Domenico Calcaterra
A proposito di "Isolitudini"

Scrivere è viaggiare

Massimo Onofri continua a sperimentare linguaggi (e temi) critici lontano da ogni forma di accademismo e vagando un terreno nel quale la letteratura diventa un paesaggio dove il "fuori" dei panorami corrisponde alla landa desolata del “dentro” del proprio Io

Stando ai libri che Massimo Onofri è venuto scrivendo da qualche anno a questa parte, mi pare evidente l’emergere di una precisa direzione intrapresa nelle scritture ibride del critico viterbese: da una parte il viaggiare, con i due Passaggi (in Sardegna e in Sicilia, rispettivamente del 2015 e del 2016), assunto come condizione e metafora […]

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Domenico Calcaterra
Sulla linea di Sciascia e Consolo

Per Nino De Vita

Encomio di Nino De Vita per i suoi settant'anni. Il poeta di “Cutusiu” che ha inventato (o meglio reinventato) una lingua per esprimere un mondo; un “Tiatru” dove le parole diventano le cose

Il primo da cui ebbi notizia di un sì appartato e singolare poeta fu Vincenzo Consolo, prima che egli stesso ne scrivesse, come augurale viatico, la prefazione all’edizione “non clandestina”, per i tipi della editrice messinese Mesogea, della sua seconda e più celebre raccolta, Cutusiu (2001). Ecco, dunque, il tramite di una frequentazione, per me, […]

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Domenico Calcaterra
Tra scrittura critica e narrativa

Come si scrive la vita?

Il prezioso "Diario dello smarrimento” di Andrea Di Consoli pone al lettore un interrogativo fondamentale: qual è il rapporto tra la lingua (e dunque la parola) e il corpo delle cose?

«La storia dei messaggi in bottiglia è la più struggente delle storie letterarie», così annota con la consueta viscerale intelligenza delle cose e della vita Andrea Di Consoli, nel suo recente Diario dello smarrimento (InSchibboleth, 2019). È di ciò – da «prete randagio del culto dei fallimenti e degli smarrimenti» – offre al lettore un […]

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Domenico Calcaterra

Pinocchio e Kafka

Il Grillo Parlante sembra Gregor Samsa, la fatina è la regina dei morti dai quali - e solo da loro - arriva al mondo la saggezza. Torna la prima edizione, "nera", di Pinocchio, quella che si chiude con la morte del burattino. Insomma, un'antifiaba

Se c’è un classico della nostra letteratura nazionale che, pur amando tanto, ho sempre guardato con sospetto, convinto che anzi, per poter essere inteso fino in fondo, debba esser letto come negazione della sua parte diciamo così più pedagogica ed edificante, è Le avventure di Pinocchio dell’immenso Carlo Collodi. Convincimento che si consolida ogni volta […]

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Domenico Calcaterra
Due libri sul grande critico

Il mondo secondo Garboli

Rosetta Loy e Paolo Gervasi, sia pure in modo completamente diverso, ripercorrono la parabola di uno dei maggiori maestri del Novecento. Uno studioso dall'approccio strabico che finisce per interagire sempre con il fenomeno osservato

Scrivere di Cesare Garboli non è mai semplice, perché si finisce per essere risucchiati dai magnetici buchi neri che sono le sue puntuali autodescrizioni, vergate con l’intento di chiarire il suo modo di vivere e intendere il lavoro critico. Ed è pur vero che Garboli è stato, per più di una generazione, il critico-lettore che […]

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Domenico Calcaterra
A proposito di “Autoritratto nello studio”

Lo studio di Agamben

Il filosofo Giorgio Agamben racconta per frammenti la sua vita di studioso: gli incontri e gli scontri fanno da sfondo all'apocalittica convinzione che la letteratura e la vita hanno perso «ogni traccia di musica e di pensiero»

Non so se con Autoritratto nello studio (Nottetempo, 2017, pp. 174, €18,00) Giorgio Agamben abbia scritto il suo libro più intimo. Senz’altro, l’accentuato carico di trascendenza ne fa, più che un’autobiografia, un libro rivolto all’ascolto degli incompiuti “temi della vita”; all’inseguimento di cose e persone che hanno fatto parte del suo apprendistato e che adesso […]

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Domenico Calcaterra
A proposito di “Quasi leggera morte”

Laboratorio Mandel’štam

Nelle Ottave di Osip Mandel’štam c'è la furia della scrittura - sempre sottoposta a controllo totale dall'autore - che tende a quell'assoluto creativo nel quale la realtà si fa simbolo

Alla mia prima lettura, anni orsono, di Conversazione su Dante (1933) di Osip Mandel’štam rimasi letteralmente folgorato da quel passaggio usato dal poeta per descrivere a cosa potesse essere paragonata, per il suo effetto conturbante, l’opera dell’esule fiorentino: «Se le sale dell’Ermitage all’improvviso dessero fuori di matto, se i quadri di tutte le scuole e […]

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Domenico Calcaterra
A proposito di "Piccoli borghesi"

Borghesia sognatrice

Il marchio editoriale Theoria torna in libreria con Pierre Drieu La Rochelle. Nel suo romanzo, il ritratto di una classe fallita, oppressa dai padri e dalla propria irresolutezza. Raccontata nel cuore del Novecento

Un autore sul quale non sono state mai del tutto sciolte le riserve da parte del pubblico, causa le contraddizioni che si annidano nel suo pensiero politico, è senz’altro Pierre Drieu La Rochelle. A darci occasione di ragionare sulla statura di uno dei più importanti scrittori francesi del primo Novecento, il ritorno in libreria, per […]

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Domenico Calcaterra
A proposito di "Quasi Grazia”

Deledda allo specchio

Con un'opera teatrale che sembra un romanzo Marcello Fois ci dà una lettura critica densa di Grazia Deledda e della sua passione per l'ineluttabilità della vita. Anche quando coincide con la morte

Il 2016 è stato l’anno dei tributi a una scrittrice a lungo non capita e oggi in verità poco frequentata dai lettori come Grazia Deledda. Una renaissance degli studi, perlopiù dal taglio biografico e che ha beneficiato di nuove acquisizioni di materiale epistolare, a testimoniare la volontà di scalzarla dall’angusta nicchia del regionalismo per consegnarla, […]

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Domenico Calcaterra
Un racconto "intimo"

Morte, passione, resurrezione

«La notte, pretendeva sempre di tenere a portata di mano, sul comodino o sul letto stesso, una piccola torcia: per controllare, al buio, l’ora; ché il tempo – diceva –, per lui, non s’inceppasse»

«E per quanto amare, dolorose, angoscianti siano le cose di cui si scrive, lo scrivere è sempre gioia, sempre “stato di grazia”. O si è cattivi scrittori» (Leonardo Sciascia) “Non conosciamo veramente nulla, di questo mondo; non siamo al mondo” – per tutto il tempo (compresso) della malattia di mio padre fino al giorno in […]

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