Gianni Cerasuolo
La morte del grande campione

Il pianto di Lauda

Ha resistito a uno degli incidenti più terribili della storia della Formula 1 quando sembrava ormai una cosa sola con la macchina. Ma in realtà guidava con il cuore, come quando pianse di paura, in Giappone... Omaggio a Niki Lauda

No, non era un “computer”, Niki Lauda. Il freddo, distaccato viennese che programmava ogni cosa dentro e fuori le piste, secondo la vulgata giornalistica. Era emotivo, Niki, aveva la lingua tagliente e le cose non le mandava a dire. «La Ferrari ha una macchina di merda…» resterà la sua hit, non un giro di valzer, […]

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Gianni Cerasuolo
A venticunque anni dalla morte del campione

Ayrton, la leggenda

Buttò fuori pista Prost e venne ricambiato, non sopportava Schumacher e una volta lo prese per il collo, fece a botte con Mansell ed Irvine. Non amava il Circo Formula Uno. Ma è stato il più grande: Ayrton Senna

Ayrton Senna da Silva è stato come Achille, il più grande degli Achei, una furia in pista, il suo campo di battaglia. Forse era il migliore dei piloti, lasciava tutti dietro sul giro secco, l’uomo della pioggia quando l’acqua cadeva abbondante sulla corsa. E come l’eroe omerico fu generoso con gli amici e capace di […]

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Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Anna e Ramon

Via Veneto, inizio anni Sessanta, una grandissima attrice e un calciatore play boy ballano un tango fino all'alba. È la favola (probabile) di Anna Magnani e Ramon Lojacono: un pezzo di storia italiana ricostruita qui per la prima volta al termine di un'inchiesta durata mesi

«Dai, balliamo»: l’invito fu improvviso, estemporaneo. Pochi passi di danza all’alba in via Veneto. Inizio anni Sessanta. Lui argentino e tanguero, calciatore con la dinamite nei piedi e play boy cronico. Lei, attrice famosa, romanissima e universale, appassionata di ballo. Francisco Ramon Lojacono e Anna Magnani frequentavano la strada della Dolce Vita. Nessun flirt, nessuna […]

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Gianni Cerasuolo
A proposito di "Napoli velata"

Napoli senza Gomorra

Il nuovo (buon) film di Ferzan Ozpetek recupera un'immagine conturbante e barocca della città: quasi l'antagonista della prateria dei Genny. Napoli vittima e carnefice, come sempre: e poi la sua gente, il popolo vascio e i nuovi patrizi...

Quante Napoli? La Napoli di Gomorra o la Napoli tranquilla e borghese e tardoeduardiana? La Napoli raffinata, barocca e viscida che compie delitti senza sporcarsi le mani? La Napoli della bella ’mbriana o della figliata dei femmenielli? O infine la Napoli bagnata e cupa di Malacqua, straordinario scritto lasciato marcire, fino a ieri, nella dimenticanza […]

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Gianni Cerasuolo
Storie di Sport

Un derby venduto?

Accadde nel 1927: il Torino vinse lo scudetto. Ma (forse) dopo aver comprato un derby contro la Juventus. Un (presunto?) illecito per il quale pagò la persona sbagliata (Gigi Allemandi). Ricostruiamo un giallo fatto di sport, corruzione, giornalismo facilone e tanto fascismo

È come se qualcuno avesse passato sopra il bianchetto. Ci sono due spazi vuoti nel romanzo della serie A del calcio. Scudetti non assegnati, è la formula. E tutte e due le volte c’è di mezzo una squadra di Torino. 1926-1927: il Torino. 2004-2005: la Juventus. Calciopoli è vicina e dell’ultimo scandalo tutti sappiamo, più […]

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Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Ciao Totti, divo in giallorosso

L’addio del Capitano della Roma, accompagnato all’uscita dalla nuova dirigenza della squadra. Inarrivabile e sublime fino a quando ha resistito, la sua uscita di scena è costellata di errori e sbavature sia da parte sua che da parte della società che non l’ha supportato a dovere. Con lui tramonta l’ultimo grande talento italiano

Se la vita non è un film, il lungo addio di Totti alla Roma sembra davvero una pellicola. Forse perché ne ricorda altre: Totti come Norma Desmond in Viale del tramonto («Questa è la mia vita e lo sarà per sempre… mi vogliono ancora»); Totti come Rhett Butler in Via col vento («Separiamoci con un […]

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Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Sulla montagna sacra

Alla vigilia del centesimo Giro d’Italia, al via domani, memorie della mitica tappa del giugno 1953 sullo Stelvio. Quando imprevedibilmente Coppi l’Airone strappò la vittoria della corsa e la maglia rosa allo svizzero Hugo Koblet. Fu il suo quinto e ultimo trionfo. Un pezzo di storia del ciclismo e di un paese…

Giro d’Italia, edizione numero 100. Non poteva mancare uno dei “santuari” della corsa ciclistica: lo Stelvio, il passo più alto, 2758 metri, la Cima Coppi, un serpentone di tornanti, sono 48, che hanno fatto la storia della manifestazione. Come altri luoghi “sacri”: il Pordoi, le Tre Cime di Lavaredo, il Gavia, il Colle dell’Agnello, il […]

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Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Dancelli dei miracoli

Domani si corre la Milano-Sanremo, una specie di piccola Eneide del ciclismo sempre più dimenticata sotto al (celebre) Poggio. Non come nel 1970, quando Michele Dancelli ruppe un vecchio incantesimo

Quando c’erano ancora le mezze stagioni, i muri dentro e fuori di noi non erano crollati e la festa di San Giuseppe non era diventata la festa del papà, il 19 di marzo andava in onda in tv una saga: la Milano-Sanremo. Biciclette e zeppole; De Zan e gentili signori e signore, buongiorno; la coperta […]

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Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Storia di CeccoNetzer

Quarant'anni fa morì Luciano Re Cecconi, campione biondo di una Lazio violenta, poco convenzionale e vincente. Tutti dissero che morì per uno scherzo, ma davvero le cose andarono così?

A quei tempi c’erano molti ragazzi, tifosi della Lazio, che dipingevano di giallo la testa del pupazzetto del Subbuteo e gli appiccicavano il numero 8. Il numero 8 era Luciano Re Cecconi da Nerviano, vicino Milano, biondo come un tedesco, quasi albino, che aveva fatto la via degli emigrati al contrario, dal Nord al Sud, […]

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Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Campione senza voce

In memoria di Adolfo Consolini. Grande discobolo, uomo gigantesco e campione epico che vinse tutto affascinando Brera e Lizzani. Solo, non parlava: pigolava. Eppure alle Olimpiadi del 1960 gli fecero recitare "Il giuramento dell'atleta"

Oggi potremmo chiamarlo il Grande Gigante Gentile, allora gli dissero che era il Gigante Buono. Davvero lo era. Alto 1 metro e 80 centimetri, pesava 105 chilogrammi, aveva un’apertura di braccia di 201 centimetri, un perimetro toracico 116 all’inspirazione e 110 all’espirazione. Un uomo grosso ma non sgraziato, con mani grandi e contadine. Certo, quando […]

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