Giuliano Capecelatro
La società drogata di "sport"

Il dio pallone

La denuncia arriva dal “Guardian”: la costruzione degli impianti e delle infrastrutture che ospiteranno i prossimi mondiali di calcio in Qatar è già costata seimilacinquecento morti. Quasi il tributo a una nuova religione pagana fatta di soldi, affari e (troppe) pedate

Seimilacinquecento morti. Perché il pallone continui a rotolare gioioso e indisturbato sugli schermi di tutto il pianeta, per saziare i miopi occhi degli appassionati, per tenere sempre accesa la macchina pompasoldi denominata calcio, per sfondare di denaro le tasche capienti dei maggiorenti del sistema e dei loro tirapiedi. E, infine, per celebrare con il dovuto […]

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Giuliano Capecelatro
A proposito di “Helgoland”

L’isola dei Quanti

Carlo Rovelli racconta come un romanzo l'avventura scientifica e umana di Werner Heisenberg e la nascita della fisica quantistica. La scoperta che cambiò l'umanità e ne certificò, in modo definitivo, l'indeterminatezza

Ci sono isole – frammenti, particelle di mondo, dell’esistere – dove tutto cambia; la prospettiva abituale si ribalta; ogni cosa appare diversa agli occhi di chi guarda. Un’illuminazione, un’epifania, l’estasi di Heidegger, vecchio volpone criptocattolico. Può essere l’isola di Prospero, quella che non c’è di Peter Pan. O Helgoland. Nel Mare del Nord. L’Isola Sacra. […]

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Giuliano Capecelatro
A proposito di "Dominio"

Religione del denaro

Marco D'Eramo analizza il percorso che ha trasformato i principi del liberismo economico in una vera e propria ideologia indiscutibile. L'unica che oggi si impone ovunque, dettando etica e comportamenti. A vantaggio di pochi, ovviamente

La domanda sorge spontanea appena terminata la lettura di Dominio, il più recente lavoro di Marco D’Eramo. Una scudisciata a coscienze da tempo sonnacchiose. Quale Gorgone mai ci ha impietriti e impedito di scendere in strada per dar vita a un nuovo 1789, intonando furenti Ah! ça ira, ça ira ça ira ….? Perché le […]

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Giuliano Capecelatro
Il mondo ai tempi del Coronavirus

Sanzionabile!

Storia di un viaggio mancato in Svizzera. Fra addetti all'immigrazione clandestina, Alpi prive di neve, bagagli che si perdono, taxi vuoti e, soprattutto, tutori della legge inflessibili. Fino alla scoperta di un nuovo mostro: la sanzionabilità

Sanzionabile. Alla fine di tutta questa storia bislacca di virus, respingimenti, Rappresentanti della Legge, che ognuno l’interpreta a modo suo, una valigia che rincorre nei cieli il proprietario e proprietario che dispera di ritrovarla, di un aeroporto mutilato, silente come un cimitero, anelli in sequenza di ordinaria follia da Coronavirus, l’unico lascito corposo e indelebile […]

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Giuliano Capecelatro
Gli opinionisti da social

Heidegger e le chiacchiere

Parole contro parole, nulla contro nulla: l’una vale l’altra. Martin Heidegger, senza nemmeno poter chiamare in causa facebook e twitter, aveva già capito i confini della tirannide delle banalità in cui noi oggi viviamo

Bisogna dargliene atto. Il vecchio Martin Heidegger aveva colto nel segno. Insomma, aveva visto giusto. Con largo anticipo sui tempi. Un profeta, via. Anche se, è giusto dirlo, ci era arrivato forse un po’ casualmente; non era davvero quello l’obiettivo cui mirava; non gliene poteva importare di meno. Lui era tutto preso dalla faticosa ricerca […]

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Giuliano Capecelatro
Riflessioni in margine al virus

L’Io e l’Apocalisse

La lotta fra pattuglie aggressive di Io e un esercito di Altri sotto forma di nemici da abbattere si radicalizza nel terrore dell'infezione. Ma, forse, l'apocalisse che stiamo vivendo può essere una rivelazione...

Giambattista Vico non avrebbe il minimo dubbio. Traversia, certo; come negarlo? È atroce, giorno dopo giorno, la conta dei morti; è terribile, giorno dopo giorno, osservare la curva ascendente degli infetti, il suo allargarsi a macchia d’olio quasi in ogni angolo del globo. Ma come ogni traversia che si rispetti, anche il Covid-19, o Coronavirus […]

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Giuliano Capecelatro
A proposito di "Cacciateli!"

Ordinario razzismo

Concetto Vecchio ricostruisce l'ondata razzista nella Svizzera di James Schwarzenbach nel dopoguerra, quando gli esclusi erano gli italiani. Quasi una metafora storica del nostro triste presente

È un urlo. Non quello di Edvard Munch – magari! – che scaglia dagli abissi dell’anima un’assoluta angoscia esistenziale. È un urlo anch’esso, certo, ma scevro di ogni tragica nobiltà, di ogni istanza ascetica. Ha un che di ferino, di torvo, di primordiale. È l’urlo rabbioso del branco che fiuta nell’aria quello che ritiene un […]

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Giuliano Capecelatro
Cartolina da Berna

L’Ämmitalianer

Dialogo tra un napoletano e uno svizzero («metà Emmental e metà italiano») alla ricerca di una inesistente "purezza etnica". Perché la vita è un miscuglio di contraddizioni: la Storia e gli individui lo dimostrano

La Roma… la Roma.  Perché poi la Roma? Non capisco. «Roma, al contrario è Amor, no? Ed è così. Arrivo a Roma, venticinque anni fa, resto incantato. Dalla città. Dalla gente, orgogliosa di essere romana, ospitale, dal cuore aperto.  Poi incontro il grande amore della vita, mia moglie». Bella cartolina, un’apoteosi dei sentimenti, va bene. […]

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Nicola Fano
A proposito di "Una domenica d'aprile”

Un calcio ai ricordi

Giuliano Capecelatro racconta la storia di un uomo che improvvisamente si imbatte nella memoria di sé inseguendo il mito di una partita di calcio. Quella (del 1958) quando il Napoli batté la Juventus

Una remota domenica d’aprile, il Napoli batté la Juventus: l’epica popolare di quell’evento, anzi l’epica della memoria personale di quell’evento è destinata a cambiare la vita di Ugo, il protagonista di Una domenica d’aprile, appunto, nuovo romanzo del nostro Giuliano Capecelatro (Ianieri edizioni, 303 pagine, 16 Euro). Però, per entrare meglio in questo groviglio di […]

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Giuliano Capecelatro
Una (ambigua) moda collettiva

Tu sei populista!

In nome di un generico ugualitarismo, i rapporti tra estranei sono sempre più spesso dominati da un "tu" onnicomprensivo e livellante. Ma davvero il "tu" rivela che “siamo tutti uguali"? Non è un finestra aperta aperta sul populismo corrente?

Straniante. Sei lì, in attesa di chiedere un caffè. Unico rimedio per strapparsi al nirvana e tuffarsi nel rumore del mondo. “Che ti do?”: è come il pugno con cui Carlos Monzon mise definitivamente al tappeto Nino Benvenuti. Da dietro il bancone zincato ti guarda senza guardarti un/a ragazzo/a; quasi ancora adolescente, impegnato/a in un […]

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