrazione

Primo Levi non è stato solo un eccezionale testimone di Auschwitz. Verso il campo di concentramento nazista partì, su un treno blindato, poco dopo il conseguimento della laurea in chimica. L’esperienza di scienziato attento e rigoroso si è riversata in pagine letterarie. Pagine limpide, così come è straordinariamente limpido il linguaggio di cui ha fatto […]

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