Leopoldo Carlesimo
Un racconto inedito

Cena in famiglia con piscina

«...Poi qualcosa doveva essersi inceppato nel suo cervello o nei suoi dintorni. Le olimpiadi erano sfumate. Possibile conseguenza dell’interruzione degli allenamenti, gli piombarono addosso alcuni chili di troppo e una stempiatura precoce»

Cena in famiglia con piscinaLi ammutolì tutti, quella scena. Se mai vi fu dell’audio in sottofondo, qualcuno ebbe cura di ruotare la manopola e azzerarlo. Ripensandoci, dovettero certamente esservi grida, movimento. Ma chi osserva i fatti dall’esterno non li coglie. Coglie solo l’immagine plastica, necessariamente priva di suono, della donna in piedi dentro la vasca, […]

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Leopoldo Carlesimo
Parole e ombre/3

Due primitivi

«Tobia si presentò all’ora dell’aperitivo strappandomi a un crocchio d’infettivologi e mi offrì un drink sulla magnifica terrazza dell’albergo affacciata sull’Atlantico»

Immagine di Helo Ha un’aria quasi felice, in mezzo a tutte quelle donne. Lo sguardo vacuo, velato di demenza senile. Capelli candidi e fini che alle sue spalle Nuria, una splendida ragazza nera alta e magrissima, pettina con riguardo rispettoso. Accoccolata tra le sue ginocchia Haya, la più giovane dell’harem, lo sta sbarbando. Altre ragazze […]

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Leopoldo Carlesimo
Una storia inedita di vacanza e montagna

La ciotola di Pit

«Quel giorno Martina giocava sul prato con Pit, il gigantesco cucciolone. Così estroverso e allegro. Che aveva sempre voglia di farsi accarezzare e pareva nutrire una predilezione proprio per loro, forse perché erano l’unica coppia ospite del maso che avesse un bambino»

Gli pareva inverosimile che tutto fosse rimasto come allora. Il cane, persino il cane. Ricordava in modo impressionante quel mostro di Pit. Il cane – un grosso pastore calabrese dal pelo lungo e nero, il testone da lupo col muso un tantino schiacciato, abbastanza simile a un Terranova – era sdraiato su un fianco quasi […]

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Leopoldo Carlesimo
Una storia inedita

Anna Clara Roghùn

«I suoi sforzi erano tutti orientati a cercare una lettura egoistica, affidabile. Di chi altro avrebbe dovuto preoccuparsi, se non di se stessa? E quali orientamenti avrebbe dovuto seguire, se non i suoi desideri?»

Non ricordava più esattamente quando aveva cominciato a pensarci. Ma era persuasa che quell’idea le si fosse insinuata nel cervello fin dal primo momento. Anzi, forse le era apparsa fugacemente ancor prima che la cosa accadesse. Per cui lasciarla avvenire, poi, fu in qualche misura un atto deliberato. Tuttavia non era questo il punto. Il […]

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Leopoldo Carlesimo
La cena di Esther/3

Tregua in Namibia

«Il nuovo posto fu in Namibia. Nel sud del paese, poco lontano dal confine sudafricano. Un deserto di pietra in cui il Fish river intaglia un canyon e a qualcuno era venuto in mente di costruirci su una diga»

Riassunto delle puntate precedenti. Roghùn, Tajikistan, cantiere di costruzione di una diga, Esther ha invitato a cena alcuni colleghi di lavoro. Mentre finisce di cucinare e si prepara a ricevere gli ospiti, ripercorre le tappe del suo travagliato matrimonio con Linaldo. Lavorano entrambi lì a Roghùn, Linaldo come capocantiere, Esther come responsabile del magazzino. Dopo […]

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Leopoldo Carlesimo
La cena di Esther/2

Uomini a tavola

«Non le era mai andato a genio Furio… E che razza di idea, quella di Linaldo! Una delle sue solite trovate né carne né pesce… invitarlo a cena, a una settimana dalla cerimonia del primo giro di turbina a Roghùn»

Riassunto della prima puntata. Roghùn, Tajikistan, cantiere di costruzione di una diga. Esther ha invitato a cena alcuni colleghi di lavoro, nel suo alloggio del campo. Mentre finisce di cucinare e si prepara a ricevere gli ospiti, ripercorre le tappe del suo matrimonio con Linaldo. Lavorano entrambi lì a Roghùn, Linaldo come capocantiere, Esther come […]

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Leopoldo Carlesimo
La prima parte di un racconto inedito

La cena di Esther

«Il periodo in cui era passata più vicino a quella che adesso definiva "trappola" erano stati i primi anni di matrimonio, quando ci avevano creduto davvero, lei e Linaldo, o quanto meno ci aveva creduto lei»

“Un caprone morto per fare pace… Che razza di uomo può offrire alla sua donna una carogna di  capra per fare pace?” Si disse Esther. Cominciava a rinfrescare. Aveva lasciato la porticina sul retro aperta, il controtelaio a zanzariera impediva a insetti e altri animali di penetrare nell’interno. Fine novembre, la sera calavano i primi […]

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Leopoldo Carlesimo
Cronache dall'Italia sospesa

Quattro cani per strada

«Si chiamano Dic, Duc, Fac e Fer e sono quattro evasi. Stamattina alle sei, complice la sorveglianza insolitamente lasca del canile municipale, hanno approfittato di una gabbia lasciata sbadatamente aperta e sono fuggiti»

Immagini di Roberto Cavallini Per le strade deserte vagano quattro cani. Nessuno di loro lo sa, ma da qualche giorno una misteriosa epidemia infuria in città. I nostri quattro s’aggirano per quartieri desolati, insolitamente silenziosi. Saracinesche abbassate, negozi chiusi. Davanti ai pochissimi esercizi commerciali aperti rade file di umani attendono, ben distanziati, il loro turno. […]

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Leopoldo Carlesimo
La prima parte di una storia di cantiere

Il primo invaso

«S’alzò dalla scrivania, andò al fornelletto piazzato su uno scaffale dell’archivio e mise su la moca. Linaldo si lasciò cadere sul divano davanti al tavolino basso. Pareva stanco. Pareva scoraggiato. Fu lui a rompere il silenzio»

Quando Linaldo vide la piccola sorgente d’acqua ai piedi del rilevato, capì d’essere nei guai. Fermò il pick-up sulla piattaforma e fissò la polla. Più in là di così il fuoristrada proprio non poteva andare, l’ultimo tratto di pista era già un pantano, gli pneumatici slittavano nel fango. Scese e avanzò a piedi, tastando il […]

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Leopoldo Carlesimo
Un racconto inedito

Gita a Tashkent

«A Tashkent! Che diavolo ci vanno a fare, pensò. Non la capiva più, Linaldo, quella smania che hanno i giovani di fare i vagabondi in cerca d’avventure, di misurarsi esplorando luoghi strani. E sì che anche lui, quand’era giovane, nei suoi primi cantieri, aveva fatto più o meno lo stesso»

Quando il bulldozer passò sull’altra sponda del fiume, le oltre duemila persone stipate sul terrapieno applaudirono. E gli altri diecimila, che sul terrapieno non avevano trovato posto ed erano schierati sul crinale della montagna, fecero eco battendo mani e piedi. Il drone con la telecamera riprese in primissimo piano la scena, da un’angolazione che nessuna […]

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