Pier Mario Fasanotti
A proposito di "Uccido chi voglio"

Il suggeritore di libri

Fabio Stassi ha scritto un romanzo misterioso e complesso, che cita continuamente Carlo Emilio Gadda (la storia è ambientata in Via Merulana) e riflette su una domanda cruciale: qual è il rapporto tra la realtà e la letteratura?

Il protagonista di questo originale romanzo, senza dubbio tra i migliori pubblicati dalla Sellerio (Uccido chi voglio di Fabio Stassi, 279 pg. 14 euro) è nato a Nizza 50 anni prima (sa soltanto che è stato concepito all’hotel Negresco), ma da molto tempo abita a Roma, dove ha frequentato l’università. Si chiama Vince Corso e […]

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Lidia Lombardi
Lo scaffale degli editori

Nel cuore grande della disperanza

Mentre il successo del romanzo di Valérie Perrin premia le Edizioni e/o per aver puntato ancora su un autore sconosciuto, Fandango sceglie scrittori controcorrente. Come Mimmo Rafele e Giulio Cavalli che pone a se stesso e ai suoi lettori una domanda: “quando avete perso la speranza”?

Non va poi tanto male per l’editoria. Le vendite sono calate, è vero, ma soltanto del 7 per cento. Eppure nella scorsa primavera, con le librerie chiuse per lockdown, il settore paventava il disastro. Invece no, certifica adesso l’Aie, Associazione Italiana Editori: tra luglio e settembre il settore romanzi-varia è al -7 per cento rispetto […]

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Tina Pane
A proposito di "Bagnoli. L’ultimo casco giallo”

Bagnoli e il mito

Chi la chiama Italsider, chi Ilva, chi semplicemente Acciaieria, chi Bagnolifutura: di certo, l'ex area industriale a Nord di Napoli rappresenta una ferita non rimarginata. Giovanni Capasso ripercorre tutte le trame di questa storia dal finale amaro

Esiste più di un termine, a Napoli, per indicare le vicende dell’Acciaieria: qualcuno dice semplicemente Bagnoli, che è il toponimo del quartiere dove sorgeva, qualcuno la chiama Italsider, o addirittura Ilva, col nome della prima società fondata nel 1905; qualcuno salta direttamente a Bagnolifutura, dal nome della società che si è occupata della trasformazione urbana […]

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Davide Puccini
A proposito di "Nomi propri"

Poesia da seduto

La poesia di Claudio Pasi dimostra come non sia necessario spaziare per l'universo mondo per essere universale. I suoi versi si aprono alla vita (e alla riflessione sulla morte) pur rimanendo legati al suo paese, Molinella

Dopo venticinque anni di silenzio poetico, interrotto soltanto da qualche sporadica anticipazione in rivista, Claudio Pasi dà alle stampe due libri a poca distanza l’uno dall’altro, Nomi propri (Amos 2018), di cui ci occupiamo e Ad ogni umano sguardo (Aragno 2019, clicca qui per leggere la recensione di Giuseppe Grattacaso), entrambi caratterizzati da una voce […]

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Leonardo Tondo
“Foto di classe” di Giuseppe Grattacaso

Ripensare la scuola nell’era del Covid

I conflitti degli allievi, ma anche quelli degli insegnati, le speranze e le delusioni, le paure e le incertezze osservati dall’autore con l’occhio esperto del professore e la sensibilità sottile del poeta. Con l’intento di far riflettere sulle vere necessità della comunità scolastica

Dall’ultimo banco di una ipotetica aula scolastica in rappresentanza di tutto il sistema educativo, un professore ritornato studente guarda i suoi alunni, commenta le loro ansie e aspettative in un momento straniante come quello attuale, nell’anno 1 dell’era Covid. Il mitico ultimo banco diventa un’occasione per guardarsi dentro e per allargare la visione a quanto […]

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Pier Mario Fasanotti
Consigli per gli acquisti

Net e Carofiglio

Andrés Neuman racconta il mondo visto attraverso internet; Ermanno Cavazzoni approda nell'universo splatter; Gianrico Carofiglio affronta nuovi casi giudiziari. La letteratura di genere cerca nuove strade

Storia di Net. È un giovane uomo e si fa chiamare Net, anche se il suo nome è un altro. Quello vero è sostituito con Net perché ha a che fare con Internet. Sta per ore davanti al computer e, con ritmo ossessivo, scrive a Marina. A lei racconta tutto. Anche della sua famiglia disastrata […]

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Pier Mario Fasanotti
A proposito de “Le vite che nessuno vede”

Le donne dell’Amapà

Ci sono le levatrici dell'Amazzonia che pregano un Dio femmina, il ragazzo saggio del Rio Grande che cavalca una scopa e la vittima delle multinazionali: Eliane Brum racconta il Brasile segreto. Quello che Bolsonaro sta distruggendo

Il Brasile è soltanto un nome. Quello dato a varie diverse regioni, ciascuna delle quali ha le proprie credenze, le proprie magie, le proprie condizioni di vita, i propri poveri, i propri matti. Un’accozzaglia di differenze, attualmente governate – si fa per dire – dal presidente Bolsonaro che col graduale abbattimento degli alberi dell’Amazzonia ruba […]

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Giuliana Bonanni
Finestra sul mondo

Il caso Carrère

Emmanuel Carrère ha raccontato la fine del suo matrimonio nel suo nuovo romanzo, "Yoga". L'ex moglie si è arrabbiata e ha minacciato querela. Il Goncourt ha escluso il libro dal premio. Insomma, una perfetta strategia di lancio...

Un romanzo controverso prima selezionato e poi eliminato nella corsa per il Premio Goncourt, lo scrittore mito Emmanuel Carrère contestato dall’ex moglie per averla citata senza il suo accordo e di aver mentito, ed ecco che l’uso della forma retorica della “ellissi narrativa” si ritrova al centro di un dibattito che dall’olimpo delle pagine letterarie […]

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Roberto Verrastro
A proposito di “Unwritten Constitutions”

Da Hegel a Schmitt

Samuel Heidepriem, nell'analizzare il pensiero di Hegel e di Schmitt in materia di “costituzioni non scritte", arriva a riflettere sulla nuova destra mondiale. E sul suo tentativo di rivoluzionare leggi, valori e convenzioni come fossero "leggi da riscrivere"

«La nostra situazione politica globale nel XXI secolo ha questo in comune con la Repubblica di Weimar: le istituzioni liberali sono ampiamente consolidate e tendono a definire le normali aspettative della vita pubblica (diritti individuali, pluralismo, governo rappresentativo), ma questa normalità è costantemente e spesso violentemente messa in discussione». Proprio come accadeva nel 1928, durante […]

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Raoul Precht
Periscopio (globale)

La Parola secondo Louise Glück

Qualche considerazione in margine a Louise Glück e alla sua poesia dopo il conferimento del Premio Nobel. Nei suoi versi c'è il senso ultimo delle parole che, nella loro semplicità, esprimono concetti e cose molto più complesse di loro

Nel conferimento del premio Nobel per la letteratura alla poetessa newyorchese Louise Glück ci sono numerosi motivi di soddisfazione, anche a voler prescindere dal valore intrinseco dei suoi versi. In primo luogo, il fatto che i riflettori vengano nuovamente puntati sulla poesia, dopo la doppia premiazione di narratori – Olga Tocarczuk e Peter Handke – […]

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