Loretto Rafanelli
L’esordio di Elisabetta Pigliapoco

Puri moti dell’anima

Una raccolta pensata in anni di lavoro e di riflessione sulla scrittura e sul pensiero di moderni e contemporanei. “La luce di taglio” dell’autrice marchigiana, docente di letteratura italiana, ha ora preso forma, ed è una prova di sicuro valore che segna una nuova presenza nell’universo poetico

La poetessa Elisabetta Pigliapoco, quarantenne marchigiana di Monsano, dopo molti lavori critici e una collaborazione con Umberto Piersanti all’Università di Urbino, ha pubblicato infine il primo libro di poesia: La luce di taglio, con l’editore milanese Archinto. Ne diamo volentieri conto e rileviamo subito che è una prova di sicuro valore, una nuova preziosa presenza […]

continua »
Giuseppe Grattacaso
A proposito di "Tiatru"

Teatro De Vita

La nuova, bella raccolta poetica di Nino De Vita è quasi una commedia umana fondata sul primato della parola. E nei ritratti giocosi della sua umanità c'è un appello a evitare di utilizzare le parole solo per deformare i fatti

Nell’ultima delle cinque sezioni che compongono il nuovo libro di poesie di Nino De Vita (Tiatru), interamente occupata dal poemetto Bberengariu, il protagonista, nel suo modo logorroico e scompaginato di rivolgersi al prossimo, in questo caso rappresentato dal poeta stesso, dichiara la sua ossessione per le parole: «Pizzuti su’, bbaioti, cummattusi / ‘i palori, ggilusi. […]

continua »
Roberto Mussapi
Every beat of my heart

L’Ospite folgorante

La luna cantata nel primo millennio dopo Cristo da Tu Fu, poeta che non guarda al travaglio della vita ma agli incanti della natura. Come in questi versi, dove l’astro celebrato più tardi dall’immenso Leopardi, qui è descritto come un essere vitale

Tu Fu, poeta della Dinastia dei T’Ang (618-905 d.C.) è una delle voci importanti della poesia cinese. Che ha un comune sentimento contemplativo della natura, intesa nella sua energia vitale. Non solo incanto del paesaggio, ma percezione di una sua vita atomistica. Lirica distante dal travaglio che segna altri grandi poeti cinesi, dal turbinio dei […]

continua »
Francesco Improta
A proposito di “Artigianato sentimentale”

Come dire dolore

Il tempo, l'acqua, la solitudine: un nuovo "male di vivere" affiora nitido nei versi di Gabriele Borgna. È quello del conflitto tra la vita e l'«ora bugiarda» delle illusioni

Gabriele Borgna con il suo esordio poetico, Artigianato sentimentale (casa editrice puntoacapo, 8 euro) s’inserisce nel solco tracciato da quella schiera di poeti trentenni, tra i quali mi piace ricordare Maria Pia Romano, Ilaria Palomba, Gabriele Calloni, Luca Perrone e Melania Panico, che, in questi ultimi anni dopo un periodo in cui la poesia è […]

continua »
Flavio Fusi
Cronache infedeli

Poesie dal naufragio

Ricordo di Izet Sarajlic, un poeta che ha identificato se stesso con Sarajevo. Non abbastanza musulmano, non abbastanza cristiano, non abbastanza jugoslavo, non abbastanza bosniaco: uomo del mondo. E del Novecento

Scrivi Izet Sarajlic e leggi: Sarajevo. Ricorda Predrag Matvejevic: «Le ragazze della Promenade Wilson, alla periferia della città, recitavano le sue poesie d’amore, che conoscevano a memoria». Intellettuale e poeta integrale, nel cuore, nella testa e nella carne, Izet (Kiko) ha legato l’intera sua vita alla città sacrificata in una sorta di massacro rituale sull’altare […]

continua »
Giuseppe Grattacaso
A proposito di “Amorosa sempre”

Parole per l’Assoluto

La nave di Teseo riunisce tutta l'opera poetica di Roberto Carifi: un autore che usa la scrittura per cercare di avvicinare sé e il lettore a un'idea ultraterrena di Assoluto. La poesia come strumento di speranza e attesa

La poesia di Roberto Carifi si muove a partire dall’idea che esiste un Assoluto, il fine verso cui deve muoversi ogni esperienza umana e che diventa dunque l’oggetto ultimo della comunicazione poetica. Esiste una sommità, che non può essere messa in dubbio, che in qualche modo è parte di noi e che, pur nella sua […]

continua »
Roberto Mussapi
Every beat of my heart

La grande sete

Il poeta è il “trovatore”. Ma come spiega il grande Rabindranath Tagore, sono i canti non ancora cantati il grande interrogativo. L’arte non risiede nel “trovare”, ma nel cercare, continuamente. È quello che ancora non è stato concepito a rendere ansiosi: «Potrò portare quello che ancora non ho avuto… sull’altra sponda dell’Oceano?»

L’avventura del poeta, come qui narrata da un grande poeta, l’indiano Tagore, premio Nobel, è un continuo cercare. Noi sappiamo che poesia è definita in Occidente come troubar, trovare, l’arte dei Trovatori, coloro che scoprono, rinvengono, quindi sanno trovare ciò che diversamente non appare. Certo, questo vale per ogni poeta. Ma Tagore sottolinea come l’ansia […]

continua »
Francesco Improta
A proposito di "Non ero preparata"

Mute parole

Quella di Melania Panico è una poesia di legami e di perdite, di fughe e di ritorni, di rotture e di conciliazioni in cerca di qualche forma di asso­luzione

Melania Panico, autrice di Non ero preparata (editore La vita felice, euro 10), in sintonia con illustri predecessori quali Baudelaire, Proust, Barthes e Biamonti, è convinta che un’opera – poco importa che sia in versi o in prosa – non debba rimandare ad altro da sé, che la componente autobiografica, cioè, abbia una rilevanza marginale […]

continua »
Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Genova per Sinisgalli

Tra i nostri grandi poeti del Nocevento ce ne sono molti la cui fama è stata oscurata dai Maestri Ungaretti, Montale e Luzi. Tra questi Leonardo Sinisgalli, molto amato dall'autore dell’“Allegria” che lo scoprì. Qui annoverato, con i versi presentati, tra i cantori più ispirati della città che incanta

Per colpa di Montale e Ungaretti, e poi del più giovane Luzi, tanti poeti importantissimi del Novecento italiano non hanno la memoria e la gloria che meriterebbero. La colpa dei tre Maestri è di essere stati così grandi, da incolpevolmente oscurare i nomi di autori di valore assoluto. Quasimodo è stato sopravvalutato in vita, ma […]

continua »
Loretto Rafanelli
“Folla delle vene. Il museo che di me affiora”

Iacuzzi: il colore rosa e schegge di vita

Si presenta domani a Roma la quinta stazione del racconto in versi e a colori che il poeta toscano tesse, tra invenzione e biografia, nelle sue raccolte. Un libro, questo, che «invoca un riscatto, una innocenza, un riconoscimento a un’esistenza lieve, una partecipazione alla vita fuori dalle violenze e dalle malattie del nostro tempo»

Una «salmodia di voci rese fraterne da un comune retaggio di sofferenza e dolore» diceva Giovanni Giudici riguardo la poesia di Paolo Fabrizio Iacuzzi, folgorante e preziosa indicazione su una scrittura che ci appare, appunto, segnata da una traccia indelebile di anfratti e distese di ferite antiche e rinnovate. Una poesia che, ancora una volta, […]

continua »