Giuliano Compagno
È morto Diego, viva Diego

Impossibile Maradona

Di Maradona vogliamo celebrare il passaggio simbolico nel mondo dei giochi, il suo resistere a ogni idea di combinazione, di perfezione. E la sua fallibilità, che andava ben oltre l’ipocrisia di quella società di compulsivi a cui egli non apparteneva

Diventai del Napoli che ero un bambino in cerca di una maglia. All’epoca, se non avevi un padre tifoso oppure legatissimo alla città natìa, la squadra la sceglievi verso i sei anni e non era mai la stessa del fratello maggiore. Enrico era già della Roma e quell’estate il Napoli aveva acquistato un giocatore formidabile: […]

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Giuliano Compagno
Covidiario di un contagiato/13

Sontag, Guibert e le cicatrici

«Io termino questo breve diario. Ho pianto e sorriso da solo, nel rendermi conto di quanto per me fosse prezioso tornare alla giusta distanza dagli scrittori e dalle opere della mia vita. Da domani tornerò a leggerli con un’altra riconoscenza»

Non rilevato, non rilevato, negativo. Ho spizzato il nuovo referto come se aspettassi il quinto colore tra la curva dei cuori e l’angolo dei quadri. Alle sette del mattino di domenica, tre settimane esatte dal primo sintomo, il mio alter ego è dichiarato contumace. In effetti erano già due giorni che non dava più segni […]

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Giuliano Compagno
Covidiario di un contagioso/12

Filippini e l’amore

«Per giorni il pensiero corrente ha prodotto il riflesso di dolore delle mie piccole figlie al momento di sapere quel che avrebbe ecceduto i limiti della loro comprensione. Il dolore che avrebbero provato solo al ricordo e in mancanza dei nostri baci...»

 In una fotografia di qualche anno  fa venni così fuori fuoco da dubitare che qualcuno l’avesse scattata per davvero. La medesima sensazione la provavo ogni qual volta, stanco, salutavo Irene e Sabina dopo un periodo trascorso insieme. Mi sarei coricato, avrei assaporato quell’inerzia tanto agognata, dopo di che mi sarei sorpreso in uno stato di […]

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Giuliano Compagno
Covidiario di un contagiato/11

Rivera e lo stile

Circoscrivere lo stile di Rivera al suo esercizio calcistico, gli si farebbe un torto. Alternava fasi di compita andatura lenta a scatti velocissimi, palla al piede, durante i quali sembrava pattinasse sull’erba. Un’eleganza da rasentare il dandismo»

Se mi fossi arreso, avrebbe vinto. Se lo avessi fatto, sarei stato battuto e infine eliminato. Ho opposto una resistenza discreta, niente di eroico. Ho cercato di non dare a vedere che mi battevo. Non ho sabotato alcuna delle sue ordinarie attività né ho messo in atto una qualche controffensiva. Direi che ha combinato tutto […]

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Giuliano Compagno
Covidiario di un contagiato/10

Perec e l’estro

«Nel recedere un passetto alla volta, il mio invasore si sorprende a leggere un diario che in parte segue quei canoni della narrativa infraordinaria, che Perec aveva assunto a poetica d'autore...»

La distrazione dello scrivere è anche un esercizio difensivo: è per ridurre i rischi di contagio che si cambia discorso? Con tutta la fantasia che posso spenderci, l’investigazione non va oltre il perimetro di un bar, né supera quel tavolino da due in una pizzeria anni Settanta. Il mio untore segreto viene perdonato di conseguenza. […]

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Giuliano Compagno
Covidiario di un contagioso/9

Landolfi e il sintomo

«Come scrive Ferroni nella sua Storia della letteratura italiana: “Da Cancroregina in poi, Landolfi crea una nuova forma di diario artificiale, che ruota attorno all’esperienza personale mischiando dati reali e dati fittizi”»...

Leggo il referto, tre parole: rilevato, rilevato, positivo. In assenza di angoscia c’è anche un limite alla sospensione. Tiro un sospiro di sollievo. Siamo davvero ad armi pari, anzi sgorbio, sono avanti io. Si direbbe che diagnosi e sintomi coincidano su un piano di realtà. Si direbbe ma è il contrario perché, se pure il […]

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Giuliano Compagno
Covidiario di un contagiato/8

Delpy e il dimorare

«Ero desolato. In quel seguire dei giorni ve ne fu uno che si annunciò diverso. Al cinema davano “Before Sunrise” con Julie Delpy! Il punto appena battuto esclamerebbe il mio accresciuto sentimento per la Trasognata...»

La questione è chiusa: sono la sanità pubblica di me stesso. Ho una batteria di medicinali da ordinare e chiamo la farmacia. Alessia trascrive e domanda notizie col suo bel tono basso, lievemente esotico. Poi succede che sull’uscio appare un fiordilatte Pettinicchio. Come se avesse camminato sul suo cappellino, Mi viene da abbracciarlo. Ma la […]

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Giuliano Compagno
Covidiario di un contagiato/7

Camus e l’ascolto

Daria mi parla con molta calma e mi racconta cosa mi accadrebbe se l’ambulanza partisse con me dentro. Sarei nella settima vettura in fila e in attesa di nulla

A tarda sera cedo al fuoco incrociato degli affetti. La febbre si alza di nuovo, il saturimetro tocca affannosamente i 90, il tempo e me restiamo immoti. Ricevo messaggi e telefonate che hanno il senso, immagino, di scuotermi. Sono due dottori, è la madre delle bambine, è la mia compagna, sono amici di una vita, […]

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Giuliano Compagno
Covidiario di un contagiato/5

Flaiano e l’acutezza

«Ennio Flaiano pensava che l’infanzia fosse l’unico luogo che proprio non riusciamo ad abbandonare. E intanto sento le voci di Irene e Sabina che mi dicono: “Papà, vinciamo noi!”»

Dovevo svegliarmi alle sei, non ci sono riuscito. Ho chiamato il mio caro accompagnatore e l’ho avvisato del ritardo. Mi ha risposto che il tempo gli stava passando ugualmente e che mi avrebbe atteso sotto casa. Con me ho portato una bottiglia di acqua, un paio di bicchieri, due cornetti del giorno prima (ancora buoni), […]

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Giuliano Compagno
Covidiario di un contagioso/4

Beckett e la lentezza

«Ora sono una specie di lumaca che sotto di sé raccoglie il proprio respiro. Ci sono delle condizioni penose che ci trovano pronti a tutto. L’energia che ho accumulato in mezz’ora la restituisco all’urgenza di fare pipì»

Cade ogni dubbio. I sintomi andavano in ordine sparso e io non credo ai residui. Cerco forze e non ne trovo. Devo muovere il corpo con lentezza. Non penso di esser l’unico vivo e non considero gli altri delle ombre. Anzi, devo comportarmi come fosse il contrario. A pensarci, un regista si dimostra davvero bravo […]

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