Flavio Fusi
Trent'anni dall'Ottantanove/11

Berlino città aperta

Comunisti e capitalisti si abbracciano nella terra di mezzo di Berlino: ci sarà tempo, dopo, per le divisioni, per i rancori, per le nostalgie. Questa è la prima immagine che il cronista coglie nella notte in cui il Muro venne giù...

Tra Roma e Berlino Est, sul filo di un collegamento telefonico pieno di scrosci e interruzioni, il direttore riesce finalmente a parlare con l’inviato. Chiede il direttore: «E i comunisti, cosa dicono i comunisti?». Esasperato, esausto, sgomento, l’inviato urla dentro la cornetta: «Direttore, i comunisti non ci sono più…». È un attimo: tra fischi, rimbombi […]

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Flavio Fusi
Trent'anni dall'Ottantanove/10

Il bacio di Honecker

Durante l'incontro tra Gorbaciov e Honecker, che precedette la caduta del Muro, nulla sembrava poter presagire ciò che sarebbe successo. Eppure, sotto la superficie del regime, le cose erano già cambiate radicalmente

L’albergo del cronista è a pochi metri dal varco della Bornholmer Strasse. Pomeriggio del 7 ottobre, la strada è silenziosa e vuota, sembra che tutta la città si sia riversata in centro, nei vasti spazi della Karl Marx Allee, dove il regime celebra i suoi quaranta anni. Sullo schermo trascorrono immagini patriottiche, la televisione di […]

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Flavio Fusi
Trent'anni dall'Ottantanove/9

Oltre la Cortina

L'Ottantanove cominciò a Hegyeshalom, al confine tra Austria e Ungheria, dove un trattore con lame di acciaio tranciò di netto i cavi di metallo che dividevano l'Est dall'Ovest. Ecco la prima parte della storia di quei giorni

Il cronista sfoglia i vecchi taccuini. Sono passati trenta anni da quei giorni che dovevano porre fine alla storia. Le pagine sono ingiallite, la memoria ancora viva. I giorni della danza attorno al muro che crolla sono parte della sua vita, e hanno disegnato la vita di tutti noi. Così il cronista si interroga: da […]

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Flavio Fusi
Cronache infedeli

Morte di un giornale

Chiude El Nuevo Diario, voce libera del Nicaragua che inseguiva il sogno dell'uguaglianza e della democrazia. Storia di un foglio sul quale si sono esercitati tutti i grandi talenti del Sudamerica, a cominciare da Gabriel Garcia Marquez

La chiusura di un giornale libero è un po’ come la morte di un vecchio compagno di vita e lavoro. Così oggi piango la scomparsa di un piccolo grande foglio che ho conosciuto in tempi lontani in un remoto Paese del vasto mondo. Accade in Nicaragua, dove il quotidiano El Nuevo Diario ha appena annunciato […]

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Flavio Fusi
Cronache infedeli

Quell’11 settembre

Fiori per i morti e fiori per i vivi. In una chiesa qualunque, a un’ora qualunque, il sindaco Giuliani accompagna una sposa all’altare. E l’abbraccio alla nuova famiglia vuol dire: la vita non si arrende. Frammenti di memoria di quel giorno di 18 anni fa

Uno sconosciuto, vicino, a me, gli occhi fissi sul cratere: “Sembra una chiesa, la cattedrale di Coventry, le sue rovine. Dovrebbero lasciarla così, lasciare quello che resta…” Bisogna venire nel buio, scendere dalla metropolitana a Fulton, camminare tra Liberty e Church, per capire l’angoscia di New York. I grandi edifici oscurati incombono su strade deserte, […]

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Flavio Fusi
La lunga stagione dei populisti

Teoria del matto

In Salvadòr, Nayib Bukele non fa nulla contro la corruzione ma licenzia i ministri con un tweet. In Ucraina, Volodymir Zelensky governa in diretta tv. Eppure il "popolo" li ama. Insomma, il mondo è pieno di Trump & Johnson: ai tempi di Nixon la chiamavano "teoria del matto"

«Purtroppo, in America, abbiamo un presidente pazzo». Dall’alto della sua onorata carriera, il regista Brian De Palma si può permettere questo lapidario giudizio, senza timore di essere fulminato all’istante dall’ennesimo tweet scagliato dai giardini della Casa Bianca. Dunque, “the Donald”, questo omaccione ingombrante e volgare che occupa oggi la stanza dei bottoni della grande potenza […]

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Flavio Fusi
Cronache infedeli

La favola di Tim

Adelaide Cattaneo e Lina Senserini raccontano "Il mondo di Tim", un'avventura destinata ai più giovani ma che si propone come una metafora perfetta della vita. Dove la fantasia e l'illusione hanno lo stesso peso della realtà

Non c’è cosa più seria – e spesso più crudele – delle favole per bambini. Troppo tempo fa ce lo insegnavano le nonne nelle veglie serali, e più tardi ce l’ha confermato lo spietato raziocinio del professor Bruno Bettelheim. Così anche Il viaggio di Tim, ultimo arrivato di una sterminata letteratura di genere, che è […]

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Flavio Fusi
Cronache infedeli

Minibot e patacones

Argentina, 2001: la crisi - mal gestita da pessimi politici - mette in ginocchio il Paese. Per far fronte ai debiti e per pagare i dipendenti pubblici, lo Stato corrotto decide di stampare una "quasi moneta": i patacones. Vi ricorda qualcosa?

Cominciamo dalla fine. Agosto 2016: il governo di Mauricio Macri ordina la distruzione di 239 milioni di biglietti, impacchettati in colonne ben ordinate per centinaia di metri e conservati da dieci anni nei sotterranei del Bapro (Banca della provincia di Buenos Aires). In pochi giorni sono inviate al macero 240 tonnellate di carta senza alcun […]

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Flavio Fusi
Cronache infedeli

Le statuine di Pedro

Il nuovo film di Pedro Almodòvar, “Dolor y gloria”, è stato maltratto a Cannes. Eppure ha tutti gli ingredienti del cinema del grande regista: la mamma, il sesso, le donne. Ma da un'angolatura nuova: quella del dolore finale

Come ci piaceva Pedro Almodòvar negli anni Ottanta! Come ci piaceva questo giovane regista apparso dal nulla a mostrare l’incanto di una scandalosa modernità! Ci emozionavano le sue donne sventate e dolcissime, il sesso sbandierato e senza confini, la coraggiosa fragilità dei suoi personaggi. E ci deliziavano le battute fulminanti, la sua ardita cinepresa, i […]

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Flavio Fusi
Cronache infedeli

La campagna di Salvini

Matteo Salvini ha vinto (per ora) la sua guerra chiamando a raccolta l'Italia delle campagna per stringere d'assedio quella delle città. Davvero è inevitabile che questi due mondi esprimano idee, stili di vita e cultura differenti? La storia dice di sì...

Li abbiamo visti arrivare alla periferia di Belgrado – era il lontano agosto del 1995 – in cerca di un rifugio che nessuno avrebbe concesso. Sotto il sole del mezzogiorno si snodava una lunga processione di camion arrugginiti, trattori, vecchie auto, carri, animali. Contadini con la faccia chiusa e le mani grandi, donne in nero, […]

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